Jeffrey
e Lisa Bone con le illustrazioni di Valeria Docampo e la traduzione
di Sara Ragusa
Non
tutte le principesse
Terre
di Mezzo, 2022. 32 p.
età
5+
Lo
sappiamo. Esistono i “libri strumentali”, libri che sono scritti
con precisi intenti per affrontare determinate tematiche, per
veicolare in maniera più o meno diretta idee, posizioni, concetti .
Spesso non sono opere “ispirate”, nè di autori di libri per
bambini, ma lavori creati da hoc da professionisti di diversi ambiti,
la cui qualità è anche di diverso livello. Si potrebbe qui aprire
una discussione se questi libri abbiano legittimità di letteratura,
ma il discorso sarebbe ampio e complesso. Ci limitiamo a prendere
atto della loro esistenza (e del loro mercato) e che, se fatti bene,
possono essere utili ed efficaci nella variegata valenza che la
lettura ha per la persona. Allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare
il diritto che i bambini hanno alla varietà e alla qualità delle
letture che hanno a disposizione.
“Non
tutte le principesse” edito da Terre di Mezzo è un libro
“strumentale”: Jeffrey e Lisa Bone, gli autori sono due psicologi
californiani, genitori di due bambine e in America il libro è stato
pubblicato dall’American Psychological Association (APA) con le
illustrazioni di Valeria Docampo, affermata artista, illustratrice di
diversi libri per l’infanzia. Scopo del libro è chiaramente quello
di aiutare a riconoscere e scardinare alcuni stereotipi di genere e
aiutare i bambini a lasciar correre la fantasia per realizzare i
propri sogni, credendo in se stessi e nelle proprie capacità.
Fatte
queste premesse, possiamo passare al commento di queste pagine che
per la combinazione di alcuni aspetti risultano nel complesso un
libro interessante da proporre ai bambini dai 5-6 anni, sia per la
lettura autonoma, sia per una lettura dialogica condivisa durante la
quale parlare insieme di questi argomenti.
Non
c’è vera e propria narrazione in “Non tutte le
principesse” ma una sorta di presentazione basilare ed
essenziale di bambine e bambini e di ciò che fanno. Il concetto è
che le principesse non vivono per forza tutte nei castelli, che
alcune preferiscono le casette sull’albero, che non tutti i pirati
navigano sui velieri, che alcuni preferiscono gli aquiloni e che per
essere dei supereroi, a volte, bastano piccoli grandi atti di
coraggio, come salvare un gattino impaurito. Sono principi e
principesse, eroi ed eroine, ballerine, sirene, cavalieri e
trapezisti che hanno una volontà precisa e che sanno scegliere ciò
che più gli piace oltre i soliti schemi. Ogni bambina e ogni bambino
è speciale a modo suo e ha il diritto di realizzare i propri sogni,
senza farsi condizionare dagli altri.
In
questo libro illustrato si parla, con poche parole, molte immagini e
tanto spazio lasciato all’interpretazione del lettore, di limiti e
di stereotipi, di volontà e di condizionamenti, di coraggio e di
identificazione con modelli del tutto diversi dai soliti.
I lettori vengono accompagnati in un viaggio poetico, che mette delicatamente in discussione la rigida costruzione dei ruoli di genere e sono ispirati ad accedere alla loro immaginazione e sfidare le aspettative della società.
Interessanti, vorticose e sbalorditive sono le illustrazioni di Valeria Docampo che aiutano molto queste pagine a sembrare un libro più che solo uno strumento, una risorsa per la discussione.
Valeria Docampo, infatti, trae l’ispirazione per la sua arte nella vita di tutti i giorni e la riversa sulle pagine, creando figure delicate e potenti allo stesso tempo. La loro forza sta nell’immediata presa che hanno sugli occhi e sulle emozioni di chi le osserva. Figure piacevoli da osservare e da interpretare perché nella loro immediatezza hanno comunque sempre un alone di indefinito cui il lettore dà significato grazie agli indizi che le circondano completandoli con la propria sensibilità personale., attività comuni, semplici, quotidiane, perché tutti, in fondo, possono essere eroi in ciò che fanno, sicuri di sé, della propria realizzazione oltre le aspettative e i condizionamenti degli altri, oltre gli stereotipi di genere.
In questo libro, inoltre, le illustrazioni presentano due stili diversi: quelle classiche di Valeria Docampo, fin qui descritte, e altre disegnate come se avesse usato i colori a cera. Figure più vicine ai disegni che i bambini stessi fanno. In questo modo le illustrazioni sembrano suggerire un invito ai bambini a disegnare loro stessi sulla carta ciò che gli piacerebbe realizzare di sé in futuro nella realtà. Anticipazione di questa realizzazione personale libera e incondizionata è la carrellata di figure sulle pagine del frontespizio che come in un melì-melò combinano elementi diversi.
Allo stesso modo, conclusione del libro sono figure di diverse passioni e professioni,
attività comuni, semplici, quotidiane, perché tutti, in fondo, possono essere eroi
in ciò che fanno, sicuri di sé, della propria realizzazione oltre le aspettative e i
condizionamenti degli altri, oltre gli stereotipi di genere.