domenica 25 gennaio 2026

QUANDO QUALCOSA SCONVOLGE LA VITA - Quella cosa gigante - Kite

Matilde Tacchini

Quella cosa gigante

Kite, 2026. 32 p.

Età 7+

 A volte succede che qualcosa di inaspettato e di veramente preoccupante travolga la vita delle persone sconvolgendone l’esistenza. E’ ciò che accade ai tre protagonisti di “Quella cosa gigante” di Matilde Tacchini pubblicato da Kite Edizioni. Tre esserini neri con i capelli rossi, apparentemente una famiglia composta da padre, madre e un figlio, si trovano improvvisamente di fronte a “una cosa” alta, larga, gigante. Ogni loro tentativo di affrontarla, ognuno a modo suo, non sembra portare a nessun risultato, anzi la cosa continua a prendere sempre più spazio. Ignorarla è impossibile e ancora di più disfarsene in tempi brevi. Ad un certo punto i tre si rendono conto che solo una strategia comune li può aiutare a far fronte alla cosa: diventare loro stessi giganti. Mentre i tre studiano come fare e discutono tra di loro, i giorni passano, finché si rendono conto che sono effettivamente diventati “giganti” e che la cosa, pian piano di conseguenza rimpicciolita, non è più un problema.

Chiara la metafora raccontata da queste pagine: gli ostacoli imprevisti della vita come una crisi, una perdita, un cambiamento, possono essere affrontati più facilmente se non ci si prova da soli, ma se si fa fronte comune, finché quello che sembra un problema si trasforma in opportunità. Davanti alle situazioni difficili, che si verificano improvvisamente, ci si trova impreparati e la prima reazione è quella di cercare di fare qualcosa subito perché tutto ritorni al più presto come era prima. Spesso, però, questo è solo causa di inutile frustrazione perché, se il problema non può essere rimosso e occupa tutto lo spazio mentale ed emozionale, non si può fare altro che accettarlo e trovare come cambiare il modo di vederlo e conviverci il meglio possibile.

Un albo delicato che può parlare a lettori di ogni età.

Interessante il gioco di colori creato su queste pagine da Matilde Tacchini e basato sulla semplice contrapposizione di nero e rosso su fondo bianco, una semplicità del tutto apparente, perché l’impatto compositivo che ne risulta è molto potente. Le varie teorie sulla percezione di forme e colori, confermano, infatti, che le dimensioni degli elementi rappresentati è fondamentale per la loro forza, così come i colori forti, in questo caso il rosso, contribuiscono a dare loro energia. Forma e colore determinano l’impatto comunicativo della figura che agisce direttamente sull’emozione di chi la guarda, prima che il pensiero razionale la cerchi di interpretare. Da notare, inoltre, che la cosa gigante è rossa, non nera, e ha una forma arrotondata, apparentemente, morbida, quindi più possibilista, meno repulsiva e, forse, meno difficile da affrontare che se fosse stata rigida e spigolosa.

Scrivendo questo commento non ho potuto non pensare a “Abbiamo un problema (un grosso problema)” di Davide Calì e Marco Somà. un altro albo illustrato pubblicato da Kite qualche anno fa e che affronta più o meno lo stesso argomento, con una tecnica narrativa e compositiva completamente diversa, ma, anch’essa di grande effetto. Qui il mio pensiero: Abbiamo un problema

Matilde Tacchini

Quella cosa gigante

Kite, 2026. 32 p.

Età 7+


venerdì 9 gennaio 2026

COSA RISERVA IL FUTURO? – Solo il seme lo sa – Lapis

Solo il seme lo sa.

Silvia Vecchini, Agnese Baruzzi (ill.)

Lapis, 2025. 24 - pop-up

da 5 anni per tutti

 

Una poesia, un pop-up, un augurio per il futuro. Sono questi gli elementi sorpresa che compongono questo interessante e piacevole libro da mettere in mano a lettori di diverse età: ai bambini che crescono, agli adolescenti che si aprono al futuro, ai genitori che aspettano un piccolo e a quelli che si chiedono cosa sarà dei loro figli.

In queste pagine c’è la storia di un seme che, piantato nel buio della terra, germoglia e cresce. Non sa che cosa diventerà e passa in rassegna le varie possibilità. Potrà diventare una quercia, un ciliegio, un cactus, un larice o un salice piangente. In fondo non importa: ciò che sarà è nascosto nel suo cuore e nessuno può saperlo finché non crescerà. E, qualsiasi albero diventerà, avrà il suo significato e il suo posto nel mondo.

La cartotecnica dei libri pop-up affascina sempre, ancora di più se unita ad un testo d’autore, anzi d’autrice, e alle illustrazioni essenziali e curate di un’artista.

Un libro profondo e sorprendente, uno di quelli che “lavorano dentro” il lettore che anche se ha girato l’ultima pagina e si è fatto affascinare dagli alberi che prendono forma davanti ai suoi occhi ad ogni pagina girata, non può non smettere di pensare a ciò che può significare per lui.

Il futuro non lo conosce nessuno: ogni apertura è una meraviglia da esplorare con gli occhi e con le mani, un invito ad attendere, a immaginare, a lasciarsi stupire.  

 

 

 

 

Silvia Vecchini, Agnese Baruzzi (ill.)

Solo il seme lo sa.

Lapis, 2025. 24 - pop-up

da 5 anni per tutti

mercoledì 17 dicembre 2025

Divagazioni: PERDERSI E RITROVARSI. Sentieri – Kite


Sentieri. 

Guia Risari, Andrea Calisi (ill.)

Kite, 2025. – 40 p.

Per gli adulti


Una poesia per un camminare che è scoperta di sé. Una poesia per un camminare che è incontro con l’altro. Una serie di suggestioni visive che metaforicamente rimandano ad un bisogno che ognuno ha di trovare una direzione nella propria vita anche se la sensazione è quella di essersi persi in un luogo difficile da attraversare.

Questo è il bellissimo libro illustrato di Guia Risari e Andrea Calisi. Ma non solo. La sua ricchezza di testo e di immagini è talmente grande che ogni (ri-)lettura diventa un’esperienza nuova.

Non c’è una trama, non c’è una storia, perché queste pagine sono la trama e la storia di ogni lettore.

Parole e immagini creano ad ogni pagina un quadro che rappresenta un momento del cammino di ciascuno di noi, del suo perdersi, del suo ritrovare la strada, del suo incontrare qualcuno per proseguire insieme sul sentiero.

Pur apparendo come un albo illustrato, in realtà, tecnicamente non lo è. Ma non vuole neanche esserlo. E’ un libro illustrato che abilmente accompagna le parole con quadri che fanno pensare, senza ovviamente volerle imitare, a opere d’arte bellissime quali i lavori di Monet e di Gauguin. In essi la potenza della natura unita a quella delle parole, dei pensieri, dell’animo umano tutto, puntano ad una risonanza profonda e potente espressa da versi come “A volte lotto contro il vento e sfido il tempo col mio corpooppure “tutti i giorni imparo a perdermi e a ritrovare la strada”, oppure “Cammino seguendo le meraviglie che abitano il bosco”.

Un libro per i grandi da leggere e rileggere come una poesia, osservare e rio-osservare come un quadro, soffermandosi su ogni pagina, scritta o illustrata che sia. Un viaggio introspettivo sul sentiero della vita che si sviluppa dal primo interno di copertina a quello finale, seguendo la linearità dell’esistenza e la circolarità del pensiero che continua a tornare su se stesso approfondendo la conoscenza dell’essere umano che lo concepisce.

Non è un libro semplice, né immediato e il suo valore sta sia nella contemplazione gratuita della bellezza che propone, sia nell’impegno di un’eventuale lettura interpretativa che richiede.

 

Sentieri.

Guia Risari, Andrea Calisi (ill.)

Kite, 2025. – 40 p.

Per gli adulti


mercoledì 22 ottobre 2025

IL MONDO AL LIMITE - La ragazza pesce - Camelozampa

La ragazza pesce.

Søren Jessen, Eva Valvo (trad.)

Camelozampa, 2025. 116 p.

Età 10+


Non è un classico libro di narrativa illustrata, non è una graphic novel in senso stretto, non è un albo illustrato, non è un libro con le figure. E’ un po’ di tutti questi. Sto parlando di “La ragazza pesce” del pluripremiato autore e illustratore danese Søren Jessen proposto da Camelozampa.

Sicuramente è un libro che cattura e avvolge il lettore sia per come è costruito, sia per la storia che racconta. La storia è quella di Frede e di sua sorella maggiore, di cui non il lettore non conoscerà mai il nome, raccontata da quest’ultima in prima persona. Frede è un ragazzino neurodivergente, probabilmente autistico e di lui si prende cura la sorella dal momento che i loro genitori non sono con loro. Una forte tempesta d’acqua ha, infatti travolto e allagato tutto il circondario, salvando, per fortuna, la loro casa che si trova su una collina. I due ragazzini, però, non sanno nulla dei loro genitori usciti prima del disastro per andare al lavoro. Avvolti dal buio, dal vento e dall’acqua, senza telefono, aspettano chiusi in casa il loro ritorno e l’arrivo dei soccorsi. Frede ha una forte passione per i dinosauri ed è attraverso un modellino di brachiosauro che esprime le sue emozioni. La sorella lo sa è cerca di distrarlo giocando con lui sotto il tavolo dove sembrano essere più protetti, mentre l’acqua fuori continua a salire. La ragazza racconta al lettore ciò che sta succedendo, ma al contempo lo fa partecipe dei suoi pensieri, dei suoi tentativi per farsi aiutare, delle sue emozioni in un crescendo di tensione che tiene incollati alle pagine. Finchè un elicottero non sorvola la zona. Ma come farsi notare?


Ambientata in un mondo distopico, la storia è il racconto della rivalsa della natura sull’uomo che l’ha messa a dura prova. E’ la presa di coscienza di quante cose sono (o sembrano) essenziali alla vita e alla salvezza dell’uomo. E’ una descrizione di un futuro, neanche troppo lontano, in cui il cambiamento climatico arriva alle sue estreme conseguenze. Allo stesso tempo, leggendo, viene spontaneo collegare ciò che avviene nel mondo esterno ai pensieri e ai cambiamenti che si muovono dentro la ragazza e sul coraggio che lei deve possedere per affrontare tutto ciò che succede dentro e fuori di lei, con in più la responsabilità verso gli altri, il suo fratellino in primis.

Una storia angosciante e potente con un finale comunque positivo, che apre alla speranza.


Tecnicamente la storia è resa dal sapiente dosaggio di testo e di illustrazioni. Un’alternanza irregolare dei due codici che non permette al lettore di abbandonare l’attenzione. Il testo è chiaro, diretto e preciso, evocative, ma anche perturbanti le illustrazioni, che con le tonalità dell’azzuro-blu e del verde-nero, rendono bene questo mondo fuori dal mondo.

Ma c’è anche molto di non detto, molto lasciato al “lavoro” del lettore, ed è in questo spazio che prende forma un’altra storia, diversa per tutti. Un contenuto che si mette in diretto contatto con ciò che ognuno porta dentro di sé, nel suo bagaglio di esperienze, nel suo mondo emotivo.

 

La ragazza pesce.

Søren Jessen, Eva Valvo (trad.)

Camelozampa, 2025. 116 p.

Età 10+


sabato 4 ottobre 2025

UNA BAMBINA DAI CAPELLI D'ORO - Il bello di Kerstin - La Nuova Frontiera Junior

 

IL BELLO DI KERSTIN

Helena Hedlund, Katarina Strömgård (ill.), Samanta K. Milton Knowles (trad.)

La Nuova Frontiera Junior, 2025. 200 p. 

Età 8+ 

Kerstin, sette anni e capelli color oro, come dice sua mamma, colleziona tutto ciò che è di questo colore: ha raccolto ben 105 oggetti dorati come i suoi capelli che tutti definiscono banalmente rossi o arancioni. Un giorno, a scuola, Kerstin trova per terra in corridoio un anello che raccoglie e mette in tasca per aggiungerlo ai suoi tesori. Quando la maestra Lotten dice di aver perso la fede nuziale e chiede se qualcuno la abbia vista, Kerstin non ha il coraggio di confessare. Questo silenzio porta a tutta una serie di complicazioni e la vicenda si ingarbuglia sempre più, anche perché il segreto di Kerstin viene scoperto dall’amica del cuore Fatima e Kerstin stessa ne fa partecipe Gunnar, il ragazzino appena trasferito in una vecchia casa vicina alla sua e che diventa suo amico e compagno di classe. La storia prosegue seguendo il conflitto interiore della bambina che vorrebbe dire la verità, ma teme ciò che può succedere se lo fa. Questo il nocciolo della storia, ma la trama è arricchita da varie altre micro-vicende che si sviluppano tra casa e scuola, finché il tutto trova un’intelligente via di soluzione.

"Il bello di Kerstin" è un libro adatto alla lettura autonoma dagli 8-9 anni, ma si presta ad essere letto ad alta voce anche prima, risultando molto divertente pur non contenendo particolari colpi di scena o momenti topici. E’ il racconto autentico dell’esperienza di una bambina cui piace stare da sola e riflettere, che non ama i cambiamenti e che vuole scegliere da sola le sue amicizie, senza sentirsi obbligata a frequentare nessuno.

E’ una tipica "storia bambina" che racconta con schiettezza la vita quotidiana di una piccola svedese che vive in campagna. Non mancano, ovviamente, i riferimenti a Pippi Calzelunghe e al suo mondo, ma l’autrice ha saputo creare una serie di personaggi, Kerstin in primis, nuovi, originali e bene caratterizzati. Una storia raccontata in terza persona e molto rispettosa del punto di vista dei bambini. Una storia che si sviluppa tra casa e scuola e dove trovano posto anche gli adulti: la maestra, i genitori di Kerstin, la mamma di Gunnar, adulti presenti e importanti nella vita dei bambini e che sanno capire e sostenere i piccoli protagonisti. Ci sono anche i genitori di alcuni altri compagni di scuola il cui ruolo, però, è diverso: come i loro figli, entrano in gioco quasi esclusivamente per contribuire diffondere dicerie o a rendere problematici i rapporti tra le persone. Tuttavia, se pur personaggi secondari, svolgono una funziona importante nella rappresentazione verosimile dei piccoli eventi quotidiani, narrati senza moralismi nè didatticismi. Il tema centrale della menzogna, del coraggio della verità e dell’essere se stessi rispettando gli altri è trattato con delicatezza e rende il romanzo meno superficiale di quanto possa sembrare a prima vista, anche perché il focus non è tanto sull’azione, quanto sulla rappresentazione delle emozioni e dei pensieri di Kerstin e dei suoi compagni.

Considerando come questa storia è stata scritta e tradotta, non possiamo non mettere in luce alcuni punti di forza:

- il linguaggio non è né troppo semplice né troppo impegnativo considerando il target d’età per cui viene proposto

- la paratassi, che ne facilita l'approccio dei piccoli lettori, è ben studiata e ben resa nella traduzione tanto che non risulta noiosa ad una lettura adulta

- le descrizioni sono perfettamente integrate nella narrazione che, perciò, non si sbilancia nella lunghezza nè di queste parti descrittive, nè dei dialoghi

- le scelte lessicali sono attente e fanno sì che il tono della storia non cada nel banale

Nel complesso questo è un libro nel suo genere molto ben scritto e ben illustrato.

"Il bello di Kerstin" è il primo di una serie di sei volumi. Aspettiamo i prossimi per seguire con piacere questa ragazzina dai capelli d'oro e le vicende del suo mondo. Nel frattempo invito lettrici e lettori a cercare tra le righe cos’è veramente “il bello di Kerstin”.

P.S. Solo un libro per novenni proveniente dal Nordeuropa può inserire nella storia con spontaneità e senza falsi pudori una maestra incinta sposata con un’altra donna. I buoni libri non hanno confini e raccontano la vita vera, e questo è un buon libro.

martedì 23 settembre 2025

STORIE DA BRIVIDO – Il teschio. Zoolibri

Jon Klassen, Greta Poli (trad.)

Il teschio.

Zoolibri, 2023. 105 p.

Età 8+


Gli occhi dei personaggi di Jon Klassen sono inconfondibili: bucano la pagina e comunicano direttamente con il pensiero del lettore. Non solo quelli dei suoi meravigliosi albi, ma anche quelli dei protagonisti di questo libro di narrativa illustrata rivolto ai bambini dagli otto anni che leggono da soli e desiderano leggere qualcosa “di paura”.

Il teschio” racconta una storia inquietante che si rifà ad un’antica narrazione popolare tirolese e che Klassen ha rivisitato a modo suo a distanza di tempo da quando l’ha letta per caso in una biblioteca in Alaska.


Come un narratore che racconta ciò che ricorda di quanto sentito e lo ripropone con le sue personali variazioni, Klassen ci presenta Otilla, una bambina coraggiosa che, in fuga da qualcosa di non ben definito, si perde in una foresta fitta e scura. Dopo aver pianto per la paura, tra gli alberi Otilla vede una casa grande, vecchia, buia e isolata. Non ha alternative: si avvicina e bussa. Scopre che ci vive un teschio. Anche lui sta fuggendo e si nasconde da qualcosa e il suo fuggire, a causa di una maledizione, si ripete ogni notte. Da cosa scappa la bambina? E il teschio? Non si viene a sapere il perché Otilla si sia persa nel bosco, la storia, però, racconta che il teschio non vuol farsi prendere da uno scheletro (il suo) che lo rincorre e Otilla si offre di aiutarlo a disfarsene. Insieme ci riescono e la bambina decide di rimanere nella casa con lui.

Questa storia possiede tutti gli elementi delle storie di paura e tutto il sapore di una fiaba che sa anche di racconto horror. Ci troviamo il buio, il silenzio, un bosco fitto, una casa abbandonata, un pozzo senza fondo, una bambina che scappa e un teschio. Ci sono emozioni forti e reazioni inaspettate. C’è una situazione difficile da affrontare, c’è un crescendo di tensione e una soluzione raggiunta grazie all’intervento di un aiuto. C’è la cura, c’è la vendetta, c’è la crudeltà, c’è la spietatezza, c’è l’amicizia (forse amore), c’è la generosità e c’è l’accoglienza. C’è anche un finale alla “vissero felici e contenti”, perché, insieme i due protagonisti hanno affrontata e vinto le loro paure.

Semplificando molto, si tratta di una storia cupa di avventura e di mistero, di paura e di coraggio. Non ci si faccia quindi ingannare quando, prendendo in mano questo libro e leggendo il nome dell’autore, ci si aspetta una storia misteriosa sì, ma ironica e, a modo suo, divertente.


Come sappiamo la qualità delle storie si valuta sì nel loro contenuto, ma soprattutto nel modo in cui questo contenuto viene proposto. Klassen con questo libro mostra ancora una volta la sua bravura nel raccontare, nel creare narrazioni che funzionano. In questo libro ha, infatti, saputo ben calibrare la narrazione dandole un ritmo preciso, suddividendola in cinque parti ognuna introdotta da un elenco di ciò che contiene. L’interruzione tra i capitoli crea uno spazio vuoto, una pagina bianca, un silenzio che fa rallentare il lettore, il quale, focalizzando su ciò che ha appena letto, si prepara a ciò che sarà nelle pagine seguenti. Queste interruzioni, questi silenzi, creano degli spazi indefiniti che non esplicitano tutto ciò che testo e illustrazioni raccontano, ma lasciano libera interpretazione (e anticipazione) al lettore.

Il teschio” è un libro per bambini che li diverte e li coinvolge, ma che per queste sue caratteristiche tecniche, li allena anche a diventare veri lettori che sanno come affrontare libri complessi e a porsi in maniera attiva e costruttiva davanti a ciò che le pagine propongono loro.


Si potrebbe continuare l’analisi di questo libro offrendo un’interpretazione della storia che non può che essere in chiave psicanalitica.

Si potrebbe analizzare nel dettaglio la relazione tra la bambina e il teschio, facendo grande attenzione al rapporto testo/immagini.

Si potrebbe osservare come fiaba/leggenda e realtà, vita e emozioni, si compenetrano e si mescolano.

Si potrebbe … .

Lascio tutti questi spunti a chi non ha ancora letto il libro per sé e/o per proporlo ai bambini, perché è anche in un approccio libero e personale ai testi che stanno il piacere e il valore della lettura.