Davide Calì con le illustrazioni di Sébastine Mourrain
Kite, 2023. 40 p.
Età: +12
La vita come viaggio è una metafora molto sfruttata e declinata in diversi modi nelle narrazioni per tutte le età. Quella offerta da Davide Calì nel testo di “Sentirsi a casa” è strettamente legata a due diversi stati d’animo che; spesso, sono motore del continuo muoversi, progredire, andare avanti, ma anche tornare indietro o ritrovarsi al punto di partenza: l’insoddisfazione e la nostalgia. L’insoddisfazione, intesa come senso di mancanza di qualcosa per sentirsi completi e la nostalgia per ciò che si è avuto fin dall’inizio e che non si ammette facilmente, quasi fosse inopportuna presa di coscienza, che ciò che si è e ciò che ha dipende da ciò che si è stati e ciò che si ha avuto. Il tutto in funzione del sentirsi bene con se stessi e con ciò che sta intorno. In ultima analisi si potrebbe dire che il “sentirsi a casa” del titolo altro non è che metafora, a sua volta, della felicità cui tutti aspirano. E tutti sappiamo che casa, come felicità, è un concetto che assume connotazioni diverse per ogni persona.
La
storia racconta di un giovane uomo che, sentendosi troppo stretto nel
posto dove vive, parte dalla sua piccola casa in un piccolo villaggio
sul mare per cercare un luogo migliore, più grandi e più
stimolante. Comincia così il suo giro del mondo alla ricerca di
sempre nuove soddisfazioni personali in posti sempre più
interessanti, senza, però, mai trovare il luogo che fa veramente per
lui. Arriva così a pensare che forse questo posto non c’è e che
la sua natura è quella di continuare a muoversi. Ma neanche questo è
per sempre. Alla fine, infatti, stanco di girare, decide di comprare
un’ultima casa in un posto tranquillo. La compra senza neanche
vederla per poi rendersi conto che è quella da cui è partito
tanti anni prima. Ed è per questo che, fatte tante esperienze
diverse, alla fine ci torna molto volentieri perché congloba nello
stesso posto il suo ultimo desiderio di pace e il suo bisogno di
ritornare a qualcosa.
Un libro interessante anche per le illustrazioni di Sébastien Mourrain che accompagnano il testo alternando facciate scritte a facciate disegnate il tutto intervallato da doppie pagine a figura intera. Questo susseguirsi regolare di parole e figure scandisce bene il ritmo della narrazione e porta il lettore a utilizzare tempi diversi di lettura e di osservazione.
Se
letta velocemente, questa storia può sembrare banale, quasi ovvia.
E’ solo attraverso una lettura più profonda, attenta e critica
che se ne possono penetrare i livelli di significato mettendoli in
relazione con il proprio vissuto attraverso una riflessione
personale. Perciò, per la tematica principale, quella della
realizzazione del proprio destino e del trovare un posto dove
sentirsi liberi di essere sé stessi oltre la realtà inglobante di
tutti i giorni, la narrazione risulta adatta per tutti a partire dai
12 anni o, forse, anche dopo. L’avventura del protagonista,
infatti, si può ampliare nel concetto universale dell’individualità
di ogni persona che fa (ha fatto) le sue scelte, prende (ha preso) le
sue decisioni e cerca (ha cercato) la propria strada e la propria
casa nel mondo. E questo è tipico a partire dall’età
adolescenziale quando le ragazze e i ragazzi, a partire dal periodo della scuola secondaria di primo grado, si chiedono "Chi sono?", "Cosa mi piace?", "Cosa non mi piace?", "Cosa voglio?" e cominciano a fare le loro
prime vere scelte di vita.