Casapelledoca
Beatrice
Masini con le illustrazioni di Lorenzo Conti
Pelledoca,
2019 - 77
p.
consigliato
dai 10 anni
Riccardo
si è appena trasferito dalla città in campagna: i suoi genitori
volevano staccare dalla vita frenetica che conducevano e l’eredità
della casa di una vecchia zia della mamma è stata l’occasione per
andare via.
Riccardo,
però, non è molto convinto. La nuova casa è fuori dal paese, in
mezzo al bosco e, per di più, essendo abbastanza vecchia è piena di
rumori strani difficili da decifrare. Il silenzio, poi, che avvolge
tutto e sempre, rende quei rumori ancora più inquietanti.
Il
racconto di Riccardo (il libro è scritto in prima persona) descrive
i primi sei mesi nella nuova casa, periodo in cui succedono diverse
cose misteriose e anche quando ogni mistero sembra risolto, ecco un
altro rumore che, come una nuova minaccia, assale il ragazzo. In
questi mesi, molte delle cose strane che succedono in quella casa
trovano una spiegazione, altre no e Riccardo non può mai abbassare
la guardia.
Romanzo
breve o racconto lungo per bambini coraggiosi, “Casapelledoca”
è una storia di Beatrice Masini dal ritmo narrativo sostenuto dalla prima all’ultima
riga e coinvolge il lettore in una sorta di vortice da cui
difficilmente si allontana prima di aver girato l’ultima pagina.
La
tensione che si percepisce nelle parole scelte con cura e organizzate
in frasi veloci e sferzanti, è rispecchiata anche dalle
illustrazioni di Lorenzo Conti. Precise nel tratto e ricche di
particolari, sono caratterizzate da tonalità scure di verde, nero e
marrone su cui spiccano dettagli chiari, bianchi o gialli, che
catalizzano l’attenzione di chi le guarda, veicolando un senso
profondo di inquietudine.
Parole
e figure che sanno fare presa sulle emozioni dei lettori.
Punto
di forza di questa storia è la soluzione del mistero che avvolge
questa casa: una soluzione, però, solo apparente e momentanea,
perché là fuori, nell’oscurità, qualcos’altro si nasconde e un
rumore nuovo ne annuncia la presenza.
Quando
si parla di narrativa per ragazzi di qualità, uno degli elementi che
si sottolineano è il finale che deve essere positivo, senza scadere
nello scontato. E così è il finale di questa storia, perché la
narrazione non finisce con le ultime parole, ma con l’ultima
illustrazione che, diversamente dalle altre, è chiara e luminosa.
Riccardo non è più così solo, c’è Jet con lui.
Rispetto
alla prima edizione del 2001 nella collana “Gatti bianchi” di
Messagero, questo romanzo breve, ha lo stesso titolo ed è solo
leggermente rivisto nel testo, ma ha dimensioni e una veste grafica
completamente differenti, che lo rendono un libro diverso e
interessante per una fascia d’età più ampia.
Incipit:
"Vivo qui soltanto da sei mesi e una cosa posso dire di avere imparato: il silenzio non sta zitto. Mai."
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