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venerdì 7 agosto 2026

Quando le parole si trasformano - TELEFONO SENZA FILI - Nomos

Andrea Tuschka, Rebekka Stelbrink (ill.), Anna Becchi (trad.)

Telefono senza fili.

Nomos, 2026, p. 32

Età 4+


E’ provato che quando, all'interno di un'azienda o di un’organizzazione, un'informazione viene trasmessa attraverso cinque passaggi consecutivi, alla fine arriva soltanto circa il 20% del messaggio originale. Il fenomeno del telefono senza fili – in apparenza semplice gioco per bambini – è diventato particolarmente significativo nel nostro tempo. Come accade nel gioco, tutte le notizie, anche e soprattutto quelle false, spesso si diffondono passando di persona in persona, e nei passaggi vengono arricchite, esagerate e trasformate.

Così, accade in questa storia.

Orso e Topo sono migliori amici. Un bel giorno, però, litigano furiosamente. Accecato dalla rabbia, Orso se ne va a casa, e Topo, pieno di risentimento, gli manda a dire che non vuole mai più vederlo! Ma il messaggio, che dovrebbe arrivare fino alla tana di Orso sulla cima della montagna, passando di bocca in bocca tra bisbigli e parole borbottate, giunge completamente diverso da come era stato pensato. Ma questo è una fortuna per i due amici, perché entrambi pentiti di aver litigato, sentono moltissimo la mancanza l'uno dell'altro. E dato che il messaggio è completamente cambiato, a questo punto nulla ostacola più la loro riconciliazione.

Chi conosce il gioco del "telefono senza fili" già dal titolo avrà capito che in questa storia non tutto va secondo i piani. Ma a volte è un bene se il destino – o, come in questo caso, un messaggio borbottato e stravolto – ci mette lo zampino.

«Orso, non ti voglio più bene,
non tornare mai più da me!
Avevo ragione io nel nostro litigio
e non mi dispiace affatto!»

Il messaggio passa attraverso un castoro tremolante, una lepre con il naso tappato, una marmotta che borbotta, una colomba quasi sorda e una talpa brontolona. Naturalmente, quando arriva all'Orso, il testo è completamente cambiato:

«Orso, lo sai che ti voglio tanto bene.
Ti prego, torna qui da me!
Avevi ragione tu nel nostro litigio
e mi dispiace terribilmente!»

E la storia si conclude in modo lieto.

«Entrambi dovettero ammettere che essere arrabbiati era stato davvero faticoso. E non era affatto una bella sensazione! I due amici promisero di non separarsi mai più dopo un litigio. Poi mangiarono il dolce al miele, sorrisero raggianti e chiacchierarono di tutto e di niente. Perché il loro mondo era finalmente tornato in perfetto ordine

Una favola sul valore delle scuse, sulle conseguenze (in questo caso positive) dei fraintendimenti e su un raro caso in cui un'informazione deformata non provoca un conflitto, ma conduce, paradossalmente, alla riconciliazione.

Una splendida storia sull'amicizia, con i suoi alti e bassi, sui limiti e sulle possibilità delle parole.

Per dare vita alla storia di Andrea Tuschka, l’illustratrice, Rebekka Stelbrink ha composto le immagini con grande cura artistica, assemblando moltissimi piccoli ritagli, successivamente colorati con acquerelli e colori acrilici. Ha creato, così, originali, coloratissimi e delicati collage capaci di immergere il lettore in suggestivi mondi tridimensionali con un delicato effetto simile a un diorama.


Andrea Tuschka, Rebekka Stelbrink (ill.), Anna Becchi (trad.)

Telefono senza fili.

Nomos, 2026, p. 32

Età 4+

 

martedì 23 giugno 2026

Ma dove andate tutti quanti? - DIECI PICCOLI SCOIATTOLI. Terre di Mezzo

 Dieci piccoli scoiattoli.

Kael Tudor, Marc Boutavant (ill.), Sara Ragusa (trad.)

Terre di Mezzo, 2026, 32 p.

Età 4+


Dieci piccoli scoiattoli, nessuno che si muove. Uno scappa via, e ne rimangono … . Aspettate! Ma dove andate tutti quanti?”

Comincia così l’esilarante ricerca di un orso che rincorre dieci scoiattolini furbi e birichini. Il giochino che ha in mente lui sarebbe quello del conto alla rovescia, ma dato che i 10 animaletti pelosi scappano tutti insieme davanti ai suoi occhi, la cosa prende un’altra piega. Pagina dopo pagina l’orsetto chiede aiuto e informazioni a 9 pappagallini, 8 oche, 7 orsi polari, 6 camaleonti, 5 topi, 4 anatre, 3 tartarughe, 2 pappagallini, 1 tigre…

Il conto alla rovescia, in fondo, riesce ugualmente, ma non come l’aveva pensato l’orsetto, che fiducioso, nella penultima pagina torna alla carica “Dieci piccoli scoiattoli, nessuno che si muove. Uno scappa via, e ne rimangono …“. Nella pagina seguente, l’ultima (?) una nuova sorpresa che non può che far scoppiare a ridere.

Dieci piccoli scoiattoli” è un libro illustrato incantevole e coinvolgente, perfetto per i bambini anche piccoli. 

Questi i suoi punti di forza:

- è una storia giocosa e ripetitiva (ma non banalmente ripetitiva) dal ritmo ben sostenuto

- propone i numeri senza essere una lezione

- invita in modi diversi bambini con competenze diverse a partecipare attivamente

 

- ha la giusta lunghezza per tenere viva l’attenzione dei bambini in età prescolare, ed è divertente al punto da farglielo chiedere ancora e ancora e. a tal fine, la sua struttura circolare è un ottimo invito

- offre illustrazioni vivaci, espressive, ricche di carattere e personalità

- presenta un vena ironica umoristica di testo e illustrazioni

Un bel libro da condividere con i bambini che ameranno anche guardarselo da soli.


Dieci piccoli scoiattoli.

Kael Tudor, Marc Boutavant (ill.), Sara Ragusa (trad.)

Terre di Mezzo, 2026, 32 p.

Età 4+

martedì 19 maggio 2026

Decisioni prese con rabbia - ME NE VADO! - Lapis

MimHéloïse Solt (ill.), Davide Calì (trad.)

Me ne vado!

Lapis, 2026. 32 p.

età 4+

 

 

Le storie di “vita bambina” sono, insieme con le storie da ridere, quelle che più vengono apprezzate dai bambini. Lapis Edizioni ce ne propone una in questo divertente quanto verosimile albo illustrato.

Mattia è un bambino. E come tutti i bambini, a volte si arrabbia. Oggi è per lui proprio una brutta giornata: a scuola bisticcia con i compagnie e la maestra lo sgrida perché urla forte, troppo forte. Arrivato a casa è più arrabbiato che mai. Si chiude in camera e cerca qualcosa da fare, ma non ha voglia di nulla. Dopo un po’ gli viene l’idea di disegnare con i pennelli e i colori, ma la sua mamma gli dice che è ora di cena e quindi troppo tardi per mettersi a dipingere. Allora, Mattia urla ancora più forte! Sempre più arrabbiato prende una decisione drastica ed esclama: “Basta, me ne vado”.
 Con nello zaino i giochi preferiti, Mattia pensa di andarsene, di lasciare la casa, la sua mamma, la maestra e i compagni. Peggio per loro … . La sua meta è l’Africa! Mattia si prepara con cura, ma la sua mamma trova il modo di fargli pensare ad altro e rimandare il proposito. Perché dietro ogni grande fuga c’è quasi sempre un bambino arrabbiato che ha solo bisogno di sentirsi capito. Al piccolo lettore, che non potrà non riconoscersi negli scatti d’ira di Mattia, non resta che mettersi a ridere insieme con i grandi che leggono con lui.

Un albo illustrato divertente e colorato. Le illustrazioni con le esilaranti espressioni facciali di Mattia e l’avvolgente la dolcezza con cui la sua mamma lo guarda, coinvolgono bambini e adulti con simpatia e ironia. Come il testo, anch’esse sono perfettamente all’altezza della situazione che raccontano. Una storia dal tono tenero, dedicata a quei grandi scatti d'ira che i bambini non riescono a gestire e che possono sopraffarli fino a spingerli, a volte, a prendere decisioni esagerate. La mamma di Mattia, però, sa affrontare la situazione con strategica dolcezza e benevolenza e, perciò, in questo libro che ben si inserisce nella quotidianità familiare, permette anche ai genitori di riconoscersi nella gestioni di momenti di tensione come questo. Un duo di autrice e illustratrice di talento che esprimono qui appieno la loro abilità nel trasporre, in immagini e parole, le emozioni e nel creare un realismo che parla a tutti.


Mim, Héloise Solt (ill.), Davide Calì (trad.)

Me ne vado!

Lapis, 2026. 32 p.

età 4+

 

sabato 6 settembre 2025

IL GIOCO DI LEGGERE INSIEME – Facciamo che eravamo. Terre di Mezzo

Shawn Harris, Giulia Genovesi (trad.)


Facciamo che eravamo.

Terre di Mezzo, 2025. 40 p. 

Età 2+


E’ forse il gioco più vecchio e più amato da tutti i bambini del mondo, quello di far finta che ..., di far finta di essere qualcosa o qualcuno …, di immaginarsi diversi o in un altro posto. Ed è proprio questo gioco antico che Shawn Harris riprende nel suo simpatico albo illustrato “Facciamo che eravamo?” dedicato ai lettori più piccoli.

Guardando la copertina si vedono due api, una grande che, appunto, dice a quella piccola “Facciamo che eravamo?”, e aprendo, subito si scopre che questa copertina in realtà è la copertina del libro che tengono in mano i due protagonisti della storia: un papà dalla barba lunga e i capelli folti e un bambino, anche lui con i capelli lunghi e un berretto rosa in testa. Nel momento in cui il papà lancia la proposta, i due subito si trasformano in api, uccellini, alberi … in tutto ciò che fanno finta di diventare. La trasformazione giunge a una conclusione soddisfacente per entrambi quando i due diventano, prima il genitore (e entrambi sfoggiano baffi e barba) che dice “Fine!” e poi il bambino (entrambi con il cappellino rosa e il padre particolarmente ridicolo con una testa molto piccola su un corpo muscoloso) che, invece, dice “Ancora!” e tutti e due sono pronti per ricominciare.

Un libro simpatico e divertente da condividere con bambini anche molto piccoli.


Infatti, l’organizzazione delle pagine, la maggior parte con le figure sulla pagina di destra e le parole su quella di sinistra (posizione che favorisce la visione di un bambino in braccio a chi legge per lui), insieme alle illustrazioni infantili dai contorni spessi e bene definite contro lo sfondo, lo rendono particolarmente adatto alle loro esigenze, abilità e competenze. Altro elemento che dà soddisfazioni ai bambini intorno ai due anni è quello di riconoscere persone, animali e oggetti, di indicarli e di ripeterne il nome o il verso. A questo scopo sono particolarmente funzionali quelle tavole che sono dei piccoli elenchi figurati e di cui questo libro è ricco nella seconda parte, come sugli interni di copertina. Anche la storia è vicina al vissuto dei bimbi e offre, allo stesso tempo e più o meno volontariamente, all’adulto che li accompagna un modello di comportamento, suggerendo come leggere questa stessa storia (ma anche tutte le altre) con i loro bambini. Ciò che il papà fa con il suo piccolo è una lettura ad alta voce dialogata e interattiva in cui stimola la partecipazione diretta del bambino alla costruzione della narrazione. Le voci e i gesti dei due si alternano, si intrecciano, si completano in una lettura condivisa che dà soddisfazione ad entrambi.

Un libro perfetto per la lettura ad alta voce con la collaborazione di tutti. Un libro pensato per i piccoli che può divertire, però, anche i più grandini.

 

lunedì 7 luglio 2025

I sempreverdi. PIERINO E I LUPO: tra rime, suoni e colori.


Gek Tessaro

Pierino e il lupo

Lapis, 2024, [44 p.]

Età 4+

Due sono le cifre stilistiche che caratterizzano i libri di Gek Tessaro: la rima nei testi e la texture materica delle illustrazioni. Anche se non sempre sono all’altezza di alcuni dei risultati che questo autore ha raggiunto, entrambe contribuiscono a dare corpo a dei lavori che attirano grandi e bambini.

Non poteva essere diverso il discorso per “Pierino e il lupo” edito da Lapis, il classico di Prokfiev riproposto in una veste attuale piena di colore e di ritmo.

La storia è sempre quella di Pierino che contro le parole del nonno che lo mettono in guardia dalla pericolosità del lupo, in amicizia con un uccellino, un’anatra e un gatto, sfida il nero nemico. Infatti, mentre l'anatra si fa una nuotata nello stagno e il gatto cerca di catturare l'uccellino che si rifugia sui rami di un albero, arriva il lupo che si aggirava nei boschi e ingoia l'anatra, che presa dal panico, esce dallo stagno e corre nella direzione sbagliata.

Come nelle altre innumerevoli proposte di questa storia, anche qui la narrazione è finalizzata ad avvicinare i bambini ai vari strumenti musicali e per questo nella prima pagina del libro si trova un QR Code che, inquadrato, permette di scaricare la storia, recitata dalla voce narrante di Gek Tessaro e la traccia musicale dell’opera, eseguita dalla Bigband Ritmo-Sinfonica Città di Verona.

Nell’insieme questo libro è piacevole da leggere, da osservare e da seguire sulla traccia sonora proposta in internet: il testo è pieno di giochi di parole e di rime ben congegnate e le illustrazioni attirano per la forza che viene loro dalle tinte vive e dal contrasto con il fondo bianco delle pagine. Un concerto di colori e di voci che in ultima analisi mette in luce il legame tra l’infanzia e il mondo naturale e il rifiuto istintivo dei bambini per la guerra e la crudeltà.

 

Gek Tessaro

Pierino e il lupo

Lapis, 2024, [44 p.]

Età 4+

 

venerdì 30 maggio 2025

E' LO STESSO LIBRO, MA NON SEMBREREBBE - Pinguino - Camelozampa. (Nuove edizioni, nuove traduzioni - 5)

Polly Dunbar

Pinguino

Camelozampa, 2021. [40] p. ill.

Età 3+


In questi giorni facendo delle ricerche bibliografiche per i vari progetti che sto seguendo, mi è capitato di leggere “Pinguino”, un albo di Polly Dunbar e nella mia mente è subito nata un’associazione con una storia che ricordavo simile. Incuriosita ho cercato di trovare l’altro libro e ho scoperto che questa stessa vicenda del bambino Ben che ha ricevuto un pinguino in regalo, era stata pubblicata da Mondadori nel 2008 con il titolo “Perchè non parli?”.

Confrontare le due versioni è stato per me inevitabile e mi ha dato modo di fare
alcune riflessioni sull’importanza del “vestito” di un libro (titolo e copertina) e la differenza che possono fare la traduzione e la forma linguistica in un libro.

La storia è la stessa: Ben è felice per aver ricevuto in regalo Pinguino. Pinguino, però, non dice una parola e rimane impassibile davanti a tutti i tentativi del bambino di farlo reagire: smorfie, balletti, la verticale, un lancio nello spazio … niente smuove Pinguino. Quando, però, Ben viene mangiato da un leone, Pinguino tira fuori la sua grinta, a modo suo, racconta tutto quello che è successo e la storia finisce con tutta la dolcezza di un abbraccio.

Procedendo al confronto, posso dire che, prima di tutto, il titolo “Perchè non parli?” fornisce fin da subito una linea di lettura con un’idea ben precisa da cui partire. Molto più aperto e neutro è l’approccio suggerito dal semplice “Pinguino” come titolo (che, tra il resto, è anche il titolo della versione originale inglese) che mette il lettore in piena libertà di avvicinarsi alla storia con le più ampie ipotesi su ciò che potrà trovare. La domanda, “Perchè non parli?”, inoltre, mette fin da subito in opposizione il bambino e l’uccello, come se quest’ultimo debba per forza comportarsi come Ben vuole, e, nello specifico, reagire come un essere umano. Questo atteggiamento, secondo me, è anche sottolineato dall’immagine in copertina che nella versione della Mondadori mostra Ben che, contrariato dal mutismo dell’animale, fa la linguaccia a Pinguino. Attonita, invece, l’espressione di Pinguino sulla copertina che ha scelto Camelozampa, la stessa dell’edizione inglese.


Anche nelle due traduzioni si trovano delle differenze che mettono in evidenza, a parer mio, una sorta di conduzione nell’interpretazione per quanto riguarda l’edizione del 2008, rispetto a quella più recente. La traduzione di Sara Saorin è più “pulita”, essenziale, senza i giri di parole, gli avverbi e i molti “ma” (congiunzione avversativa) che, in diversi punti, appesantiscono quella di Alessandra Orcese. Ed è soprattutto la presenza di questi elementi, apparentemente tanto superflui quanto fuorvianti, che, a mio parere, influenza il tono della narrazione, rendendolo didascalico, e forse anche svilente nei confronti del lettore.

Per esempio:

- “A che cosa giochiamo?” gli domandò subito dopo. Ma Pinguino non rispose.

vs.

- “A cosa giochiamo? disse Ben. Pinguino non disse niente.


- Che c’è, non sai parlare?” gli chiese Ben. Ma, di nuovo, Pinguino non disse nulla.

vs.

- “Non sai parlare?” disse Ben. Pinguino non disse niente.


- Ben perse la pazienza: prima diede uno spintone a Pinguino, poi gli fece una pernacchia. Ma Pinguino non fece una piega.

vs.

- Allora Ben spinse Pinguino e fece una pernacchia a Pinguino. Pinguino non disse niente.


- Andò a finire che il leone, infastidito da tutto quel chiasso, si mangiò Ben.

vs.

- Leone mangiò Ben perché faceva troppo rumore.

A dire il vero, non avendo sottomano la versione originale in inglese, non posso
dire quale traduzione sia più fedele (anche se scommetterei su quella di Camelozampa). Sta di fatto, comunque, che l’effetto della lettura dei due libri cambia e, a mio parere, non di poco.

Concludendo, “Pinguino” è un classico contemporaneo per bambini che, all’uscita nel 2007, Kirkus Review (autorevole rivista americana di recensioni) ha descritto così: "Visivamente, le contorsioni di Ben e l'aplomb del Leone rimandano al primo Sendak. Sebbene all'inizio non sia chiaro se l'immutabile Pinguino sia un peluche, un animale domestico o qualcosa di completamente diverso, i bambini sapranno, al più tardi alla fine della storia, che questo uccello è un amico".

Una storia di amicizia che racconta di come i bambini (e non solo) proiettano sugli altri ciò che si aspettano da loro e questo a volte crea conflitti e difficoltà nei rapporti.

Una storia che anche dopo tanti anni cattura ancora con la magia dell'immaginazione, fa sorridere e scalda il cuore e, in questa nuova traduzione, ancora di più. Perchè lo sappiamo, i libri belli non invecchiano e, anche se loro sono datati, i bambini, per fortuna, sono sempre nuovi.

Polly Dunbar

Pinguino

Camelozampa, 2021. [40] p. ill.

Età 3+


Polly Dunbar

Perchè non parli?

Mondadori, 2008. [40] p. ill.

Età 3+

 

venerdì 21 marzo 2025

QUALCHE VOLTA SI CADE - Provaci ancora, cucciolo - Terre di Mezzo


Randall de Sève, Kate Gardiner (ill.), Gioia Sartori (trad.)

Provaci ancora, cucciolo.

Terre di Mezzo, 2025. 40 p.

Età 3+


Mamma orso è rannicchiata tra i rami di un albero e sgranocchia una succosa prugna viola. Dal basso, il piccolo la guarda con desiderio, preoccupato di graffiarsi le zampe e di urtare il naso; soprattutto, il piccolo ha paura di cadere a terra. Alla fine l'orsetto cade, “può capitare. E va bene lo stesso”.

Una sana verità di vita.

Il piccolo lettore che sente questa storia e osserva le illustrazioni, comprende rapidamente il gioco di alternanza, tra i tentennamenti dell’orsetto e le risposte incoraggianti di mamma orsa e indovina subito ogni passo successivo, ipotizzando, assieme al protagonista che la risposta della madre non varierà molto. E da questo entrambi i cuccioli (l’orso e il bambino) prendono coraggio.
Il testo, che si limita al dialogo tra mamma e cucciolo, non lo dice, ma le immagini mostrano che piccolo orso sta progressivamente superando le sue apprensioni e si avvicina sempre più alle prugne. E il frutto, descritto con aggettivi sempre più intensi (maturo, succoso, profumato, ...) ad ogni pagina appare più appetitoso.

Randall De Sève ritrae sapientemente mamma orsa come un'amorevole genitore che, con saggezza e incoraggiamento, guida il piccolo orso dall'alto, pur lasciandogli la libertà di commettere errori e di essere anche un po' maltrattato lungo il cammino. E ciò che segue è una gustosa ricompensa: il piccolo orso ottiene la sua prugna viola.

Le illustrazioni di Kate Gardiner rispecchiano la morbida eleganza del testo con una tavolozza tenue piena di violetto lavanda, marrone chiaro e marrone intenso. Gli orsi sono disegnati in modo semplice ma espressivo, come, per esempio, dove l’orsetto è ritratto con le orecchie all'indietro mentre inizia ad arrampicarsi.

Una bella storia di genitorialità e di infanzia, di come spianare la strada senza appianarla.

Un albo illustrato semplice ma estremamente efficace. La tranquilla sicurezza della mamma è contagiosa e non sorprende vedere il suo piccolo superare una paura dopo l'altra.

Un libro morbido e tenero per bambini piccoli, perché sì, crescere significa rischiare, affrontare le paure e superare i propri limiti. I piccoli lo fanno ogni giorno, anche se sanno che a volte si può cadere.

In chiusura una considerazione sulla traduzione del titolo che non vuole essere una sterile critica, ma uno spunto di riflessione.

Il titolo originale di questo libro è “Sometimes we fall” che viene offerto in italiano con Provaci ancora, cucciolo”. Questa versione, secondo me, cambia il punto di vista sulla narrazione. Nella versione inglese il focus è sulla possibilità che ognuno ha di cadere, di fallire, in quella italiana è sull’invito a tentare di nuovo. La narrazione assume, quindi, una portata diversa che nel titolo italiano mette in mano al cucciolo la possibilità di riuscirci, se continuerà a provare, mentre in quello inglese sembra esserci maggiore accettazione che si può anche fallire. Una sottigliezza? Forse.


Randall de Sève, Kate Gardiner (ill.), Gioia Sartori (trad.)

Provaci ancora, cucciolo.

Terre di Mezzo, 2025. 40 p.

Età 3+

mercoledì 10 luglio 2024

DIVERTENTE IL PROF. TATSU NAGATA!



Thierry Dedieu, Francesca Giulia La Rosa (trad.)

La biblioteca degli animali di Tatsu Nagata. La giraffa.

Nomos, 2024. 26 p.

Età 3+


Nomos Edizioni ha portato in Italia i libri già famosi a livello internazionale di Thierry Dedieu, noti come “Les sciences naturelles de Tatsu Nagata”. Come si legge sul verso di copertina, Tatsu Nagata è uno scienziato giappo-francese, grande osservatore della natura fin da giovane è diventato negli anni uno scienziato di fama internazionale. Inutile cercarlo in Internet, perché, se qualcuno non lo avesse capito, è il protagonista inventato della serie di volumi dedicati agli animali ciascuno ad uno diverso, un po’ l’alter ego dello scrittore e illustratore Thierry Dedieu, che da giovane era molto interessato alle scienze naturali che ha anche cominciato a studiare all’università, ma che poi per motivi diversi, ha abbandonato per dedicarsi ad altro.

In Francia i titoli pubblicati di questa serie sono già più di quaranta. In Italia, i primi usciti sono “La farfalla”, “La giraffa”, “La tartaruga” e “L’ape”. Gli altri (vedremo quanti) seguiranno nei prossimi mesi.


Cosa hanno di particolare questi libri di divulgazione scientifica di qualità adatti ai più piccoli?

- raccontano alcune particolari caratteristiche degli animali all’interno di una divertente cornice narrativa che si ripete simile in ogni libro e di cui è protagonista il simpatico e un po’ goffo professor Tatsu Nagata

- sono dedicati ciascuno ad un animali diverso

- descrivono le informazioni “base” che interessano i bambini (l’aspetto fisico degli animali, dove vivono, cosa mangiano, dove dormono, come nascono, di chi sono preda e chi sono i loro predatori)

- sanno essere semplici e chiari evitando banalità

- ogni doppia pagina racconta un concetto

- le grandi illustrazioni sono colorate, pulite e di facile lettura

- i testi, come le illustrazioni, hanno una vena umoristica gentile e di facile comprensione che ben si affianca alle informazioni più scientifiche (elementi che li rendono interessanti anche ai bambini un po’ più grandi)

- le scelte lessicali sono curate e precise, con anche qualche termine specifico il cui significato si può dedurre dal contesto o attraverso una lettura interattiva

- sono scritti in stampato maiuscolo ad alta leggibilità, per cui possono essere affrontati in autonomia dai bambini che stanno imparando a leggere

- si prestano a interazioni e letture giocose e come spunto per piccoli laboratori manuali


Thierry Dedieu, Francesca Giulia La Rosa (trad.)

La biblioteca degli animali di Tatsu Nagata.

Nomos, 2024. 26 p.

Età 3+

Titoli attualmente disponibili: La giraffa. La farfalla. L’ape. La tartaruga

 

 

 

domenica 12 novembre 2023

IL TEMPO DI UN UOVO

L'uovo felice.

Ruth Krauss, Crockett Johnson, 

Camelozampa, 2023. [40 p.]

Età +3


In internet, su Youtube, si trovano delle letture ad alta voce (in inglese, ma fa lo stesso) di “The Happy Egg”, “L’uovo felice”, che, almeno quelle che ho visto io, possono dare l’idea di quella che è una lettura “inappropriata” per un albo illustrato. Le lettrici, infatti, prendono in mano questo libro, lo aprono, leggono di seguito le parole e girano subito la pagina per leggere altro testo. In un minuto e mezzo, circa, la lettura è finita. E, non si vede nei video, ma molto probabilmente si passa ad un altro libro, ad un’altra storia.

Accade spesso così quando chi non ha la fortuna di conoscere gli albi illustrati, se ne trova in mano uno da leggere al proprio bambino o al proprio gruppo alla scuola dell’infanzia.

Lo apre e lo legge come qualsiasi altro libro senza tener conto di ciò che significa leggere un albo illustrato e di quali sono le sue caratteristiche.

Di questo ho già scritto in altri post qui , per esempio oppure qui . Ma, a distanza di tempo non fa male riprendere alcune considerazioni su questo particolare tipo di lettura.

Lo faccio alla luce di questo tanto (apparentemente) semplice quanto meraviglioso libro.

E’ frutto del lavoro della coppia Ruth Krauss e Crockett Johnson, che non solo lavorano insieme ma sono anche marito e moglie. Questa unione e conseguente sintonia è sicuramente fattore che ha influenzato la qualità dell’allbo. Gli albi illustrati, infatti, per la particolare relazione che implicano tra testo e illustrazioni, sono spesso realizzati o da una sola persona che scrive le parole e crea le immagini, oppure da un autore e un illustratore che, per motivi personali o professionali, sono sulla stessa lunghezza d’onda e lavorano insieme quasi contemporaneamente. Ricordiamo, per esempio, le famose accoppiate di John Klassen e Mac Burnett, Jean Willis e Tony Ross, Philip C. e Erin Stead, o, per fare almeno un esempio italiano, Simona Mulazzani e Giovanna Zoboli.

L’uovo felice”, inizia in maniera apparentemente molto semplice: le parole, infatti “C’era una volta un uccellino” entrano subito in relazione dialogica e altamente comunicativa con l’immagine sulla pagina a fianco: non un uccellino, ma un uovo. Il “corto circuito” che crea questa sequenza è primo indicatore di una complessità sottesa a questo libro che per essere letto ed ben esplorato, richiederà, molto probabilmente, più di novanta secondi.

D’altra parte, se si fa attenzione e si comincia a “leggere” partendo dal titolo e osservando la copertina, altra pratica importante nell’approccio agli albi illustrati, si focalizza che la storia non è quella di un uccellino, bensì quella di un uovo.

A questo punto si innesca il processo di lettura che implica guardare (non solo vedere) le figure e, allo stesso tempo, metterle in relazione con le parole che le accompagnano per svelarne tutti i significati possibili. Fare questo con un bambino o un gruppo di bambini, diventa un’esperienza ricca che sprigiona tutte le potenzialità narrative dell’albo. La lettura da testuale diventa (quasi) automaticamente dialogica e il tempo per il suo completamento si dilata moltissimo. Non c’è un tempo preciso e fisso da far passare prima di cambiare pagina, ma ogni lettore, piccolo e grande, trova il suo, che può anche cambiare nelle successive riletture. Perché anche questa è una caratteristica degli albi illustrati di qualità: una lettura sola non basta per coglierne tutto ciò che sa raccontare.

Tornando alla storia del nostro uovo, gli autori raccontano che l’uovo, in realtà, non sa fare nulla se non essere covato per il tempo necessario a far nascere un uccellino. Questo, poi, sì che saprà camminare, cantare e volare. Ma ognuno ha i suoi momenti giusti per “fare le cose” e, alla fine, l’uccellino saprà anche … covare altre uova. Raccontata così, ovviamente, questa storia non sembra avere nulla di eccezionale, perché il suo potenziale è tutto nella magica relazione delle parole e delle immagini che la raccontano, in una perfetta struttura narrativa circolare che da un uovo felice parte e ad altre uova felici ritorna.

Ciò che colpisce in queste pagine è la rappresentazione del tempo della crescita e dello sviluppo semplicemente attraverso il fiore che sta vicino all’uovo e che, se si guarda attentamente, cresce di pagina in pagina. C’è poi il tempo della lettura che, come si diceva, accelera o rallenta in funzione di chi legge. E c’è anche il tempo dell’uovo che, anch’esso, si sviluppa in modo autonomo nello svilupparsi della narrazione. Da non dimenticare il tempo del bambino stesso che lettore a 3, 4 o 5 anni, lettore sempre diverso è.

A proposito delle letture “veloci” ad alta voce di cui parlavo all’inizio, è ovvio e comprensibile che una lettura registrata e ripresa per un pubblico non fisicamente presente ha i suoi limiti, ma se, da una parte si può comunque affrontarla in maniera diversa, dall’altra anche la scelta di cosa leggere nelle diverse situazioni è un altro aspetto da considerare con attenzione.

e.v. 12/11/2023

L'uovo felice.

Ruth Krauss, Crockett Johnson, 

Camelozampa, 2023. [40 p.]

Età +3

 

 

domenica 8 gennaio 2023

COME CANE E GATTO

Come cane e gatto

Teresa Porcella con le illustrazioni di Santo Pappalardo 

Telos, 2022. 44 p.

età +3

Cane e gatto sono per definizione “nemici” per la pelle. Spesso, però, soprattutto se crescono insieme, riescono ad essere anche amici e complici. E’ il caso dei protagonisti di “Come cane e gatto” di Teresa Porcella, un libro con le illustrazioni di Santo Pappalardo pubblicato da Telos. Si tratta di un volume di piccole dimensioni (19x19cm) molto adatte alle manine dei bambini intorno ai tre anni cui è rivolto. Non è un albo, non è un cartonato (anche se la carta delle pagine è leggermente più spessa di quella normale dei libri), non è una storia vera e propria, né un “libro delle cose”. E’, quello che si può definire un libro-gioco che coinvolge i piccoli in una lettura interattiva e giocosa, cui contribuisce anche la canzoncina con il testo letto e cantato dall’autrice, raggiungibile on-line sul sito dell’editore attraverso il codice QR presente sulla quarta di copertina.

Il libro si apre con un mistero: sulle prime due pagine ci sono un pallone e un vaso rotto. Chi sarà stato? Aprendo la pagina di destra ripiegata su se stessa, entrano in scena i due protagonisti: cane e gatto, entrambi intenti a giocare con la palla. Ecco chi ha rotto il vaso!

La pagina si richiude e si gira e compare un altro “guaio”: in bagno il dentifricio è stato schiacciato fuori dal tubetto ed è finito sulle piastrelle. Chi è il colpevole? Di nuovo si apre la pagina di destra ripiegata e cane e gatto ricompaiono, entrambi impegnati in un qualcosa di diverso dal gioco col tubetto. Uno dei due è stato per forza. Ma chi? E così avanti. Pagina dopo pagina un susseguirsi di oggetti e situazioni che vedono i due giocherelloni alle prese con piccoli eventi in diversi ambienti familiari ai bambini, in casa e fuori. Alla fine, stanchi, cane e gatto si accoccolano insieme sulla poltrona e si addormentano abbracciati.

Il libro è caratterizzato da un breve testo in rima, una serie di onomatopee che riproducono i suoni di ciò che accade e delle illustrazioni colorate e divertenti.

E’ un libro che si presta molto bene alla lettura dialogata a due con il bambino. Si può, infatti, far leva sulla curiosità suscitata dai piccoli guai che combinano cane e gatto e sul divertimento del gioco di scoperta regalato dalle pagine che si aprono doppie. Anche i rumori da riprodurre con la bocca possono facilmente essere imitati dai piccoli. I bambini, poi, possono facilmente riconoscere (e nominare) gli oggetti di uso comune che sono al centro di ogni situazione.

Un libro divertente che invita i piccoli lettori ad entrare tra le pagine e diventare anche loro protagonisti di ciò che contengono. Finita la lettura in coppia, poi, il divertimento può continuare per il bambino da solo che ripercorre per sé o per chi altro lo ascolta le pagine colorate.

Un piccolo consiglio: entrate in questo libro attraverso la musica e le parole dell’audiolibro on-line, solo in un secondo momento, dopo che il piccolo lettore ha fatto esperienza in prima persona con voi di questa bella proposta.