Matilde Tacchini
Quella cosa gigante
Kite, 2026. 32 p.
Età 7+
A volte succede che qualcosa di inaspettato e di veramente preoccupante travolga la vita delle persone sconvolgendone l’esistenza. E’ ciò che accade ai tre protagonisti di “Quella cosa gigante” di Matilde Tacchini pubblicato da Kite Edizioni. Tre esserini neri con i capelli rossi, apparentemente una famiglia composta da padre, madre e un figlio, si trovano improvvisamente di fronte a “una cosa” alta, larga, gigante. Ogni loro tentativo di affrontarla, ognuno a modo suo, non sembra portare a nessun risultato, anzi la cosa continua a prendere sempre più spazio. Ignorarla è impossibile e ancora di più disfarsene in tempi brevi. Ad un certo punto i tre si rendono conto che solo una strategia comune li può aiutare a far fronte alla cosa: diventare loro stessi giganti. Mentre i tre studiano come fare e discutono tra di loro, i giorni passano, finché si rendono conto che sono effettivamente diventati “giganti” e che la cosa, pian piano di conseguenza rimpicciolita, non è più un problema.
Chiara
la metafora raccontata da queste pagine: gli ostacoli imprevisti
della vita come una crisi, una perdita, un cambiamento, possono
essere affrontati più facilmente se non ci si prova da soli, ma se
si fa fronte comune, finché quello che sembra un problema si
trasforma in opportunità. Davanti alle situazioni difficili, che si
verificano improvvisamente, ci si trova impreparati e la prima
reazione è quella di cercare di fare qualcosa subito perché tutto
ritorni al più presto come era prima. Spesso, però, questo è solo
causa di inutile frustrazione perché, se il problema non può essere
rimosso e occupa tutto lo spazio mentale ed emozionale, non si può
fare altro che accettarlo e trovare come cambiare il modo di vederlo
e conviverci il meglio possibile.
Un albo delicato che può parlare a lettori di ogni età.
Interessante
il gioco di colori creato su queste pagine da Matilde Tacchini e
basato sulla semplice contrapposizione di nero e rosso su fondo
bianco, una semplicità del tutto apparente, perché l’impatto
compositivo che ne risulta è molto potente. Le varie teorie sulla
percezione di forme e colori, confermano, infatti, che le dimensioni
degli elementi rappresentati è fondamentale per la loro forza, così
come i colori forti, in questo caso il rosso, contribuiscono a dare
loro energia. Forma e colore determinano l’impatto comunicativo
della figura che agisce direttamente sull’emozione di chi la
guarda, prima che il pensiero razionale la cerchi di interpretare. Da
notare, inoltre, che la cosa gigante è rossa, non nera, e ha una
forma arrotondata, apparentemente, morbida, quindi più possibilista,
meno repulsiva e, forse, meno difficile da affrontare che se fosse
stata rigida e spigolosa.
Scrivendo questo commento non ho potuto non pensare a “Abbiamo un problema (un grosso problema)” di Davide Calì e Marco Somà. un altro albo illustrato pubblicato da Kite qualche anno fa e che affronta più o meno lo stesso argomento, con una tecnica narrativa e compositiva completamente diversa, ma, anch’essa di grande effetto. Qui il mio pensiero: Abbiamo un problema
Matilde Tacchini
Quella cosa gigante
Kite, 2026. 32 p.
Età 7+

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