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lunedì 28 febbraio 2022

NESSUN DUBBIO: SU MARTE C’E’ VITA!

Jon Agee

Viaggio su Marte

Il Castoro, 2021. - 32 p.

Età: +4

Ci sono degli autori che non deludono. Si scoprono quasi per caso, si cercano, si aspetta la nuova uscita. Uno di questi è Jon Agee. Lo ho conosciuto con “Roar! Come diventare un leone”, poi ho apprezzato il suo “Il muro in mezzo al libro” e adesso non posso che scrivere del suo “Viaggio su marte”.

In poche parole è la storia di un piccolo astronauta che, sicuro di trovare la vita su Marte, non si fa bloccare dalle parole di chi lo ritiene pazzo e va alla scoperta del pianeta rosso. Sceso dall’astronave comincia a camminare con in mano un pacchetto. Dentro c’è un tortino al cioccolato da offrire al primo essere vivente che incontrerà. E’ sicuro che incontrerà qualcuno. Dopo un po’ che cammina, però, il ragazzino si rende conto di essere veramente solo e che il pianeta è davvero inospitale, freddo, arido, buio. Pensa che forse si è sbagliato e decide di tornare all’astronave. Ma dov’è l’astronave? Si è perso. Mentre la cerca ecco che vede qualcosa … In fin dei conti non era proprio sbagliata la sua idea che su Marte c’è vita!

Non voglio raccontare troppo della storia, né svelare i divertenti colpi di scena che pone davanti ai i lettori grandi o piccoli che siano. Lascio loro il piacere di scoprire da soli questo albo, limitandomi a farmi “prendere dalla vertigine della lista” ed elencare senza ordine specifico i motivi per cui val la pena andarlo a cercare in libreria o in biblioteca.

 

 

NARRAZIONE/STORIA:

- leggera

- ironica e divertente

- ricca di colpi di scena

- doppia focalizzazione, interna ed esterna: il testo in prima persona è il punto di vista (interno) del bambino protagonista, le illustrazioni appartengono, invece, ad un narratore onnisciente esterno

- gioco degli equivoci, del vedere/non vedere, del narrare una cosa e mostrarne un’altra

ILLUSTRAZIONI:

- curate nei dettagli, ma non ridondanti, né troppo cariche

- bel bordo nero e spesso

- contrasto creato con il nero dello spazio, buio dell’universo

- eloquenti e molto comunicative

- pulite e chiare, facilmente visibili anche a distanza

- in stretta comunicazione con il lettore/osservatore

ALTRO:

- racconta come una semplice passeggiata un viaggio spaziale alla scoperta di Marte e ciò non sconcerta per nulla il lettore

- invita alla meraviglia e a non scoraggiarsi mai, a credere fino in fondo alle proprie intuizioni

- è consigliabilissimo per la lettura ad alta voce mostrando tutte le illustrazioni.



 

martedì 1 febbraio 2022

TESTO, ILLUSTRAZIONI E LETTORE. INGREDIENTI FONDAMENTALI DI UN ALBO ILLUSTRATO

E’ cosa ormai concettualizzata e ben nota anche tra molti “non addetti ai lavori”, che una delle caratteristiche principali degli albi illustrati è la relazione particolare tra testo e illustrazione e la loro organizzazione sullo spazio della pagina. E’ entrato praticamente nella definizione di questo particolare tipo di pubblicazioni il concetto che la narrazione non è delegata alle parole, non è delegata alle immagini, ma si crea nel rapporto stretto e complementare tra testo e illustrazioni, rapporto nel quale, tuttavia, rimane sempre una certa componente di indeterminatezza che sarà il lettore a riempire, a colmare nel suo leggere le parole, osservare le figure e interpretare il loro rapporto alla luce del suo bagaglio culturale ed esperienziale. E’ per questo che, seppur una storia è creata e offerta dall’albo illustrato e conduce il lettore ad un finale, molti aspetti rimangono aperti e liberi di essere letti in modo diverso da ogni lettore, perfino, a volte, in modo diverso dallo stesso lettore in tempi diversi. Per lettore si intende qui il bambino cui viene proposto l’albo illustrato, ma anche l’adulto che glielo propone e, in base alla sua esperienza e sensibilità, ne lascia più o meno aperta la chiave di lettura, condividendo, eventualmente, la sua propria.


Fa piacere, quindi, trovarsi in mano degli albi illustrati che sembrano incarnazione perfetta di questa definizione, come, per esempio, “La scimmia che si era persa” (Il Castoro).

La storia si potrebbe riassumere in poche righe. Tutti al teatro stanno aspettando una scimmietta protagonista del “Grande spettacolo della scimmia” che molti spettatori sono venuti a vedere. La scimmia, però, non c’è, non si trova, sembra si sia persa. In realtà ad un certo punto arriva, ma è troppo tardi sono andati via tutti tranne una bambina. Per lei la scimmia fa lo spettacolo che risulta essere strabiliante. La piccola, così, le chiede di rifarlo il giorno dopo che avrebbe portato un amico. Di nuovo tutti sono in attesa, ma lei non arriva se non dopo che se ne sono andati e, di nuovo lo spettacolo sarà offerto solo ai pochi rimasti pazientemente ad aspettare.

Che centri l’amore in questa storia? Può essere questo uno dei modi con cui si può interpretare la narrazione del testo con l’osservazione delle illustrazioni in cui si vede la scimmietta allontanarsi dal circo e partire su una motocicletta in compagnia di un’altra scimmietta, per poi vederle sedute ad un tavolino a bere qualcosa insieme e, infine, su una pianta a chiacchierare. 

 

 Ma altre chiavi di interpretazione potrebbero essere anche l’amicizia, la voglia di vacanza per la noia della routine e del “dover” piacere a tutti, il problema di mostrarsi a tutti indistintamente, senza poter scegliere a chi rivelarsi, l’incomprensibilità di alcune decisioni, le aspettative degli altri … . Sto scrivendo queste possibili letture, ma in realtà non vorrei influenzarvi. Non vorrei rovinare la magia che si crea pagina dopo pagina nella testa del lettore nel cercare una chiave personale di lettura e che trova legittimazione della sua libertà nella domanda finale.

Alla luce dell’esasperato bisogno molti di controllare tutto, non c’è posto sugli scaffali per i libri che non finiscono, per le storie che continuano. Ma sono proprio questi libri, queste storie che aprono la mente e il cuore dei veri lettori e permettono loro di andare oltre, affinare abilità e sviluppare la fantasia.

Tanti lettori, tante letture per un albo che molto più di altri ha bisogno della complicità dello sguardo esterno per trovare completamento e che in questo bisogno nasconde il suo valore.

 

Luca Tortolini con le illustraizoni di Simone Rea

La scimmia che si era persa.

Il Castoro, 2021. 38 p.

dai 5 anni


martedì 11 gennaio 2022

LA SCELTA DEL LIBRO GIUSTO DA PROPORRE

Gli ingredienti che fanno di un libro un piacevole passatempo per i bambini che stanno diventando “lettori autonomi”, sono qualità del testo, qualità delle illustrazioni, vicinanza dei contenuti con il vissuto e/o l’interesse del lettore, livello linguistico e leggibilità.

Non esistono formule magiche o ricette infallibili per creare lettori. Esistono buone pratiche che, sulla base di fondamenti pedagogici, didattici e metodologici, aiutano a ottene buoni risultati. Una di queste è la gradualità nel proporre le letture ai bambini. Considerando i bambini di 6-7 anni che stanno imparando a leggere da soli, i libri che si propongono loro dovrebbero non essere né troppo facili per non annoiarli visto che, avendo acquisito da poco questa nuova abilità, sono entusiasti di metterla in pratica, e, dall’altra parte, nemmeno troppo difficili per non frustrarli con materiali al di sopra delle loro capacità. Sia le letture troppo semplici, sia quelle troppo complesse non danno soddisfazione al bisogno concreto del lettore in erba, come non gliene dà un libro che parli di qualcosa che non gli interessa o non gli è in qualche modo vicino.

Non è facile, quindi, azzeccare la lettura giusta da offrire. Aiuta, però, la conoscenza dei libri e dei bambini. Conoscenza che per entrambi i soggetti dovrebbe essere il più diretta possibile. Se ciò non è sempre il possibile per quanto riguarda i bambini, la conoscenza “di prima mano” dei libri è più facilmente raggiungibile: basta leggerli. E’ difficile riuscire a valutare e a proporre con convinzione qualcosa che non si conosce. La lettura dei libri per i bambini e per i ragazzi è quindi attività imprescindibile per chi vuole fare promozione alla lettura. La lettura di schede di presentazione o recensioni dei vari libri può aiutare l’educatore/animatore nella scelta tra le tante pubblicazioni disponibili sul mercato, ma queste non possono sostituirsi alla lettura diretta del libro per la quale serve, ovviamente, tempo. Un tempo da investire e che alla fine risulta sicuramente ben speso.

Esistono libri “di qualità” che, anche se non si possono definire letteratura con la “L” maiuscola, sono buone letture e ottimi strumenti di allenamento di questa abilità. Non possiamo qui dedicarci all’analisi di ciò che è letteratura e ciò che non lo è. E’ un argomento importante che però adesso ci porterebbe troppo lontano. Ne parleremo un’altra volta.

Detto tutto questo proviamo a considerare gli elementi che si devono cercare per scegliere un buon libro per i piccoli lettori che, superata del tutto la fase della traslitterazione, hanno imparato i meccanismi della lettura e stanno affrontando il momento cruciale del passaggio dalla lettura condivisa a quella autonoma, cominciando a muoversi abbastanza bene tra le pagine. Lo facciamo alla luce di “Via del Sorriso 123” (Il Castoro, 2021) di Lodovica Cima.

Prima di tutto, anche per i libri, “l’abito fa il monaco” e quindi la copertina, primo elemento che si vede di un libro deve attirare attenzione, incuriosire e non essere fuorviante rispetto al contenuto. Qui la copertina è molto piacevole e ritrae il condominio, che è il luogo in cui si svolgono le storie che contiene. La sovraccoperta ha “i buchi” in corrispondenza delle finestre di questo palazzo e togliendola è come se si abbattesse il muro di facciata e si entrasse direttamente nei vari appartamenti.

Le storie sono organizzate in 12 mesi e sono tutte episodi che succedono ai tanti bambini (più o meno coetanei dei potenziali lettori) che abitano questo stabile e ad alcuni tra gli adulti della casa: il custode, Angelo e il suo cane, le baby-sitter che passano i pomeriggi con i piccoli, una simpatica maestra in pensione. Ogni tanto compare anche qualche genitore.

Le storie, oltre che divertenti, sono tipicamente di “vita bambina” e, pertanto, vicine al vissuto dei lettori che in esse possono facilmente ritrovarsi.

Le scelte linguistiche rispettano i bambini sia nel loro livello di complessità sintattica (vanno oltre la paratassi, senza però diventare troppo impegnative), sia nella loro selezione lessicale. Entro determinati limiti, un linguaggio ricco interessa i bambini li stimola, li sprona, al contrario di un linguaggio banale, meno impegnativo e più veloce sicuramente da leggere, ma meno gratificante.

Anche se non è specificatamente un libro a “alta leggibilità”, la spaziatura tra le parole, l’interlinea larga, il testo non giustificato a destra e la font scelta, facilitano la lettura.

Le illustrazioni, infine, sono simpatiche e discrete. Ricche di particolari ma non esagerate, accompagnano le scene descritte dal testo, senza prevaricarlo e costituiscono elemento di alleggerimento delle pagine, nonchè di attrazione per i bambini.

Lodovica Cima con le illustrazioni di Giulia Dragone

Via del Sorriso 123

Il Castoro, 2021. 116 p.

Dai 7 anni

martedì 19 ottobre 2021

CHE SORPRESA!

Silvia Vecchini- Sualzo

Quello nuovo

Il Castoro, 2021. p. 32

Consigliato da 3 anni

 

Sono tantissimi gli albi e i libri illustrati dedicati all’arrivo di un fratellino o di una sorellina. Sinceramente questo è il primo che mi capita di vedere che racconta l’evento dal punto di vista dei giocattoli.

Sono, infatti, i pupazzetti di un bambino a parlare in queste pagine. Cavallino arriva di corsa ad annunciare che “quello nuovo” è arrivato. I peluches sono sconcertati. Temono di non essere più di interesse per Bambino e, uno dopo l’altro, mettono in luce l’elemento che lo contraddistingue e che lo rende unico e, quindi, non comparabile con “quello nuovo”: non avrà mica le orecchie più lunghe di quelle di Coniglietto, o la coda più simpatica di quella di Maialino, non sarà più grosso di Elefantino né più colorato di Polpo, né più morbido di Pecorella. Ad un tratto Bambino arriva e fa qualcosa di inaspettato: prende tutti i pupazzetti (che temono di essere portati in soffitta o gettati nel bidone) e li mette tutti in giro al nuovo bebè che sorride felice nel suo lettino. Che sospiro di sollievo e che felicità. I giocattoli, d’ora in poi, non avranno un solo bambino da far felice, ma saranno ben due i piccoli che giocheranno con loro.

La delicatezza di queste pagine è opera della coppia Vecchini-Sualzo, famosa per i numerosi graphic novel di cui sono autori.

Una storia simpatica per accogliere un nuovo arrivato in famiglia. Un modo delicato per affrontare il tema della gelosia del fratello/della sorella maggiore all’arrivo di un fratellino o di una sorellina.

Una dolce storia da leggere insieme guardando le figure, senza dimenticare di fare attenzione ai versi di copertina, ma anche da ascoltare nella canzone di Sualzo che si trova su youtube inquadrando il Qrcode riportato nella prima pagina o cliccandola direttamente sul sito web dell’editore alla scheda di questo libro

venerdì 1 ottobre 2021

AMICI PER LA PELLE

Antonio Ferrara con le illustrazioni di Agnese Innocente

Cino e Tempesta. Un amico speciale

Il Castoro, 2021. 126 p.

Consigliato da 7 anni

Antonio Ferrara con le illustrazioni di Agnese Innocente

Cino e Tempesta. La gara di judo

Il Castoro, 2021. 113 p.

Consigliato da 7 anni

Continuano le avventure di Cino e Tempesta, la simpatica serie iniziata in primavera e pubblicata da Il Castoro per i bambini intorno ai 7-8 anni che leggono bene in autonomia. La scrive Antonio Ferrara e la illustra Agnese Innocente. I titoli dei primi due volumi sono “Cino e Tempesta. Un amico specialee “Cino e Tempesta. La gara di judo”. Si tratta delle spensierate avventure di un ragazzino vivace che ha tanti amici, un papà ferroviere e una mamma cassiera. Come tutti i bambini della sua età, Cino ha le giornate molto piene tra scuola, lezioni di judo, giretti al parco, compiti da fare. Ciò, però non gli impedisce di essere sempre pronto a nuove avventure. Nel primo episodio Cino conosce il secondo protagonista di questi libri: Tempesta, un cagnolino nero nato in una cucciolata venuta al mondo nel parco e che non appartiene a nessuno. Tra Tempesta e Cino è amore a prima vista, ma subito cominciano anche i guai. Nonostante i buoni propositi, Cino riesce a combinarne sempre una e adesso ha pure chi lo aiuta. Poco male, però, perché i due insieme trovano il modo, del resto senza neanche tanta difficoltà, per far sì che i genitori di Cino gli permettano di tenere con sé Tempesta. Nasce così una coppia inseparabile pronta a vivere le piccole e grandi avventure del quotidiano.

Nel secondo episodio, invece, Cino è alle prese con la preparazione della gara di judo. La cosa lo innervosisce molto per due motivi. Primo perché non ha ancora imparato la mossa più difficile e secondo perché ci sarà in palestra la sua amica Anna, davanti alla quale ci tiene particolarmente a fare bella figura. A complicare il tutto, Tommaso, il bulletto della scuola, lo ha preso di mira e non lo lascia stare. Per fortuna Tempesta gli è sempre vicino e, anche se non fa che combinare guai, in fondo lo aiuta ad uscire dalle situazioni più complicate.

Questi episodi di vita quotidiana sono raccontati con agile spontaneità in prima persona da Cino dal suo punto di vista tipicamente bambino, con le riflessioni, i pensieri e la logica lineare di un ragazzino di otto anni, i suoi problemi a casa e a scuola. Non manca la rassicurazione che tutte queste difficoltà si possono risolvere positivamente dai litigi tra i genitori, ai disastri nei bagni a scuola, alle arrabbiature della maestra. Cino è una specie di Gian Burrasca dei giorni nostri, perfetto personaggio in cui i bambini possono riconoscersi e con cui possono confrontarsi, ridendo anche fino alle lacrime.

La qualità linguistica di queste storie si riconosce subito: nella sua semplicità, infatti, non risparmia al lettore un testo molto curato senza sbavature e banalità. Episodi ben scritti, divertenti, con vari colpi di scena e invenzioni spiritose. Libri abbastanza lunghi, divisi in capitoli e ben sostenuti nella narrazione. Libri per piccoli “veri lettori”, che possono apprezzarli molto grazie anche alle tenere e irresistibili illustrazioni in bianco e nero di Agnese Innocente.

Doverosa è qui una nota in generale riguardo ai libri di Antonio Ferrara per i ragazzini più grandi. Si tratta di romanzi che, se pur con ironia e positività, affrontano dempre temi molto forti, storie anche drammatiche legate alla fascia adolescenziale che parlano ai ragazzi degli argomenti che li riguardano molto da vicino, dalle difficoltà di comunicazione con il mondo degli adulti, al bullismo, dalle problematiche scolastiche a quelle legate alla propria identità.

Un’altra nota ci starebbe qui riguardo alle “serie”. Tante sono le cose da dire che presto ci dedicheremo un intero post.

 

domenica 25 aprile 2021

Riscoprire: IN OGNI ISTANTE

Luigi Ballerini

In ogni istante

Il Castoro, 2021. 169 p.

E’ stato recentemente ripubblicato da Il Castoro un romanzo per adolescenti di Luigi Ballerini uscito per Fabbri nel 2007: “In ogni istante”. Stesso titolo, stessa storia. Ce la racconta la protagonista, Sara, permettendoci di leggere il suo diario dal 3 al 30 giugno dell’anno in cui finisce la terza media e affronta l’esame. Quella di scuola, però, non è la sua prova più difficile: proprio in questo mese, infatti, suo papà scopre di essere ammalato e velocemente la malattia se lo porta via. All’inizio la vita di Sara è come quella di tutte le ragazze della sua età e ruota intorno alle relazioni famigliari, alle amicizia con i suoi compagni, al rapporto con gli insegnanti, alle passeggiate in centro e ai compiti da fare. Ad un certo punto, però, qualcosa nel mondo di Sara cambia direzione e ciò che prima era normale, per lei, non lo è più. Il baricentro della sua vita e dei suoi pensieri si sposta sulla clinica dove suo padre viene ricoverato. I pensieri, le emozioni, le parole di Sara cambiano direzione e l’esperienza drammatica che si trova a vivere la fa crescere in fretta, ma le dimostra anche che le buone relazioni costruite nel tempo con sincerità e empatia, sono di grande aiuto nei momenti difficili. Sara affronta questo periodo complicato con l’aiuto degli amici, di Stefi e Seba, in particolare, ma anche con il sostegno discreto degli insegnanti, l’amore e la simpatia dell’infermiera Rosetta e la presenza/assenza della mamma che nell’impegno sul lavoro forse cerca forza e ragione per affrontare la difficile situazione.

Quasi quindici anni tra le due pubblicazioni e una ventina di altri libri scritti da Ballerini in questo tempo, segnano chiaramente che del tempo è passato e non senza lasciare traccia.

Il romanzo è lento nel suo inizio e non particolarmente coinvolgente nella prima parte, mentre si alza di livello e intensifica il suo ritmo dal momento in cui il padre è ricoverato in ospedale. Nella seconda parte del libro la narrazione è intensa e coinvolgente, niente, però, in confronto a ciò di cui Ballerini ci ha mostrato di essere capace nei suoi romanzi più recenti.

Adesione al tema, attenta caratterizzazione dei personaggi, precisa costruzione dei dialoghi e profonda penetrazione psicologica delle situazioni caratterizzano la miglior prosa di Luigi Ballerini. Non troviamo, però, tutto ciò in questo libro, o, perlomeno, non al cento per cento.

Ciò non toglie che questa possa essere ancora una lettura che gli adolescenti, le ragazze in particolare, apprezzano, soprattutto perché pienamente protagoniste, anche loro, di situazioni simili a quelle descritte. Tutte le emozioni intensamente vissute nell’adolescenza sono, infatti, al centro della storia di Sara e sono trattate con sincerità, senza moralismi.

Un libro che si può tranquillamente suggerire alle ragazzine della scuola secondaria di primo grado, consapevoli, però, che non si tratta di un capolavoro.


Luigi Ballerini

In ogni istante

Il Castoro, 2021. 169 p.

Consigliato da 11 anni

 

sabato 10 aprile 2021

Rivisitazioni: IL BERRETTO ROSSO

Agostino Traini

Il berretto rosso

Il Castoro, 2021 – 56 p.

Consigliato da 4 anni

 

 

 

 

Giocare con le storie, rivisitare le fiabe, soprattutto quelle classiche, è un’attività molto comune nei percorsi di promozione alla lettura. Attività suggerita dall’intuizione di grandi maestri come fu, per esempio, Gianni Rodari, ma anche da tanti autori e illustratori per bambini che, giocando con le narrazioni più famose, creano dei racconti nuovi, divertenti, ironici, a volte spiazzanti, a volte irriverenti. 

 

Una tra le fiabe più “rielaborate”, “modificate”, “reinventate” è Cappuccetto Rosso. La storia è famosissima e i suoi personaggi si prestano bene a diventare o caricature di se stessi, o protagonisti di storie diverse che, però, contengono una miriade di rimandi più o meno espliciti alla versione originale. Non tutte le rivisitazioni riescono sempre bene, alcune, però, sono dei piccoli gioielli, come, per esempio, “Il berretto rosso” di Agostino Traini. Lo ha da poco ripubblicato Il Castoro che in realtà, lo aveva già avuto in passato nel suo catalogo.

Si tratta di una storia divertente, ricca di umorismo e ben congegnata. Tra le sue pagine ci sono tutti gli elementi della nota fiaba: un bosco, una nonna, un lupo, una bambina, un cappello/cappuccio rosso. Ciò che Agostino Traini ne ha fatto con le parole e le immagini, però, è una storia completamente diversa da quella che ci si aspetta: la nonna è una persona sportivissima che non riesce a stare ferma, finché un giorno volando con il parapendio non è finita in un laghetto e si è presa un forte raffreddore che l’ha costretta a letto. La sua nipotina, che in queste pagine si chiama Gelsomina, la va a trovare indossando il suo amatissimo berretto rosso che non toglie mai, neanche sotto la doccia. Il lupo è innamorato di una lupa-principessa e, per fare colpo su di lei, segue il consiglio di una cornacchia che gli ha suggerito di vestirsi bene e di indossare un bel cappello. Vedendo passare Gelsomina nel bosco, il lupo pensa che il suo berretto rosso possa essere perfetto, e, furbo com’è, riesce a venirne in possesso, anche se Gelsomina non si lascia ingannare facilmente. E’ così che …

Non raccontiamo il finale. Lasciamo la sorpresa a chi vorrà andare a leggersi questo bel libro illustrato ironico e fantasioso che racconta una storia “diversa” di una bambina, una nonna, un lupo e un berretto rosso. Anche la tecnica di narrazione è “alternativa”: tanti piccoli riquadri illustrati ad acquerello accompagnati dal testo posto sotto di loro come una didascalia, così che le pagine ricordano un po’ quelle dei fumetti o dei graphic novel e riproducono il loro particolare ritmo narrativo.

 

martedì 2 giugno 2020

ANNA DAI CAPELLI ROSSI - IL GRAPHIC

(Anna dai capelli rossi – 2)

Anna dai capelli rossi. Il graphic novel

adattamento di Mariah Marsden illustrazioni di Brenna Thummler

traduzione di Laura Tenorini

Il Castoro, 2019. 228 p.


Riduzioni, adattamenti, trasposizioni sono sempre un terreno minato. Non è facile riproporre bene le storie degli altri e ancora meno facile lo è cambiando mezzo di narrazione.

L’editore Il Castoro ha portato in Italia a fine 2019 la storia di Anna dai capelli rossi in formato graphic novel. Si tratta del lavoro di due giovani americane, una bibliotecaria esperta in letteratura per l’infanzia e una illustratrice, che lavora anche per la pubblicità.

Questa versione di Anna dai capelli rossi, seppur ridotta è molto fedele alla storia originale ed ha tutto il diritto di stare vicino al romanzo sullo stesso scaffale. Anche la sua resa grafica è interessante: giocata principalmente sulle tonalità del verde-azzurro e violetto, a parte i capelli di Anna, ovviamente, arancione, riesce a trasmettere sia l’intensità con cui la ragazzina vive le sue esperienze, sia la magia della sua nuova casa immersa nella natura. La storia non è suddivisa in capitoli ma è raccontata dall’inizio alla fine. Uniche pause sono costituite da alcune tavole ad ampio respiro che, senza parole, su singola o doppia pagina sottolineano i punti clou della storia o i momenti particolarmente intensi per Anna dal punto di vista emotivo.

La narrazione nel complesso risulta leggera e scorrevole, salvo alcuni tagli molto evidenti che, nonostante l’apporto delle figure, probabilmente erano inevitabili per riuscire a raccontare in uesto modo l’intera storia che riempie più di 300 dense pagine di prosa.

Il merito di questa forma a fumetti è di sicuro quello di avvicinare anche i ragazzini intorno ai 10 anni ad una storia che nella versione originale oggi forse può spaventare i lettori non proprio “forti”. Il traino del cartone animato e della serie TV ad essa ispirata di sicuro è un incentivo ad affrontare il romanzo. Portarlo a termine è un altro impegno.

Anna dai capelli rossi. Il graphic novel

adattamento di Mariah Marsden illustrazioni di Brenna Thummler

traduzione di Laura Tenorini

Il Castoro, 2019. 228 p. - € 15,50

Consigliato da 10 anni

domenica 24 maggio 2020

ANNA DAI CAPELLI ROSSI

Anna dai capelli rossi
Lucy Maud Montgomery
traduzione di Rosanna Guarnieri
BUR, 2009. 398 p.
Edizione integrale

Un classico della letteratura per l’infanzia. Una storia che non ha tempo e che ogni volta che viene riproposta è un successo. E’ la storia di Anna: “Anna dai capelli rossi”, come la maggior parte di noi adesso la conosce, il cui titolo originale era “Anna of the Green Gables”, in italiano “Anna dei tetti verdi” o “Anna dei verdi abbaini”. Una storia che è stata film, in varie versioni, la prima un muto del 1919, cartone animato, il più famoso quello giapponese degli anni ‘80 (per chi vuole qui l’indimenticabile sigla degli episodi trasmessi in Italia), fumetti e graphic novel, come quello uscito lo scorso anno per le edizioni Il Castoro, e vari adattamenti televisivi, ultimo dei quali la serie TV Netflix “Chiamatemi Anna” del 2017.
Un successo lunghissimo quello della storia della piccola orfana, che ricalca, con diverse differenze, la storia della sua autrice, Lucy Maud Montgomery. L’adolescente Anna Shirley viene data in affido a Matthew e Marilla Cuthbert. Loro si aspettavano un maschio per avere aiuto nella loro grande casa circondata da orto e campi, ma a Matthew la ragazzina piace fin da subito e convince al sorella a tenerla. Anna è entusiasta della casa, dei fiori, degli alberi, del posto dove è arrivata. All’inizio non è facile per nessuno: Anna è esuberante, ha una fervida fantasia, riesce a mettersi nei guai senza volerlo e scombussola la tranquilla vita dei due fratelli. Non è possibile, però, non imparare ad amarla e presto si affezionano a lei e viceversa. Anna è anche molto intelligente e subito a scuola scatta la rivalità con Giblert Blythe il ragazzo che la mette in ridicolo il primo giorno per via dei suoi capelli rossi, vero grande problema per Anna che per quel colore si è sempre sentita ancora più diversa dalle altre ragazzine. La vita continua tranquillamente tra lavori in casa, amicizie, scuola. Alla fine Anna risulta la migliore e vince una borsa di studio, ma dopo un anno di scuola superiore, abbandona gli studi per ritornare a casa e star vicino a Marilla dopo che Matthew è morto. Gilbert, che ha sempre cercato di riconquistare la fiducia e l’amicizia di Anne, le lascia il posto di maestra nella scuola vicina.d La vecchia rivalità è superata e tra loro nasce un nuovo sentimento.
 
Questo è il contenuto del primo volume della storia di Anna, uscita a puntate nel 1904 sul giornale per ragazzi “Sunday School Paper”. Come libro venne rifiutato da alcuni editori canadesi, finché nel 1908 uscì negli USA e fu subito grande successo. Al primo volume ne seguirono altri 6 pubblicati in Italia per la prima volta da Mursia, nella collana “I corticelli”, adesso in pubblicazione presso Gallucci con titoli diversi e la copertina che rimanda alla serie TV di Netflix.
Anna dai capelli rossi” è un classico. Le varie edizioni, con le nuove tradizioni, l’hanno sempre reso un libro piacevole, ironico e coinvolgente. Anna è una ragazzina spiritosa e intelligente. La sua originalità la rende simpatica, anche perché non si fa vittima delle tristi vicende che ha vissuto e degli spiacevoli momenti che si trova a vivere, ma da essi riesce a trarne forza, a scoprirne gli aspetti positivi, a imparare qualcosa di buono. Il romanzo, però, non è assolutamente moralistico né didascalico, anche perché punta a mettere in rilievo soprattutto la grande immaginazione della ragazzina: fantasia e parole, anche colte e intelligenti, in libertà, che concorrono alla caratterizzazione del personaggio. Il risultato è una figura di bambina diversa da tutte, meno fortunata di tante, ma positiva e intraprendente, capace di avere sogni e ambizioni, di lottare per realizzarli, ma, allo stesso tempo, anche di pensare generosamente agli altri e mettersi in secondo piano. Un personaggio “classico” da amare in ogni tempo. (1- continua)

Anna dai capelli rossi
Lucy Maud Montgomery
traduzione di Rosanna Guarnieri
BUR, 2009. 398 p.
Edizione integrale
Consigliato dai 10 anni

Anna dai capelli rossi
Lucy Maud Montgomery
traduzione di Angela Ricci
Gallucci, 2018. 362 p.
Consigliato dai 10 anni


mercoledì 13 maggio 2020

STA FERMO!

SEI MAI STATO UN BABBUINO?
Loredana Baldinucci con le illustrazioni di Fabio Sardo
Il Castoro, 2019 – [24 p.]

Capita a volte, ed è capitato soprattutto in questi giorni di chiusura per quarantena da Coronavirus, che i bambini diventino ingestibili. L’impressione che i genitori hanno è quella di aver a che fare con delle piccole scimmiette (in senso buono) simpatiche, ma anche dispettose, che saltano di qua e di là da mattina a sera, fanno di tutto e non fanno niente, si stufano subito ad ogni proposta e finiscono col far perdere la pazienza a chi è in casa con loro. Proviamo, però, per un attimo a metterci noi adulti dalla loro parte: mica facile. E ben se ne è resa conto Loredana Baldinucci quando, dopo una giornata un po’ difficile, l’anno scorso, in tempi ancora non sospetti, ha scritto “Sei mai stato un babbuino?” (Il Castoro).
Il protagonista di questo albo illustrato è un bambino che un mattino si sveglia e scopre di avere le sembianze di un babbuino. Subito capisce che lo aspetterà una giornata difficile, ma non può farci nulla e da babbuino la affronta: difficile vestirsi, complicato allacciarsi le scarpe e della coda che si fa? La routine giornaliera è scombussolata da questa sua insolita veste: impossibile mangiare latte e biscotti a colazione senza fare un disastro, (anche perché le banane gli piacciono di più), problematico restare seduti a scuola, tranne durante l’ora delle storie e molto deludente cercare di farsi degli amici, se non si trova qualcuno simile a te. Il rientro a casa, poi, un altro match da affrontare: bagno, verdura a cena, incomprensioni e alla fine sgridata e musi scuri. Ma, per fortuna, non tutti i giorni sono così, passerà. E del resto anche i grandi, a volte … .
Il finale ha un tono ironico, giusta conclusione per ridare equilibrio alla giornata del protagonista e rimettere le cose a posto facendo ricordare agli adulti che anche loro sono stati piccoli.

Si tratta di un libro per bambini molto divertente sia nel testo, sia nelle illustrazioni che l’accompagnano con brio e vivacità, mettendo in risalto i disastri e i disagi del piccolo scimmiotto, ma anche la sua incapacità, quel giorno, di fare diversamente. Un atteggiamento perfettamente rappresentato dalla figura in quarta di copertina: il piccolo babbuino con le spalle curve e gli occhioni imploranti.
Come in molti albi illustrati, anche in questo copertina e versi di copertina sono parte integrante del contenuto: camminare svogliatamente, dondolare sul lampadario, guardare le nuvole, saltare a quattro zampe, appendersi a testa in giù, infilarsi le dita nel naso, spaparazzarsi a terra e scivolare sul monopattino sono tutti esempi della vivacità e inventiva del piccolo babbuino, anticipazione della sua giornata “movimentata”. Esilarante, infine, il particolare della coda infilata nei pantaloni che esce da una gamba all’altezza della caviglia …


Parlando di bambini vivaci, però, non si deve far confusione: i bambini vivaci e apparentemente “impossibili” da controllare come questo, non sono i bambini “iperattivi”, affetti da deficit d’attenzione, un disturbo dell’età evolutiva caratterizzato da difficoltà di attenzione, di concentrazione e di controllo degli impulsi. Una vera e propria sindrome da diagnosticare attentamente, ad opera di esperti, per poter offrire loro il miglior approccio possibile e il trattamento adeguato. Un disturbo complesso da non sottovalutare, ma nemmeno da attribuire a bambini semplicemente “vivaci”.
E’ normale che i bambini tra i 3 e gli 11 anni siano pieni di energia, sempre in movimento e curiosi del mondo. Tutto li attira e li interessa, i luoghi e le persone, gli adulti e i coetanei. Offrire loro stimoli diversi e incanalare “positivamente” questa loro energia è fondamentale per sfruttare questo loro periodo di grande apprendimento soprattutto esperienziale. A volte, però, questa loro vivacità è espressione anche del loro bisogno di attenzione da parte dei genitori o degli insegnanti, la cui esperienza educativa e capacità empatico-relazionale diventano fondamentali per aiutare i piccoli a essere meno inquieti e a diminuire i capricci.

Un libro adatto dai 4 anni e dedicato a tutti i bambini che fanno fatica a stare fermi e ai loro genitori.

Loredana Baldinucci con le illustrazioni di Fabio Sardo
SEI MAI STATO UN BABBUINO?
Il Castoro, 2019 – [24 p.] -€ 13,50
Consigliato da 4 anni

mercoledì 6 maggio 2020

PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI 2020

Oggi pomeriggio, 6 maggio 2020, sono stati proclamati in diretta on-line i vincitori del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020. Per la categoria +6 il titolo più votato è stato “Nebbia” ed. Il Castoro, di Marta Palazzesi (ne abbiamo scritto qui lo scorso ottobre). Per la categoria +11 vince “Una per i Murphy” di Lynda Mullay Hunt ed. Uovonero.

mercoledì 27 novembre 2019

IL PIACERE DI LEGGERE UN ALBO ILLUSTRATO

  (Albi illustrati – 9)
La lettura in senso lato non è una pratica lineare che si risolve con l’affrontare un testo, apprezzarne il contenuto e riassumerlo o raccontarlo per farlo proprio. La lettura è un’esperienza profonda che implica un testo e un lettore e gli elementi che portano entrambi sono fondamentali per la riuscita completa del processo. La lettura si costruisce progressivamente aggiungendo all'esperienza contingente del testo continui elementi del proprio vissuto, del proprio ambiente, del proprio “dejà-lu” (già letto). Leggere significa entrare nel libro “personalmente” e renderne unica la fruizione con le proprie competenze. La rilettura, poi, è un’ulteriore esperienza sempre diversa che varia perchè il lettore è “cresciuto” e così il suo vissuto e il suo letto. Con questi elementi, infatti, il lettore riempie “di suo” i vuoti narrativi che il testo presenta e lo fa in modo assolutamente personale. Quando poi il lettore arriva a comprendere il gioco/l'intento dell'autore, scatta il piacere del leggere legato al rapporto specifico che si crea tra libro, lettore e autore: un qui e adesso diverso da ogni altro in ogni altro momento.
Tutte queste considerazioni sulla lettura sono perfettamente applicabili anche alla lettura degli albi illustrati.
Gli albi illustrati sono le prime esperienze di lettura che fanno i bambini e su queste poi costruiscono il loro percorso di lettori. Quindi il ruolo attivo di ogni bambino-lettore nello sviluppo della narrazione della storia proposta dall’albo illustrato è fondamentale. Mentre si legge un albo illustrato, agendo sull'accumulo e la sottrazione degli elementi verbali e iconici, il gioco della lettura entra nel vivo e crea aspettative e partecipazione. Più si legge e più si entra nel meccanismo del piacere dato dalla consapevolezza di ciò che ci si può aspettare (ripetizioni, varianti, sorprese, colpi di scena e svelamenti inaspettati), unito al piacere dato dalla consapevolezza di come si interagisce personalmente con questi elementi attraverso un ruolo attivo di lettori partecipi. Negli albi illustrati il piacere è amplificato dal rapporto perfetto ed equilibrato tra illustrazioni e testo: due mezzi di narrazione che si completano a vicenda dando vita alla storia.

Il muro in mezzo al libro

Jon Agee
Il Castoro, 2019. 42 p.
da 4 anni, lettura autonoma da 6 anni

Per avere un esempio concreto di quanto fin qua descritto, si può aprire Il muro in mezzo al libro” di Jon Agee edito da Il Castoro.
In questo albo si racconta di un piccolo cavaliere convinto di essere dalla parte giusta di un muro, da quella più sicura. Dall’altra parte, infatti, ci sono bestie feroci e perfino un orco malvagio. Man mano che si girano le pagine e il piccolo cavaliere racconta di quanto è felice che ci sia un muro in mezzo al libro, la situazione che il lettore vede, però, è esattamente opposta a quanto crede lui. Il piccolo cavaliere, in effetti, non si accorge che la sua parte di libro si sta riempiendo d’acqua e che in essa si nascondono diversi pericoli. Per fortuna l’orco, che cattivo non è, lo salva all’ultimo momento e lo porta dalla sua parte del muro, dove ci vuole un po’ perché il cavaliere capisca che forse non tutto è come sembra.

 

In questo albo l’intreccio tra le illustrazioni, da osservare nei dettagli, e il breve testo è fondamentale per il completamento della narrazione e la riuscita della sua comunicazione. Il fatto che il lettore possa vedere contemporaneamente ciò che c’è e ciò che succede dalle due parti del muro è alla base del significato del libro. Le parole del cavaliere, infatti, contraddette dalle illustrazioni, risultano alquanto assurde e questo crea per il lettore l’intelligente umorismo con cui è reso il senso della storia. La doppia pagina tagliata a metà dal muro è la struttura su cui si basa tutta la narrazione che inizia già sulla copertina e nei versi di copertina, parti del libro che vanno “lette” come tutto il resto. Un libro da guardare bene, riservando un’attenzione particolare anche agli occhi degli animali testimoni della presa di coscienza del piccolo cavaliere.
Presentato a bambini intorno ai 5-6 anni, capaci già di fare determinate deduzioni e inferenze partendo dal concetto di muro come “divisione”, questo libro sprigiona al meglio la sua forza narrativa e i lettori provano (inconsapevolmente) il piacere di coglierne ogni sfumatura.