Kim
Fupz Aakeson, Stian Hole (ill.), Lucia Barni (trad.)
Questa
mia nonna.
Beisler,
2026. 44 p. - € 18,90
Età
10+, per tutti
“C’era
una volta … “ così iniziano le fiabe che tutti i bambini
amano sentire e che tutte le nonne amano raccontare. Quattro parole
che aprono un mondo. Sono anche le quattro parole che in questo libro
illustrato mettono in comunicazione il mondo di una ragazzina e
quello della sua nonna che da qualche tempo non è più la stessa.
La
nonna di questa storia c’è, c’è sempre stata, e sa ancora di
cannella e sapone, come quando viveva con il nonno e i loro due cani
e avevano una casetta al mare. Adesso, però, quella vita è finita.
L’anziana signora non sa più fare quasi nulla di ciò che faceva
un tempo. Le restano solo le storie che ancora racconta alla sua
nipotina: basta che questa pronunci la formula “C’era una
volta … “ e la nonna inizia a raccontare.
Kim
Fupz Aakeson ha scelto il mondo delle storie per raccontare
l’evoluzione della malattia dell’Alzheimer che ha colpito
l’anziana protagonista e che pian piano la sta rubando a se stessa
e alla sua famiglia.
Non
è facile spiegare ai bambini questa malattia, neanche gli adulti
riescono facilmente ad affrontarla. Ma questa storia lo fa con
intelligenza e delicatezza, senza pietismi né didascalismi. Le fasi
di questa malattia che colpisce la mente delle persone sono
raccontate in questo libro con disarmante onestà:
un giorno la nonna
comincia a perdere la memoria, poi smette di guidare e di andare in
bici, … poi è costretta ad andare in una casa di cura. Qui il suo
mondo implode, si sente infelice e non riconosce più nessuno, le
sembra che tutti siano contro di lei. Si fida di sua nipote e del
loro mondo fatto di parole e di storie piene di boschi, lupi, draghi
e troll, castelli, principi e principesse. E, in mezzo a tutto ciò
vivono sprazzi di memoria, frammenti di quel passato che le
apparteneva.
Questo
è un libro speciale con una storia commovente e potente che mostra
come ci si sente davanti ad un nonno che invecchia e cambia, mentre
la sua memoria e la sua agilità svaniscono. Ma anche come si sente
l’anziano che pian piano si vede incapace di fare, dire, ascoltare
ciò che ha sempre fatto.
Un
libro vero, da leggere e non solo per o con i bambini. Un libro che
non lascia indifferenti, ma innesca pensieri profondi e riflessioni
anche dolorose, considerazioni che partono dall’osservare il
rapporto intimo che si crea tra l’anziana signora e la sua giovane
nipote. Di fronte alla malattia non bastano le risposte della
medicina, servono anche quelle dell’amore e della narrazione per
tenere vive le relazioni e il contatto con i propri cari. Perché non
è mai facile arrendersi alla vecchiaia, né esserne testimoni.
Inconfondibili
le illustrazioni che accompagnano questa storia. La tecnica di Stian
Hole è unica: fotografia, disegno e collage insieme per dar vita a
immagini quasi surreali, ma molto ricche ed eloquenti, perfette per
le storie forti come questa. Una miriade di dettagli trabocca da ogni
pagina e stimola il pensiero e l’immaginazione. Il rapporto di
queste figure, a volte in contrapposizione, altre perfettamente
speculari rispetto al testo rendono impossibile non venir catturati
dal libro e scoprirvi tutta la sua potenza. Le illustrazioni di Stian
Hole sono sempre una sorta di capovolgimento della realtà, un punto
di vista diverso anche sulla malattia. E’ un guardare il mondo
mentre si va in altalena lasciando cadere indietro del tutto la
testa, come fa Anna, la protagonista di “Il paradiso di
Anna”, un magnifico libro sul tema della morte, della
perdita e del lutto, scritto e illustrato da Stian Hole ed edito da
Donzelli. Ne scriverò in un prossimo post dedicandogli tutto lo
spazio che merita.
Kim
Fupz Aakeson, Stian Hole (ill.), Lucia Barni (trad.)
Questa
mia nonna.
Beisler,
2026. 44 p.
Età
10+, per tutti