Il baule del capitano
Giunti, 2025. 158 p.
età 9+
Cinque pupazzi sono esposti nella vetrina di un negozio: un re, una lupa, una ragazza, un ragazzo e un gufo, ognuno con il proprio sogno. Il re desidera solo avere l'opportunità di governare come fanno i re. La lupa ha i denti più feroci e affilati e sogna il folto del bosco. La ragazza desidera vedere più mondo. Il ragazzo, armato di arco e frecce, sente di essere destinato a compiere grandi imprese. E il gufo, realizzato con vere piume, sogna di volare. I pupazzi stanno seduti ad aspettare che la storia abbia inizio, ma essendo giocattoli hanno ben poca possibilità di realizzare i propri sogni. Un giorno un vecchio e solitario capitano di nome Spelhorst nota il burattino col volto di ragazza i cui occhi gli ricordano un amore perduto tanto tempo prima. Così decide di comprarlo, ma si sente dire che deve acquistare l’intero set poiché questi burattini “fanno parte di una storia”. Il capitano, pur di avere il burattino che gli interessa, accetta di portarseli via tutti. Appena a casa li mette in un baule, tranne quello della ragazza che appoggia sul tavolo davanti a sé e lei, per la prima volta, vede la luna. Quella notte, prima di morire nel sonno, il capitano piange l’amore perduto e scrive una lunga e misteriosa lettera.
Il
giorno dopo i padroni di casa regalano i burattini a un rigattiere
che li vende a un uomo e così finiscono nelle mani di due bambine,
le sue nipotine. Mentre i burattini trovano la loro strada verso una
nuova casa, inizia una nuova storia. La storia si svolge e, tra alti
e bassi, l'unica cosa che rimane costante è che i burattini hanno
l'un l'altro. Qualunque cosa accada, la loro storia è condivisa.
La sorella maggiore, infatti, inizia a scrivere una commedia per questi burattini, mentre loro, appoggiati sulla mensola del camino, diventano protagonisti, in modi diversi, di una serie di disavventure. Per esempio, alcuni dei denti della lupa vengono strappati dalla sorella minore e, gettata dalla finestra da una cameriera, una volpe la rapisce. Questo evento sconvolge la lupa, che aveva nei suoi denti il suo orgoglio, ma nel viaggio attraverso i boschi selvaggi si avvera anche il suo desiderio più profondo. Il burattino della ragazza, invece, finisce nella tasca del grembiule della governante, mentre il ragazzo viene abbandonato dalla bambina più piccola sotto un albero del giardino e rapito da un uccello. Solo il re rimane sulla mensola. Si crea, così, una delicata tensione tra i burattini, che si chiedono se mai si riuniranno.
Dopo aver esplorato i propri desideri e la propria identità, i burattini recuperati e rimessi sulla mensola, mettono in scena la commedia scritta dalla sorella maggiore, una storia che, sebbene lei non potesse prevederlo, rispecchia perfettamente le avventure vissute dai burattini stessi.
La storia, dai personaggi vagamente vittoriani, è suddivisa in atti, come un pezzo teatrale, e questo, insieme al particolare linguaggio di scena, evita che i parallelismi tra gli episodi reali e fantastici diventino troppo evidenti.
Questo
romanzo breve rispecchia perfettamente lo spirito e l’atmosfera
delle storie di Kate DiCamillo, intrecciando la vita dei burattini
con quella delle persone che li animano. Una trama a tratti sognante
e un po’ contorta che, come una melodia composta da diverse voci,
guida il lettore verso un finale armonioso. La scrittura,
perfettamente bilanciata, rende quasi impercettibile la struttura
paratattica del testo, che in altri risulta fastidiosa.
Una narrazione accessibile, ma che implica una piccola sfida per i giovani lettori a cui è destinata, e che, se accolta, la rende ancora più coinvolgente.
Il testo è accompagnato da deliziosi disegni a matita in bianco e nero realizzati in digitale , illustrazioni che danno vita ai burattini e aggiungono magia e fantasia alla storia.
Kate DiCamillo, Julie Morstad (ill.), Giacomo Rabbi (trad.)
Il baule del capitano
Giunti, 2025. 158 p.
età 9+






