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giovedì 5 marzo 2026

Far parte di una storia – IL BAULE DEL CAPITANO

Kate DiCamillo, Julie Morstad (ill.), Giacomo Rabbi (trad.)

Il baule del capitano

Giunti, 2025. 158 p.

età 9+

Cinque pupazzi sono esposti nella vetrina di un negozio: un re, una lupa, una ragazza, un ragazzo e un gufo, ognuno con il proprio sogno. Il re desidera solo avere l'opportunità di governare come fanno i re. La lupa ha i denti più feroci e affilati e sogna il folto del bosco. La ragazza desidera vedere più mondo. Il ragazzo, armato di arco e frecce, sente di essere destinato a compiere grandi imprese. E il gufo, realizzato con vere piume, sogna di volare. I pupazzi stanno seduti ad aspettare che la storia abbia inizio, ma essendo giocattoli hanno ben poca possibilità di realizzare i propri sogni. Un giorno un vecchio e solitario capitano di nome Spelhorst nota il burattino col volto di ragazza i cui occhi gli ricordano un amore perduto tanto tempo prima. Così decide di comprarlo, ma si sente dire che deve acquistare l’intero set poiché questi burattini “fanno parte di una storia”. Il capitano, pur di avere il burattino che gli interessa, accetta di portarseli via tutti. Appena a casa li mette in un baule, tranne quello della ragazza che appoggia sul tavolo davanti a sé e lei, per la prima volta, vede la luna. Quella notte, prima di morire nel sonno, il capitano piange l’amore perduto e scrive una lunga e misteriosa lettera.

Il giorno dopo i padroni di casa regalano i burattini a un rigattiere che li vende a un uomo e così finiscono nelle mani di due bambine, le sue nipotine. Mentre i burattini trovano la loro strada verso una nuova casa, inizia una nuova storia. La storia si svolge e, tra alti e bassi, l'unica cosa che rimane costante è che i burattini hanno l'un l'altro. Qualunque cosa accada, la loro storia è condivisa.

La sorella maggiore, infatti, inizia a scrivere una commedia per questi burattini, mentre loro, appoggiati sulla mensola del camino, diventano protagonisti, in modi diversi, di una serie di disavventure. Per esempio, alcuni dei denti della lupa vengono strappati dalla sorella minore e, gettata dalla finestra da una cameriera, una volpe la rapisce. Questo evento sconvolge la lupa, che aveva nei suoi denti il suo orgoglio, ma nel viaggio attraverso i boschi selvaggi si avvera anche il suo desiderio più profondo. Il burattino della ragazza, invece, finisce nella tasca del grembiule della governante, mentre il ragazzo viene abbandonato dalla bambina più piccola sotto un albero del giardino e rapito da un uccello. Solo il re rimane sulla mensola. Si crea, così, una delicata tensione tra i burattini, che si chiedono se mai si riuniranno.

Dopo aver esplorato i propri desideri e la propria identità, i burattini recuperati e rimessi sulla mensola, mettono in scena la commedia scritta dalla sorella maggiore, una storia che, sebbene lei non potesse prevederlo, rispecchia perfettamente le avventure vissute dai burattini stessi.

La storia, dai personaggi vagamente vittoriani, è suddivisa in atti, come un pezzo teatrale, e questo, insieme al particolare linguaggio di scena, evita che i parallelismi tra gli episodi reali e fantastici diventino troppo evidenti.

Questo romanzo breve rispecchia perfettamente lo spirito e l’atmosfera delle storie di Kate DiCamillo, intrecciando la vita dei burattini con quella delle persone che li animano. Una trama a tratti sognante e un po’ contorta che, come una melodia composta da diverse voci, guida il lettore verso un finale armonioso. La scrittura, perfettamente bilanciata, rende quasi impercettibile la struttura paratattica del testo, che in altri risulta fastidiosa.

Una narrazione accessibile, ma che implica una piccola sfida per i giovani lettori a cui è destinata, e che, se accolta, la rende ancora più coinvolgente.

Il testo è accompagnato da deliziosi disegni a matita in bianco e nero realizzati in digitale , illustrazioni che danno vita ai burattini e aggiungono magia e fantasia alla storia.


Kate DiCamillo, Julie Morstad (ill.), Giacomo Rabbi (trad.)

Il baule del capitano

Giunti, 2025. 158 p.

età 9+

mercoledì 17 dicembre 2025

Divagazioni: PERDERSI E RITROVARSI. Sentieri – Kite


Sentieri. 

Guia Risari, Andrea Calisi (ill.)

Kite, 2025. – 40 p.

Per gli adulti


Una poesia per un camminare che è scoperta di sé. Una poesia per un camminare che è incontro con l’altro. Una serie di suggestioni visive che metaforicamente rimandano ad un bisogno che ognuno ha di trovare una direzione nella propria vita anche se la sensazione è quella di essersi persi in un luogo difficile da attraversare.

Questo è il bellissimo libro illustrato di Guia Risari e Andrea Calisi. Ma non solo. La sua ricchezza di testo e di immagini è talmente grande che ogni (ri-)lettura diventa un’esperienza nuova.

Non c’è una trama, non c’è una storia, perché queste pagine sono la trama e la storia di ogni lettore.

Parole e immagini creano ad ogni pagina un quadro che rappresenta un momento del cammino di ciascuno di noi, del suo perdersi, del suo ritrovare la strada, del suo incontrare qualcuno per proseguire insieme sul sentiero.

Pur apparendo come un albo illustrato, in realtà, tecnicamente non lo è. Ma non vuole neanche esserlo. E’ un libro illustrato che abilmente accompagna le parole con quadri che fanno pensare, senza ovviamente volerle imitare, a opere d’arte bellissime quali i lavori di Monet e di Gauguin. In essi la potenza della natura unita a quella delle parole, dei pensieri, dell’animo umano tutto, puntano ad una risonanza profonda e potente espressa da versi come “A volte lotto contro il vento e sfido il tempo col mio corpooppure “tutti i giorni imparo a perdermi e a ritrovare la strada”, oppure “Cammino seguendo le meraviglie che abitano il bosco”.

Un libro per i grandi da leggere e rileggere come una poesia, osservare e rio-osservare come un quadro, soffermandosi su ogni pagina, scritta o illustrata che sia. Un viaggio introspettivo sul sentiero della vita che si sviluppa dal primo interno di copertina a quello finale, seguendo la linearità dell’esistenza e la circolarità del pensiero che continua a tornare su se stesso approfondendo la conoscenza dell’essere umano che lo concepisce.

Non è un libro semplice, né immediato e il suo valore sta sia nella contemplazione gratuita della bellezza che propone, sia nell’impegno di un’eventuale lettura interpretativa che richiede.

 

Sentieri.

Guia Risari, Andrea Calisi (ill.)

Kite, 2025. – 40 p.

Per gli adulti


giovedì 26 dicembre 2019

PRENDERE L'INIZIATIVA PER CAMBIARE LE COSE

Una storia molto in ritardo

Marianna Coppo
Terre di Mezzo, 2019 – [42 p.]


C’era una volta una pagina bianca”. Comincia così “Una storia molto in ritardo” (Terre di Mezzo), con una pagina bianca, appunto, e cinque buffi personaggi, un coniglietto rosa, un orso grigio, un ippopotamo rosso, e altri due strani animali non ben definiti, uno verde e uno marroncino. Non sanno dove si trovano né perchè, finché ad uno di loro non viene un’idea: sono in un libro, ma manca la storia. Decidono di aspettarla, ma il coniglietto si annoia anche perché, aspettando, nessuno degli altri vuole fare un gioco con lui. Così, apre lo zaino (lui, in effetti è l’unico ad avere qualcosa con sé) e prende l’iniziativa: comincia a disegnare delle foglie, un albero, una casetta sull’albero, un’altalena, un dinosauro, uno scoiattolo, degli uccelli … Via via la pagina bianca di sinistra si riempie, mentre gli altri animaletti aspettano in quella di destra. Si divide così il libro in due parti: da qui in poi, infatti, la narrazione si sviluppa parallelamente in due mondi diversi uno sulle pagine di destra dove ci sono gli animaletti, e uno sulle pagine di sinistra dove il disegno avanza. Qualche pagina dopo il ricongiungimento: il disegno, infatti, supera la “sua” pagina ed invade lo spazio degli animaletti coinvolgendoli nella sua narrazione iconica. Entrambe le pagine si riempiono di colori, di suoni e di personaggi, finché arriva una cicogna con un pacco contenente la storia. Ma è troppo tardi: le bestiole ne hanno già inventata una loro e sono pronti a raccontarla. Inizia così: “C’era una volta una pagina bianca”. Quella che sembra la conclusione non è, quindi, una conclusione: la struttura circolare del libro, con la fine uguale all’inzio, crea, infatti, ulteriori possibilità narrative per un gioco di storie nuove ipoteticamente infinito.

Questo libro di Marianna Coppo non è un albo illustrato nello stretto significato tecnico del termine. Non è nemmeno un albo illustrato senza parole. E’ un libro particolare dalle grandi potenzialità narrative che si sviluppano se il lettore è abile nel cogliere gli spunti lanciati dalle poche parole e dai disegni che via via crea il coniglietto. Come per gli albi illustrati senza parole, le storie che si possono inventare, guardando questo mondo disegnato che pian piano prende forma, sono tante e tutte diverse, come diversi sono i lettori che prendono in mano questo libro: basta che lascino volare la fantasia sulle dolci illustrazioni e le storie vengono da sé.
Sul verso di copertina si legge “Nella vita c’è chi aspetta la propria storia e chi invece prende l’iniziativa. E cambia le cose”: un altro indizio, un’altra potenzialità di queste pagine che, messe in mano ai ragazzini più grandi, possono aprire interessanti discussioni e riflessioni. Se gli animaletti avessero fatto attenzione a ciò che stava succedendo lì vicino a loro, nella pagina a fianco, invece che sbuffare nell’attesa della loro storia, avrebbero “vissuto” prima e più avventure? Se avessero preso un’iniziativa per trovare la loro storia, non avrebbero atteso così a lungo: per ottenere qualcosa, per raggiungere i propri obiettivi, per realizzare un sogno, si deve fare qualcosa, aspettare che arrivi da fuori, spesso non è abbastanza.
Andando oltre, ci sarebbe da pensare anche alla noia del coniglietto da cui nasce la sua creatività… . Altro spunto, altro tema… .
Un lavoro interessante per una lettura condivisa con i bambini a partire dai 5 anni.

Marianna Coppo
Una storia molto in ritardo
Terre di Mezzo, 2019 – [42 p.] - €12,90