mercoledì 18 marzo 2026

Parole, narrazione, magia, immaginazione - ISIDORO E LA LUNA

Isidoro e la luna.

Giorgos Panagiotakis, Giada Ungredda (ill.), Tiziana Cavasino (trad.)

Camelozampa, 2026. 96 p.

Età 8+

Isidoro è un ragazzino impaziente e curioso. Bella è una bambina silenziosa e coscienziosa. Entrambi sono aiutanti di Livorno, un grande mago che è riuscito a legare la luna con una corda invisibile e a fissarla alla ringhiera del suo balcone. Il califfo della città mandato a chiamare per vedere questa bellezza, paga la luna a Livorno con una borsa di monete doro e dispone che d’ora in poi, chiunque la guarderà, dovrà pagare. La corda che tiene legata la luna si chima Gör e il suo potere magico le impedisce di afferrare e trattenere due volte la stessa cosa. Così il califfo ordina a Livorno di badare che la luna non si sleghi, perché altrimenti volerà anche la sua testa. Livorno mette Bella a guardia della luna. Isidoro vorrebbe tantocollaborare per far vedere il suo valore, ma gli viene vietato.

Una notte, però, con un sotterfugio Isidoro fa addormentare Bella e afferra la fune al suo posto. Non abituato a vegliare, però, anche lui si addormenta e … la luna vola via. Ben presto la notizia arriva al califfo e la situazione comincia a precipitare: Livorno e Bella vengono condannati a morte, mentre Isidoro scappa. Ma, in realtà, il loro destino e quello dell’intera città rimane tutto nelle mani del ragazzino: una responsabilità ben più grande che tenere legata la luna.

Una storia dal sapore di fiaba classica in cui avventura e magia si mescolano per creare una narrazione affascinante e coinvolgente. Una storia dal sapore esotico in cui sembra di sentire i profumi di spezie e vedere le tipiche architetture orientali con parapetti eleganti e tappeti stesi, mentre la luna sta silenziosamente a guardare. Questo grazie anche alle fini e essenziali illustrazioni in bianco e nero di Giada Ungredda che accompagnano il testo del premiato autore greco per bambini, Giorgos K. Panagiotakis. La traduzione di Tiziana Cavasino rende molto bene la qualità della scrittura ricca dal punto di vista lessicale e sintattico. Una piacevole lettura dal ritmo ben sostenuto e che oltre la banalità di molti altri testi contemporanei, rispetta e sfida il lettore, portandolo ad apprezzare una storia ben scritta.

Come tutte le fiabe, anche questa racconta momenti e situazioni umani. Con ironia e sorpresa, senza moralismi, ci parla di responsabilità, colpa e perdono. Anche fantasia, pensiero creativo e libertà sono al centro della narrazione che, però, si percepisce centrata soprattutto sul potere della parola e la forza delle storie. Potere e forza creativa che possono avere, comunque, una duplice valenza di liberazione e incanto, ma anche di controllo e sottomissione. Il possesso e l’uso della parola e la capacità di narrazione diventa quindi un’arma da usare, ma dalla quale imparare anche a difendersi. E il finale non può che essere pieno di positività mentre lascia intendere che ogni errore può diventare un’occasione di crescita.


Isidoro e la luna.

Giorgos Panagiotakis, Giada Ungredda (ill.), Tiziana Cavasino (trad.)

Camelozampa, 2026. 96 p.

Età 8+

giovedì 5 marzo 2026

Far parte di una storia – IL BAULE DEL CAPITANO

Kate DiCamillo, Julie Morstad (ill.), Giacomo Rabbi (trad.)

Il baule del capitano

Giunti, 2025. 158 p.

età 9+

Cinque pupazzi sono esposti nella vetrina di un negozio: un re, una lupa, una ragazza, un ragazzo e un gufo, ognuno con il proprio sogno. Il re desidera solo avere l'opportunità di governare come fanno i re. La lupa ha i denti più feroci e affilati e sogna il folto del bosco. La ragazza desidera vedere più mondo. Il ragazzo, armato di arco e frecce, sente di essere destinato a compiere grandi imprese. E il gufo, realizzato con vere piume, sogna di volare. I pupazzi stanno seduti ad aspettare che la storia abbia inizio, ma essendo giocattoli hanno ben poca possibilità di realizzare i propri sogni. Un giorno un vecchio e solitario capitano di nome Spelhorst nota il burattino col volto di ragazza i cui occhi gli ricordano un amore perduto tanto tempo prima. Così decide di comprarlo, ma si sente dire che deve acquistare l’intero set poiché questi burattini “fanno parte di una storia”. Il capitano, pur di avere il burattino che gli interessa, accetta di portarseli via tutti. Appena a casa li mette in un baule, tranne quello della ragazza che appoggia sul tavolo davanti a sé e lei, per la prima volta, vede la luna. Quella notte, prima di morire nel sonno, il capitano piange l’amore perduto e scrive una lunga e misteriosa lettera.

Il giorno dopo i padroni di casa regalano i burattini a un rigattiere che li vende a un uomo e così finiscono nelle mani di due bambine, le sue nipotine. Mentre i burattini trovano la loro strada verso una nuova casa, inizia una nuova storia. La storia si svolge e, tra alti e bassi, l'unica cosa che rimane costante è che i burattini hanno l'un l'altro. Qualunque cosa accada, la loro storia è condivisa.

La sorella maggiore, infatti, inizia a scrivere una commedia per questi burattini, mentre loro, appoggiati sulla mensola del camino, diventano protagonisti, in modi diversi, di una serie di disavventure. Per esempio, alcuni dei denti della lupa vengono strappati dalla sorella minore e, gettata dalla finestra da una cameriera, una volpe la rapisce. Questo evento sconvolge la lupa, che aveva nei suoi denti il suo orgoglio, ma nel viaggio attraverso i boschi selvaggi si avvera anche il suo desiderio più profondo. Il burattino della ragazza, invece, finisce nella tasca del grembiule della governante, mentre il ragazzo viene abbandonato dalla bambina più piccola sotto un albero del giardino e rapito da un uccello. Solo il re rimane sulla mensola. Si crea, così, una delicata tensione tra i burattini, che si chiedono se mai si riuniranno.

Dopo aver esplorato i propri desideri e la propria identità, i burattini recuperati e rimessi sulla mensola, mettono in scena la commedia scritta dalla sorella maggiore, una storia che, sebbene lei non potesse prevederlo, rispecchia perfettamente le avventure vissute dai burattini stessi.

La storia, dai personaggi vagamente vittoriani, è suddivisa in atti, come un pezzo teatrale, e questo, insieme al particolare linguaggio di scena, evita che i parallelismi tra gli episodi reali e fantastici diventino troppo evidenti.

Questo romanzo breve rispecchia perfettamente lo spirito e l’atmosfera delle storie di Kate DiCamillo, intrecciando la vita dei burattini con quella delle persone che li animano. Una trama a tratti sognante e un po’ contorta che, come una melodia composta da diverse voci, guida il lettore verso un finale armonioso. La scrittura, perfettamente bilanciata, rende quasi impercettibile la struttura paratattica del testo, che in altri risulta fastidiosa.

Una narrazione accessibile, ma che implica una piccola sfida per i giovani lettori a cui è destinata, e che, se accolta, la rende ancora più coinvolgente.

Il testo è accompagnato da deliziosi disegni a matita in bianco e nero realizzati in digitale , illustrazioni che danno vita ai burattini e aggiungono magia e fantasia alla storia.


Kate DiCamillo, Julie Morstad (ill.), Giacomo Rabbi (trad.)

Il baule del capitano

Giunti, 2025. 158 p.

età 9+

sabato 21 febbraio 2026

Strumenti del mestiere – GIOCARE CON MITI, LEGGENDE E FIABE

Erika Maderna, Beniamino Sidoti

Giocare con miti, leggende e fiabe.

Carocci, 2026. 210 p.


Miti e giochi costituiscono un binomio vincente e avvincente”. Così si legge nella prefazione di questo libro, opera di Erika Maderna, classicista, storica e studiosa di miti, e di Beniamino Sidoti, formatore e autore.

Ma perchè? Perché miti e gioco sono, o possono essere, specchio che ci permette di riconoscerci o di ipotizzare come potremmo essere.

Miti e giochi costituiscono una sorta di cornice che contiene un quadro sempre uguale eppure sempre diverso. Uguale perché le storie raccontate dai miti o create con i giochi hanno sempre al centro relazioni, azioni e situazioni che portano a delle conseguenze. Diverso perché ogni lettore e ogni giocatore ci trova le situazioni, le relazioni e le azioni della sua personale esperienza.

I miti, le fiabe e le leggende non raccontano solo di un passato lontano. Parlano, quindi di noi, di ciò che siamo, di come cresciamo e cambiamo. Attraverso simboli senza tempo, ci parlano nel presente, offrendoci strumenti per riconoscerci, immaginare il futuro, trasmettere saggezza, affrontare emozioni e fissare regole.

Questo libro offre la possibilità di leggere 85 racconti, miti, leggende o fiabe. Storie precise, legate ad un luogo specifico o a un’emozione particolare, storie che esprimono, realmente o metaforicamente, ciò che accade all’uomo nel suo essere tale.

Per ogni storia gli autori suggeriscono un’attività che invita a giocare con quanto appena letto per dargli nuova vita e considerarlo da altri punti di vista. Il gioco diventa quindi esperienza che arricchisce il contenuto delle storie, rendendolo materia viva, da esplorare e reinterpretare attraverso parole, movimenti, disegni e sogni.

Le storie qui proposte (in realtà non tutte rientranti nella classificazione di mito, leggenda o fiaba) sono organizzate in capitoli tematici che possono suggerire un percorso di lettura. Ma ovviamente, è solo un suggerimento, perché, per loro natura, questi racconti non sono collegabili univocamente ad un’unica tematica. Questo fa sì che lettura e gioco possano liberamente spaziare da uno all’altro in base al momento, al contesto, all’idea che si sta seguendo.

Le storie e le attività proposte sono pensate per realtà diverse: dalla scuola alla formazione degli adulti, dal lavoro in gruppo alla riflessione individuale.

Chiaramente l’intendo degli autori è di far vivere i racconti in modo diverso, creativo, costruttivo per scoprire l’attualità di ciò che narrano, per porre nuove domande, per far trovare risposte diverse.

Il potere delle storie è innegabile. Questo libro può essere un aiuto per scoprirlo.


Erika Maderna, Beniamino Sidoti

Giocare con miti, leggende e fiabe.

Carocci, 2026. 210 p

mercoledì 11 febbraio 2026

RICONNETTERSI CON SE' E CON IL MONDO - Il bosco segreto - Il Castoro


Kengo Kurimoto, Alessandro Zontini (trad.)

Il bosco segreto.

Il Castoro, 2025. 224 p.

Età 10+, per tutti


Fermati. Ascolta. Che lingua parla la natura? Con queste parole inizia il primo dei sette capitoli di cui è composto il graphic novel “Il bosco segreto” di Kengo Kurimoto. Parole scritte a caratteri maiuscoli bianchi su pagina nera, come se la voce della natura fosse uno squarcio di luce in un mondo buio. Ed è, in fondo, questo il cuore di questo bellissimo libro quasi senza parole. La natura non usa parole, infatti, ma abbraccia, avvolge e con il suo potere cura i mali dell’anima. Protagonisti di questa storia sono Poppy, una ragazza, il suo cane Pepper, Rob, un giovane gentile che incontra nel bosco, e la mamma di Poppy. In realtà anche la nonna di Poppy ha un suo ruolo. Da poco è mancata e la mamma è caduta in depressione, non riesce a reagire alla perdita e trascura se stessa, sua figlia e la loro casa. Anche per questo Poppy esce spesso con il suo cane e un giorno, inseguendolo, attraversa una siepe e si ritrova in un bosco che non aveva mai notato prima. Attraversandolo, scopre un mondo insolito per essere al centro di una città, un ambiente naturale selvaggio, ma molto accogliente, popolato da uccelli, cervi, volpi e scoiattoli. Poppy ne rimane affascinata e ci torna giorno dopo giorno, invitando anche la madre perché è sicura che potrebbe farle bene. Una sera Rob, che nel frattempo è diventato un caro amico, invita Poppy ad andare nel bosco di notte per vedere i tassi. Ed è proprio quella sera che, finalmente, la ragazza riesce a convincere anche sua madre a uscire con loro. E il miracolo avviene. L’immersione nella meraviglia della natura diventa per Poppy e per la sua mamma un toccasana che dà loro nuova energia e voglia di vivere.

La bellezza e la qualità di questo graphic sono tutte concentrate nelle illustrazioni che come fotogrammi cinematografici dai colori nero e seppia mettono in scena ciò che accade dentro e fuori il bosco, dentro e fuori Poppy, dentro e fuori la sua mamma. La perfezione dei dettagli, la cura con cui si susseguono le piccole variazioni da un riquadro all’altro, la precisione nella rappresentazione dei gesti, dei movimenti, dei suoni e delle emozioni, raccontano perfettamente questa storia fatta di piccole continue modificazioni dell’ambiente naturale e dei personaggi. Il tutto per raccontare una bella storia e offrire al lettore una forte esperienza estetica ed emotiva. Un ottimo libro per gli adolescenti, e per chi adolescente lo è stato.


Kengo Kurimoto, Alessandro Zontini (trad.)

Il bosco segreto.

Il Castoro, 2025. 224 p.

Età 10+, per tutti

domenica 25 gennaio 2026

QUANDO QUALCOSA SCONVOLGE LA VITA - Quella cosa gigante - Kite

Matilde Tacchini

Quella cosa gigante

Kite, 2026. 32 p.

Età 7+

 A volte succede che qualcosa di inaspettato e di veramente preoccupante travolga la vita delle persone sconvolgendone l’esistenza. E’ ciò che accade ai tre protagonisti di “Quella cosa gigante” di Matilde Tacchini pubblicato da Kite Edizioni. Tre esserini neri con i capelli rossi, apparentemente una famiglia composta da padre, madre e un figlio, si trovano improvvisamente di fronte a “una cosa” alta, larga, gigante. Ogni loro tentativo di affrontarla, ognuno a modo suo, non sembra portare a nessun risultato, anzi la cosa continua a prendere sempre più spazio. Ignorarla è impossibile e ancora di più disfarsene in tempi brevi. Ad un certo punto i tre si rendono conto che solo una strategia comune li può aiutare a far fronte alla cosa: diventare loro stessi giganti. Mentre i tre studiano come fare e discutono tra di loro, i giorni passano, finché si rendono conto che sono effettivamente diventati “giganti” e che la cosa, pian piano di conseguenza rimpicciolita, non è più un problema.

Chiara la metafora raccontata da queste pagine: gli ostacoli imprevisti della vita come una crisi, una perdita, un cambiamento, possono essere affrontati più facilmente se non ci si prova da soli, ma se si fa fronte comune, finché quello che sembra un problema si trasforma in opportunità. Davanti alle situazioni difficili, che si verificano improvvisamente, ci si trova impreparati e la prima reazione è quella di cercare di fare qualcosa subito perché tutto ritorni al più presto come era prima. Spesso, però, questo è solo causa di inutile frustrazione perché, se il problema non può essere rimosso e occupa tutto lo spazio mentale ed emozionale, non si può fare altro che accettarlo e trovare come cambiare il modo di vederlo e conviverci il meglio possibile.

Un albo delicato che può parlare a lettori di ogni età.

Interessante il gioco di colori creato su queste pagine da Matilde Tacchini e basato sulla semplice contrapposizione di nero e rosso su fondo bianco, una semplicità del tutto apparente, perché l’impatto compositivo che ne risulta è molto potente. Le varie teorie sulla percezione di forme e colori, confermano, infatti, che le dimensioni degli elementi rappresentati è fondamentale per la loro forza, così come i colori forti, in questo caso il rosso, contribuiscono a dare loro energia. Forma e colore determinano l’impatto comunicativo della figura che agisce direttamente sull’emozione di chi la guarda, prima che il pensiero razionale la cerchi di interpretare. Da notare, inoltre, che la cosa gigante è rossa, non nera, e ha una forma arrotondata, apparentemente, morbida, quindi più possibilista, meno repulsiva e, forse, meno difficile da affrontare che se fosse stata rigida e spigolosa.

Scrivendo questo commento non ho potuto non pensare a “Abbiamo un problema (un grosso problema)” di Davide Calì e Marco Somà. un altro albo illustrato pubblicato da Kite qualche anno fa e che affronta più o meno lo stesso argomento, con una tecnica narrativa e compositiva completamente diversa, ma, anch’essa di grande effetto. Qui il mio pensiero: Abbiamo un problema

Matilde Tacchini

Quella cosa gigante

Kite, 2026. 32 p.

Età 7+


venerdì 9 gennaio 2026

COSA RISERVA IL FUTURO? – Solo il seme lo sa – Lapis

Solo il seme lo sa.

Silvia Vecchini, Agnese Baruzzi (ill.)

Lapis, 2025. 24 - pop-up

da 5 anni per tutti

 

Una poesia, un pop-up, un augurio per il futuro. Sono questi gli elementi sorpresa che compongono questo interessante e piacevole libro da mettere in mano a lettori di diverse età: ai bambini che crescono, agli adolescenti che si aprono al futuro, ai genitori che aspettano un piccolo e a quelli che si chiedono cosa sarà dei loro figli.

In queste pagine c’è la storia di un seme che, piantato nel buio della terra, germoglia e cresce. Non sa che cosa diventerà e passa in rassegna le varie possibilità. Potrà diventare una quercia, un ciliegio, un cactus, un larice o un salice piangente. In fondo non importa: ciò che sarà è nascosto nel suo cuore e nessuno può saperlo finché non crescerà. E, qualsiasi albero diventerà, avrà il suo significato e il suo posto nel mondo.

La cartotecnica dei libri pop-up affascina sempre, ancora di più se unita ad un testo d’autore, anzi d’autrice, e alle illustrazioni essenziali e curate di un’artista.

Un libro profondo e sorprendente, uno di quelli che “lavorano dentro” il lettore che anche se ha girato l’ultima pagina e si è fatto affascinare dagli alberi che prendono forma davanti ai suoi occhi ad ogni pagina girata, non può non smettere di pensare a ciò che può significare per lui.

Il futuro non lo conosce nessuno: ogni apertura è una meraviglia da esplorare con gli occhi e con le mani, un invito ad attendere, a immaginare, a lasciarsi stupire.  

 

 

 

 

Silvia Vecchini, Agnese Baruzzi (ill.)

Solo il seme lo sa.

Lapis, 2025. 24 - pop-up

da 5 anni per tutti

mercoledì 17 dicembre 2025

Divagazioni: PERDERSI E RITROVARSI. Sentieri – Kite


Sentieri. 

Guia Risari, Andrea Calisi (ill.)

Kite, 2025. – 40 p.

Per gli adulti


Una poesia per un camminare che è scoperta di sé. Una poesia per un camminare che è incontro con l’altro. Una serie di suggestioni visive che metaforicamente rimandano ad un bisogno che ognuno ha di trovare una direzione nella propria vita anche se la sensazione è quella di essersi persi in un luogo difficile da attraversare.

Questo è il bellissimo libro illustrato di Guia Risari e Andrea Calisi. Ma non solo. La sua ricchezza di testo e di immagini è talmente grande che ogni (ri-)lettura diventa un’esperienza nuova.

Non c’è una trama, non c’è una storia, perché queste pagine sono la trama e la storia di ogni lettore.

Parole e immagini creano ad ogni pagina un quadro che rappresenta un momento del cammino di ciascuno di noi, del suo perdersi, del suo ritrovare la strada, del suo incontrare qualcuno per proseguire insieme sul sentiero.

Pur apparendo come un albo illustrato, in realtà, tecnicamente non lo è. Ma non vuole neanche esserlo. E’ un libro illustrato che abilmente accompagna le parole con quadri che fanno pensare, senza ovviamente volerle imitare, a opere d’arte bellissime quali i lavori di Monet e di Gauguin. In essi la potenza della natura unita a quella delle parole, dei pensieri, dell’animo umano tutto, puntano ad una risonanza profonda e potente espressa da versi come “A volte lotto contro il vento e sfido il tempo col mio corpooppure “tutti i giorni imparo a perdermi e a ritrovare la strada”, oppure “Cammino seguendo le meraviglie che abitano il bosco”.

Un libro per i grandi da leggere e rileggere come una poesia, osservare e rio-osservare come un quadro, soffermandosi su ogni pagina, scritta o illustrata che sia. Un viaggio introspettivo sul sentiero della vita che si sviluppa dal primo interno di copertina a quello finale, seguendo la linearità dell’esistenza e la circolarità del pensiero che continua a tornare su se stesso approfondendo la conoscenza dell’essere umano che lo concepisce.

Non è un libro semplice, né immediato e il suo valore sta sia nella contemplazione gratuita della bellezza che propone, sia nell’impegno di un’eventuale lettura interpretativa che richiede.

 

Sentieri.

Guia Risari, Andrea Calisi (ill.)

Kite, 2025. – 40 p.

Per gli adulti


mercoledì 22 ottobre 2025

IL MONDO AL LIMITE - La ragazza pesce - Camelozampa

La ragazza pesce.

Søren Jessen, Eva Valvo (trad.)

Camelozampa, 2025. 116 p.

Età 10+


Non è un classico libro di narrativa illustrata, non è una graphic novel in senso stretto, non è un albo illustrato, non è un libro con le figure. E’ un po’ di tutti questi. Sto parlando di “La ragazza pesce” del pluripremiato autore e illustratore danese Søren Jessen proposto da Camelozampa.

Sicuramente è un libro che cattura e avvolge il lettore sia per come è costruito, sia per la storia che racconta. La storia è quella di Frede e di sua sorella maggiore, di cui non il lettore non conoscerà mai il nome, raccontata da quest’ultima in prima persona. Frede è un ragazzino neurodivergente, probabilmente autistico e di lui si prende cura la sorella dal momento che i loro genitori non sono con loro. Una forte tempesta d’acqua ha, infatti travolto e allagato tutto il circondario, salvando, per fortuna, la loro casa che si trova su una collina. I due ragazzini, però, non sanno nulla dei loro genitori usciti prima del disastro per andare al lavoro. Avvolti dal buio, dal vento e dall’acqua, senza telefono, aspettano chiusi in casa il loro ritorno e l’arrivo dei soccorsi. Frede ha una forte passione per i dinosauri ed è attraverso un modellino di brachiosauro che esprime le sue emozioni. La sorella lo sa è cerca di distrarlo giocando con lui sotto il tavolo dove sembrano essere più protetti, mentre l’acqua fuori continua a salire. La ragazza racconta al lettore ciò che sta succedendo, ma al contempo lo fa partecipe dei suoi pensieri, dei suoi tentativi per farsi aiutare, delle sue emozioni in un crescendo di tensione che tiene incollati alle pagine. Finchè un elicottero non sorvola la zona. Ma come farsi notare?


Ambientata in un mondo distopico, la storia è il racconto della rivalsa della natura sull’uomo che l’ha messa a dura prova. E’ la presa di coscienza di quante cose sono (o sembrano) essenziali alla vita e alla salvezza dell’uomo. E’ una descrizione di un futuro, neanche troppo lontano, in cui il cambiamento climatico arriva alle sue estreme conseguenze. Allo stesso tempo, leggendo, viene spontaneo collegare ciò che avviene nel mondo esterno ai pensieri e ai cambiamenti che si muovono dentro la ragazza e sul coraggio che lei deve possedere per affrontare tutto ciò che succede dentro e fuori di lei, con in più la responsabilità verso gli altri, il suo fratellino in primis.

Una storia angosciante e potente con un finale comunque positivo, che apre alla speranza.


Tecnicamente la storia è resa dal sapiente dosaggio di testo e di illustrazioni. Un’alternanza irregolare dei due codici che non permette al lettore di abbandonare l’attenzione. Il testo è chiaro, diretto e preciso, evocative, ma anche perturbanti le illustrazioni, che con le tonalità dell’azzuro-blu e del verde-nero, rendono bene questo mondo fuori dal mondo.

Ma c’è anche molto di non detto, molto lasciato al “lavoro” del lettore, ed è in questo spazio che prende forma un’altra storia, diversa per tutti. Un contenuto che si mette in diretto contatto con ciò che ognuno porta dentro di sé, nel suo bagaglio di esperienze, nel suo mondo emotivo.

 

La ragazza pesce.

Søren Jessen, Eva Valvo (trad.)

Camelozampa, 2025. 116 p.

Età 10+


sabato 4 ottobre 2025

UNA BAMBINA DAI CAPELLI D'ORO - Il bello di Kerstin - La Nuova Frontiera Junior

 

IL BELLO DI KERSTIN

Helena Hedlund, Katarina Strömgård (ill.), Samanta K. Milton Knowles (trad.)

La Nuova Frontiera Junior, 2025. 200 p. 

Età 8+ 

Kerstin, sette anni e capelli color oro, come dice sua mamma, colleziona tutto ciò che è di questo colore: ha raccolto ben 105 oggetti dorati come i suoi capelli che tutti definiscono banalmente rossi o arancioni. Un giorno, a scuola, Kerstin trova per terra in corridoio un anello che raccoglie e mette in tasca per aggiungerlo ai suoi tesori. Quando la maestra Lotten dice di aver perso la fede nuziale e chiede se qualcuno la abbia vista, Kerstin non ha il coraggio di confessare. Questo silenzio porta a tutta una serie di complicazioni e la vicenda si ingarbuglia sempre più, anche perché il segreto di Kerstin viene scoperto dall’amica del cuore Fatima e Kerstin stessa ne fa partecipe Gunnar, il ragazzino appena trasferito in una vecchia casa vicina alla sua e che diventa suo amico e compagno di classe. La storia prosegue seguendo il conflitto interiore della bambina che vorrebbe dire la verità, ma teme ciò che può succedere se lo fa. Questo il nocciolo della storia, ma la trama è arricchita da varie altre micro-vicende che si sviluppano tra casa e scuola, finché il tutto trova un’intelligente via di soluzione.

"Il bello di Kerstin" è un libro adatto alla lettura autonoma dagli 8-9 anni, ma si presta ad essere letto ad alta voce anche prima, risultando molto divertente pur non contenendo particolari colpi di scena o momenti topici. E’ il racconto autentico dell’esperienza di una bambina cui piace stare da sola e riflettere, che non ama i cambiamenti e che vuole scegliere da sola le sue amicizie, senza sentirsi obbligata a frequentare nessuno.

E’ una tipica "storia bambina" che racconta con schiettezza la vita quotidiana di una piccola svedese che vive in campagna. Non mancano, ovviamente, i riferimenti a Pippi Calzelunghe e al suo mondo, ma l’autrice ha saputo creare una serie di personaggi, Kerstin in primis, nuovi, originali e bene caratterizzati. Una storia raccontata in terza persona e molto rispettosa del punto di vista dei bambini. Una storia che si sviluppa tra casa e scuola e dove trovano posto anche gli adulti: la maestra, i genitori di Kerstin, la mamma di Gunnar, adulti presenti e importanti nella vita dei bambini e che sanno capire e sostenere i piccoli protagonisti. Ci sono anche i genitori di alcuni altri compagni di scuola il cui ruolo, però, è diverso: come i loro figli, entrano in gioco quasi esclusivamente per contribuire diffondere dicerie o a rendere problematici i rapporti tra le persone. Tuttavia, se pur personaggi secondari, svolgono una funziona importante nella rappresentazione verosimile dei piccoli eventi quotidiani, narrati senza moralismi nè didatticismi. Il tema centrale della menzogna, del coraggio della verità e dell’essere se stessi rispettando gli altri è trattato con delicatezza e rende il romanzo meno superficiale di quanto possa sembrare a prima vista, anche perché il focus non è tanto sull’azione, quanto sulla rappresentazione delle emozioni e dei pensieri di Kerstin e dei suoi compagni.

Considerando come questa storia è stata scritta e tradotta, non possiamo non mettere in luce alcuni punti di forza:

- il linguaggio non è né troppo semplice né troppo impegnativo considerando il target d’età per cui viene proposto

- la paratassi, che ne facilita l'approccio dei piccoli lettori, è ben studiata e ben resa nella traduzione tanto che non risulta noiosa ad una lettura adulta

- le descrizioni sono perfettamente integrate nella narrazione che, perciò, non si sbilancia nella lunghezza nè di queste parti descrittive, nè dei dialoghi

- le scelte lessicali sono attente e fanno sì che il tono della storia non cada nel banale

Nel complesso questo è un libro nel suo genere molto ben scritto e ben illustrato.

"Il bello di Kerstin" è il primo di una serie di sei volumi. Aspettiamo i prossimi per seguire con piacere questa ragazzina dai capelli d'oro e le vicende del suo mondo. Nel frattempo invito lettrici e lettori a cercare tra le righe cos’è veramente “il bello di Kerstin”.

P.S. Solo un libro per novenni proveniente dal Nordeuropa può inserire nella storia con spontaneità e senza falsi pudori una maestra incinta sposata con un’altra donna. I buoni libri non hanno confini e raccontano la vita vera, e questo è un buon libro.

martedì 23 settembre 2025

STORIE DA BRIVIDO – Il teschio. Zoolibri

Jon Klassen, Greta Poli (trad.)

Il teschio.

Zoolibri, 2023. 105 p.

Età 8+


Gli occhi dei personaggi di Jon Klassen sono inconfondibili: bucano la pagina e comunicano direttamente con il pensiero del lettore. Non solo quelli dei suoi meravigliosi albi, ma anche quelli dei protagonisti di questo libro di narrativa illustrata rivolto ai bambini dagli otto anni che leggono da soli e desiderano leggere qualcosa “di paura”.

Il teschio” racconta una storia inquietante che si rifà ad un’antica narrazione popolare tirolese e che Klassen ha rivisitato a modo suo a distanza di tempo da quando l’ha letta per caso in una biblioteca in Alaska.


Come un narratore che racconta ciò che ricorda di quanto sentito e lo ripropone con le sue personali variazioni, Klassen ci presenta Otilla, una bambina coraggiosa che, in fuga da qualcosa di non ben definito, si perde in una foresta fitta e scura. Dopo aver pianto per la paura, tra gli alberi Otilla vede una casa grande, vecchia, buia e isolata. Non ha alternative: si avvicina e bussa. Scopre che ci vive un teschio. Anche lui sta fuggendo e si nasconde da qualcosa e il suo fuggire, a causa di una maledizione, si ripete ogni notte. Da cosa scappa la bambina? E il teschio? Non si viene a sapere il perché Otilla si sia persa nel bosco, la storia, però, racconta che il teschio non vuol farsi prendere da uno scheletro (il suo) che lo rincorre e Otilla si offre di aiutarlo a disfarsene. Insieme ci riescono e la bambina decide di rimanere nella casa con lui.

Questa storia possiede tutti gli elementi delle storie di paura e tutto il sapore di una fiaba che sa anche di racconto horror. Ci troviamo il buio, il silenzio, un bosco fitto, una casa abbandonata, un pozzo senza fondo, una bambina che scappa e un teschio. Ci sono emozioni forti e reazioni inaspettate. C’è una situazione difficile da affrontare, c’è un crescendo di tensione e una soluzione raggiunta grazie all’intervento di un aiuto. C’è la cura, c’è la vendetta, c’è la crudeltà, c’è la spietatezza, c’è l’amicizia (forse amore), c’è la generosità e c’è l’accoglienza. C’è anche un finale alla “vissero felici e contenti”, perché, insieme i due protagonisti hanno affrontata e vinto le loro paure.

Semplificando molto, si tratta di una storia cupa di avventura e di mistero, di paura e di coraggio. Non ci si faccia quindi ingannare quando, prendendo in mano questo libro e leggendo il nome dell’autore, ci si aspetta una storia misteriosa sì, ma ironica e, a modo suo, divertente.


Come sappiamo la qualità delle storie si valuta sì nel loro contenuto, ma soprattutto nel modo in cui questo contenuto viene proposto. Klassen con questo libro mostra ancora una volta la sua bravura nel raccontare, nel creare narrazioni che funzionano. In questo libro ha, infatti, saputo ben calibrare la narrazione dandole un ritmo preciso, suddividendola in cinque parti ognuna introdotta da un elenco di ciò che contiene. L’interruzione tra i capitoli crea uno spazio vuoto, una pagina bianca, un silenzio che fa rallentare il lettore, il quale, focalizzando su ciò che ha appena letto, si prepara a ciò che sarà nelle pagine seguenti. Queste interruzioni, questi silenzi, creano degli spazi indefiniti che non esplicitano tutto ciò che testo e illustrazioni raccontano, ma lasciano libera interpretazione (e anticipazione) al lettore.

Il teschio” è un libro per bambini che li diverte e li coinvolge, ma che per queste sue caratteristiche tecniche, li allena anche a diventare veri lettori che sanno come affrontare libri complessi e a porsi in maniera attiva e costruttiva davanti a ciò che le pagine propongono loro.


Si potrebbe continuare l’analisi di questo libro offrendo un’interpretazione della storia che non può che essere in chiave psicanalitica.

Si potrebbe analizzare nel dettaglio la relazione tra la bambina e il teschio, facendo grande attenzione al rapporto testo/immagini.

Si potrebbe osservare come fiaba/leggenda e realtà, vita e emozioni, si compenetrano e si mescolano.

Si potrebbe … .

Lascio tutti questi spunti a chi non ha ancora letto il libro per sé e/o per proporlo ai bambini, perché è anche in un approccio libero e personale ai testi che stanno il piacere e il valore della lettura.

 

sabato 6 settembre 2025

IL GIOCO DI LEGGERE INSIEME – Facciamo che eravamo. Terre di Mezzo

Shawn Harris, Giulia Genovesi (trad.)


Facciamo che eravamo.

Terre di Mezzo, 2025. 40 p. 

Età 2+


E’ forse il gioco più vecchio e più amato da tutti i bambini del mondo, quello di far finta che ..., di far finta di essere qualcosa o qualcuno …, di immaginarsi diversi o in un altro posto. Ed è proprio questo gioco antico che Shawn Harris riprende nel suo simpatico albo illustrato “Facciamo che eravamo?” dedicato ai lettori più piccoli.

Guardando la copertina si vedono due api, una grande che, appunto, dice a quella piccola “Facciamo che eravamo?”, e aprendo, subito si scopre che questa copertina in realtà è la copertina del libro che tengono in mano i due protagonisti della storia: un papà dalla barba lunga e i capelli folti e un bambino, anche lui con i capelli lunghi e un berretto rosa in testa. Nel momento in cui il papà lancia la proposta, i due subito si trasformano in api, uccellini, alberi … in tutto ciò che fanno finta di diventare. La trasformazione giunge a una conclusione soddisfacente per entrambi quando i due diventano, prima il genitore (e entrambi sfoggiano baffi e barba) che dice “Fine!” e poi il bambino (entrambi con il cappellino rosa e il padre particolarmente ridicolo con una testa molto piccola su un corpo muscoloso) che, invece, dice “Ancora!” e tutti e due sono pronti per ricominciare.

Un libro simpatico e divertente da condividere con bambini anche molto piccoli.


Infatti, l’organizzazione delle pagine, la maggior parte con le figure sulla pagina di destra e le parole su quella di sinistra (posizione che favorisce la visione di un bambino in braccio a chi legge per lui), insieme alle illustrazioni infantili dai contorni spessi e bene definite contro lo sfondo, lo rendono particolarmente adatto alle loro esigenze, abilità e competenze. Altro elemento che dà soddisfazioni ai bambini intorno ai due anni è quello di riconoscere persone, animali e oggetti, di indicarli e di ripeterne il nome o il verso. A questo scopo sono particolarmente funzionali quelle tavole che sono dei piccoli elenchi figurati e di cui questo libro è ricco nella seconda parte, come sugli interni di copertina. Anche la storia è vicina al vissuto dei bimbi e offre, allo stesso tempo e più o meno volontariamente, all’adulto che li accompagna un modello di comportamento, suggerendo come leggere questa stessa storia (ma anche tutte le altre) con i loro bambini. Ciò che il papà fa con il suo piccolo è una lettura ad alta voce dialogata e interattiva in cui stimola la partecipazione diretta del bambino alla costruzione della narrazione. Le voci e i gesti dei due si alternano, si intrecciano, si completano in una lettura condivisa che dà soddisfazione ad entrambi.

Un libro perfetto per la lettura ad alta voce con la collaborazione di tutti. Un libro pensato per i piccoli che può divertire, però, anche i più grandini.

 

venerdì 22 agosto 2025

PIU’ SI E’, MEGLIO E’. I libri di Susanne Strasser – Terre di Mezzo

 


L’accumulo compulsivo è una malattia. Non, però, quando si tratta dell’accumulo di animali nei libri di Susanne Strasser, divertentissimi cartonati adatti ai piccoli lettori.

Fermate quella palla!”, “Tutti sul divano!”, “Chi dorme nel lettone?”, “Balena, vengo anch’io!”, “La torta è troppo in alto!”, “Nella zuppa cosa c’è?” e “Il procione lava tutto!” sono i titoli di una serie di storie che giocano con l’accumulo di animali in situazioni familiari ai bambini: la nanna, il bagno, la cucina, il rito della lettura condivisa, il gioco in giardino. Storie semplici e accattivanti, ricche di un umorismo pulito che anche i più piccoli riescono a capire anche perché i semplici dialoghi sono ripetuti ogni volta che un nuovo elemento si aggiunge alla situazione. Si sa che i bambini amano le ripetizioni che permettono loro di partecipare attivamente alla storia finendo le frasi o anticipandole. 

Così sul divano, nel letto, in cucina o nella vasca da bagno, uno dopo l’altro, ogni animale trova il suo posto e, raggiunto il climax della storia, la narrazione trova una divertente soluzione e ogni piccolo lettore si diverte soddisfatto.

Le illustrazioni di questi libri sono ben leggibili, precise e definite da contorni chiari e sfondi monocolore. Oggetti e animali sono facili da riconoscere e la quantità di dettagli con cui sono rappresentati è perfetta perché le figure non risultino né sciatte o banali né troppo complesse.

Storie affollate, piene di amici all’insegna del “più siamo e meglio è”. Storie che si possono anche facilmente prestare per una loro giocosa drammatizzazione utilizzando materiali di recupero e carta colorata per creare maschere o elementi distintivi per i vari soggetti.

 

  

 


 

 

 

venerdì 8 agosto 2025

Divagazioni: IL VALORE DEI PICCOLI-GRANDI GESTI. Le grandi mani di mio padre - Quinto Quarto

 

Choi Deok-Kyu

Le grandi mani di mio padre. 

Quinto Quarto, 2024

per gli adulti

 

Le mani dei padri hanno da sempre occupato un ruolo centrale nelle narrazioni. La loro forza, unita a una durezza solo apparente, crea una potente immagine metaforica quando viene accostata alla delicata fragilità di un neonato: strumenti di lavoro che si trasformano in veicoli di cura e tenerezza. Come il titolo chiaramente anticipia è su questo tema si sviluppa il capolavoro “Le grandi mani di mio padre”, raffinato libro del coreano Choi Deok-Kyu.

 

Il libro racconta una storia centrata sul tema del proteggere e del prendersi cura. Una storia di sole immagini che, seguendo un duplice filo, di pagina in pagina sviluppa parallelamente la descrizione della profonda relazione che c’è tra i due protagonisti. Sul lato sinistro, le illustrazioni sono racchiuse in un cerchio come fossero guardate attraverso un cannocchiale metaforicamente puntato sul passato. A destra, invece, immagini a tutta pagina che attualizzano e amplificano la portata narrativa. Da una parte, il padre si prende cura del proprio neonato; dall’altra, la prospettiva si ribalta e mostra il figlio adulto che si dedica alle attenzioni verso l’anziano genitore.

Un libro attentamente studiato sia nella scelta dei colori sia nei particolari ricorrenti come per esempio gli occhiali che fanno da trait d’union tra le due storie. Il bambino cresce e diventa uomo e da oggetto di attenzioni diventa attore di gesti d’amore che vanno oltre ogni tempo come allacciare le scarpe, aiutare a lavarsi, dar da mangiare, abbottonare la camicia. Semplici gesti che alimentano la profonda intimità tra i due personaggi e sottolineano la generosa apertura dell’uno verso l’altro.

L’evoluzione della relazione tra padre e figlio è rappresentata nella sua ideale continuità di amore intergenerazionale e, nonostante si parli anche di perdita e di dolore, non si cade nel fatalismo. In queste pagine, inoltre, non c’è una figura materna, tuttavia non se ne sente la mancanza: la relazione tra padre e figlio è esplorata nella sua intensa e specifica esclusività e la sensazione è che una mamma da qualche parte c’è, ma questo, senza volerla per qualche motivo escluderla, non è il suo spazio.

Il fatto che si tratti di un libro senza parole ne amplifica la portata perché universalizza la narrazione e ogni lettore può fare la sua lettura personale e trovare spunti di riflessione individuale. Anche per questo il libro, nella sua dolcezza, può risultare anche molto forte, può risvegliare ricordi piacevoli, ma anche molto dolorosi, può evocare situazione di grande amore, ma anche grandi sensi di colpa. Si tratta, quindi, di un libro che, se pur leggibile anche con i bambini, è dedicato, soprattutto, ai lettori adulti perché, nel suo fulcro di significato tocca corde profonde sul tema universale della cura affettiva e delle responsabilità familiari. Le illustrazioni (e qui ricordo di non dimenticare di osservare copertina, interni di copertina e la pagina del colophon), rappresentando momenti di quotidianità, diventano potenti contenitori di emozioni profonde: gioia, tristezza, amore e senso di responsabilità.