martedì 31 marzo 2026

Divagazioni: COSE PERSE

Paolo Valsecchi, Guridi (ill.)

Cose perse

Kite, 2026. 44 p.

per gli adulti


La testa, la bussola, la speranza, il tempo, la strada … . Quante cose si perdono ogni giorno. Alcune poi si ritrovano, altre no. Fa parte della vita, anche se, a molti di noi hanno insegnato che non si dovrebbe perdere mai nulla.

In una sorta di dialogo un po’ beckettiano, il protagonista di questo albo illustrato proposto da Kite nella collana Voci, elenca tutto ciò che ha perso: gli occhiali, la voglia, la pazienza, il filo del discorso, … . Confessa anche di essersi perso lui stesso. Una non ben precisata voce (un’entità altra? una figura amica? il suo io interiore?) risponde ad ogni perdita con un suggerimento, un commento, una consolazione. Pagina dopo pagina il lettore viene coinvolto in un vortice di cose perse e di risposte più o meno confortanti. Frasi di perdita e di risposta che fanno parte della vita di tutti e, quindi, la riflessione non può che prendere forma. Una forma sconsolata o rincuorata, una forma permissiva o opprimente. Dipende. Dipende da chi e quando ha in mano questo libro. Un libro che, una volta riposto, continua, però, a girare in testa.

Poi, comunque, non è detto che ogni perdita sia un danno, anzi: a volte bisogna proprio lasciar perdere qualcosa per far spazio al nuovo.

Un testo scarno, completo e penetrante, accompagnato dalle essenziali immagini di Guridi. Due soli colori sulla pagina bianca: il nero del protagonista stilizzato, che assume le più disparate posizioni, e l’arancione di un imbuto da cui sembra uscire ogni risposta. La composizione grafica della pagina accentua la potenza di testo e immagini, offrendo al lettore una sorta di specchio nel quale riflettersi per interrogarsi e riempie i vuoti di senso che gli rimangono davanti. Interni e quarta di copertina, infine, se da una parte suggellano l’intero contenuto del libro, dall’altra aprono a nuovi pensieri. Non dimentichiamoci di loro.

La collana Voci di Kite raccoglie una scelta di narrazioni importanti affiancate da illustrazioni sofisticate destinate ad un pubblico adulto. Storie interessanti che aprono lo sguardo e il pensiero su aspetti diversi dell’esistenza umana, offrendo sempre visioni alternative, proposte di pensiero laterale per aprire la mente e il cuore oltre il proprio confine.

Tra i titoli di questa collana:

Le occasioni d'amore

Ardore

Altroquando  

Parole

Cavalca la tigre

 

Paolo Valsecchi, Guridi (ill.)

Cose perse

Kite, 2026. 44 p.

per gli adulti


 

mercoledì 18 marzo 2026

Parole, narrazione, magia, immaginazione - ISIDORO E LA LUNA

Isidoro e la luna.

Giorgos Panagiotakis, Giada Ungredda (ill.), Tiziana Cavasino (trad.)

Camelozampa, 2026. 96 p.

Età 8+

Isidoro è un ragazzino impaziente e curioso. Bella è una bambina silenziosa e coscienziosa. Entrambi sono aiutanti di Livorno, un grande mago che è riuscito a legare la luna con una corda invisibile e a fissarla alla ringhiera del suo balcone. Il califfo della città mandato a chiamare per vedere questa bellezza, paga la luna a Livorno con una borsa di monete doro e dispone che d’ora in poi, chiunque la guarderà, dovrà pagare. La corda che tiene legata la luna si chima Gör e il suo potere magico le impedisce di afferrare e trattenere due volte la stessa cosa. Così il califfo ordina a Livorno di badare che la luna non si sleghi, perché altrimenti volerà anche la sua testa. Livorno mette Bella a guardia della luna. Isidoro vorrebbe tantocollaborare per far vedere il suo valore, ma gli viene vietato.

Una notte, però, con un sotterfugio Isidoro fa addormentare Bella e afferra la fune al suo posto. Non abituato a vegliare, però, anche lui si addormenta e … la luna vola via. Ben presto la notizia arriva al califfo e la situazione comincia a precipitare: Livorno e Bella vengono condannati a morte, mentre Isidoro scappa. Ma, in realtà, il loro destino e quello dell’intera città rimane tutto nelle mani del ragazzino: una responsabilità ben più grande che tenere legata la luna.

Una storia dal sapore di fiaba classica in cui avventura e magia si mescolano per creare una narrazione affascinante e coinvolgente. Una storia dal sapore esotico in cui sembra di sentire i profumi di spezie e vedere le tipiche architetture orientali con parapetti eleganti e tappeti stesi, mentre la luna sta silenziosamente a guardare. Questo grazie anche alle fini e essenziali illustrazioni in bianco e nero di Giada Ungredda che accompagnano il testo del premiato autore greco per bambini, Giorgos K. Panagiotakis. La traduzione di Tiziana Cavasino rende molto bene la qualità della scrittura ricca dal punto di vista lessicale e sintattico. Una piacevole lettura dal ritmo ben sostenuto e che oltre la banalità di molti altri testi contemporanei, rispetta e sfida il lettore, portandolo ad apprezzare una storia ben scritta.

Come tutte le fiabe, anche questa racconta momenti e situazioni umani. Con ironia e sorpresa, senza moralismi, ci parla di responsabilità, colpa e perdono. Anche fantasia, pensiero creativo e libertà sono al centro della narrazione che, però, si percepisce centrata soprattutto sul potere della parola e la forza delle storie. Potere e forza creativa che possono avere, comunque, una duplice valenza di liberazione e incanto, ma anche di controllo e sottomissione. Il possesso e l’uso della parola e la capacità di narrazione diventa quindi un’arma da usare, ma dalla quale imparare anche a difendersi. E il finale non può che essere pieno di positività mentre lascia intendere che ogni errore può diventare un’occasione di crescita.


Isidoro e la luna.

Giorgos Panagiotakis, Giada Ungredda (ill.), Tiziana Cavasino (trad.)

Camelozampa, 2026. 96 p.

Età 8+

giovedì 5 marzo 2026

Far parte di una storia – IL BAULE DEL CAPITANO

Kate DiCamillo, Julie Morstad (ill.), Giacomo Rabbi (trad.)

Il baule del capitano

Giunti, 2025. 158 p.

età 9+

Cinque pupazzi sono esposti nella vetrina di un negozio: un re, una lupa, una ragazza, un ragazzo e un gufo, ognuno con il proprio sogno. Il re desidera solo avere l'opportunità di governare come fanno i re. La lupa ha i denti più feroci e affilati e sogna il folto del bosco. La ragazza desidera vedere più mondo. Il ragazzo, armato di arco e frecce, sente di essere destinato a compiere grandi imprese. E il gufo, realizzato con vere piume, sogna di volare. I pupazzi stanno seduti ad aspettare che la storia abbia inizio, ma essendo giocattoli hanno ben poca possibilità di realizzare i propri sogni. Un giorno un vecchio e solitario capitano di nome Spelhorst nota il burattino col volto di ragazza i cui occhi gli ricordano un amore perduto tanto tempo prima. Così decide di comprarlo, ma si sente dire che deve acquistare l’intero set poiché questi burattini “fanno parte di una storia”. Il capitano, pur di avere il burattino che gli interessa, accetta di portarseli via tutti. Appena a casa li mette in un baule, tranne quello della ragazza che appoggia sul tavolo davanti a sé e lei, per la prima volta, vede la luna. Quella notte, prima di morire nel sonno, il capitano piange l’amore perduto e scrive una lunga e misteriosa lettera.

Il giorno dopo i padroni di casa regalano i burattini a un rigattiere che li vende a un uomo e così finiscono nelle mani di due bambine, le sue nipotine. Mentre i burattini trovano la loro strada verso una nuova casa, inizia una nuova storia. La storia si svolge e, tra alti e bassi, l'unica cosa che rimane costante è che i burattini hanno l'un l'altro. Qualunque cosa accada, la loro storia è condivisa.

La sorella maggiore, infatti, inizia a scrivere una commedia per questi burattini, mentre loro, appoggiati sulla mensola del camino, diventano protagonisti, in modi diversi, di una serie di disavventure. Per esempio, alcuni dei denti della lupa vengono strappati dalla sorella minore e, gettata dalla finestra da una cameriera, una volpe la rapisce. Questo evento sconvolge la lupa, che aveva nei suoi denti il suo orgoglio, ma nel viaggio attraverso i boschi selvaggi si avvera anche il suo desiderio più profondo. Il burattino della ragazza, invece, finisce nella tasca del grembiule della governante, mentre il ragazzo viene abbandonato dalla bambina più piccola sotto un albero del giardino e rapito da un uccello. Solo il re rimane sulla mensola. Si crea, così, una delicata tensione tra i burattini, che si chiedono se mai si riuniranno.

Dopo aver esplorato i propri desideri e la propria identità, i burattini recuperati e rimessi sulla mensola, mettono in scena la commedia scritta dalla sorella maggiore, una storia che, sebbene lei non potesse prevederlo, rispecchia perfettamente le avventure vissute dai burattini stessi.

La storia, dai personaggi vagamente vittoriani, è suddivisa in atti, come un pezzo teatrale, e questo, insieme al particolare linguaggio di scena, evita che i parallelismi tra gli episodi reali e fantastici diventino troppo evidenti.

Questo romanzo breve rispecchia perfettamente lo spirito e l’atmosfera delle storie di Kate DiCamillo, intrecciando la vita dei burattini con quella delle persone che li animano. Una trama a tratti sognante e un po’ contorta che, come una melodia composta da diverse voci, guida il lettore verso un finale armonioso. La scrittura, perfettamente bilanciata, rende quasi impercettibile la struttura paratattica del testo, che in altri risulta fastidiosa.

Una narrazione accessibile, ma che implica una piccola sfida per i giovani lettori a cui è destinata, e che, se accolta, la rende ancora più coinvolgente.

Il testo è accompagnato da deliziosi disegni a matita in bianco e nero realizzati in digitale , illustrazioni che danno vita ai burattini e aggiungono magia e fantasia alla storia.


Kate DiCamillo, Julie Morstad (ill.), Giacomo Rabbi (trad.)

Il baule del capitano

Giunti, 2025. 158 p.

età 9+