Andrea Tuschka, Rebekka Stelbrink (ill.), Anna Becchi (trad.)
Telefono senza fili.
Nomos, 2026, p. 32
Età 4+
E’ provato che quando, all'interno di un'azienda o di un’organizzazione, un'informazione viene trasmessa attraverso cinque passaggi consecutivi, alla fine arriva soltanto circa il 20% del messaggio originale. Il fenomeno del telefono senza fili – in apparenza semplice gioco per bambini – è diventato particolarmente significativo nel nostro tempo. Come accade nel gioco, tutte le notizie, anche e soprattutto quelle false, spesso si diffondono passando di persona in persona, e nei passaggi vengono arricchite, esagerate e trasformate.
Così, accade in questa storia.
Orso
e Topo sono migliori amici.
Un
bel giorno, però,
litigano furiosamente. Accecato dalla rabbia, Orso se ne va a casa, e
Topo, pieno di risentimento, gli manda
a dire che non
vuole mai più vederlo! Ma il messaggio, che dovrebbe arrivare fino
alla tana di
Orso
sulla cima della montagna, passando di bocca in bocca tra bisbigli e
parole borbottate, giunge completamente diverso da come era stato
pensato. Ma
questo è una fortuna per i due amici, perché entrambi
pentiti di
aver litigato, sentono
moltissimo la mancanza l'uno dell'altro. E
dato che il messaggio è completamente cambiato, a
questo punto nulla
ostacola più la loro riconciliazione.
Chi conosce il gioco del "telefono senza fili" già dal titolo avrà capito che in questa storia non tutto va secondo i piani. Ma a volte è un bene se il destino – o, come in questo caso, un messaggio borbottato e stravolto – ci mette lo zampino.
«Orso, non ti voglio più bene,
non tornare mai più da me!
Avevo ragione io nel nostro litigio
e non mi dispiace affatto!»
Il messaggio passa attraverso un castoro tremolante, una lepre con il naso tappato, una marmotta che borbotta, una colomba quasi sorda e una talpa brontolona. Naturalmente, quando arriva all'Orso, il testo è completamente cambiato:
«Orso, lo sai che ti voglio tanto bene.
Ti prego, torna qui da me!
Avevi ragione tu nel nostro litigio
e mi dispiace terribilmente!»
E la storia si conclude in modo lieto.
«Entrambi dovettero ammettere che essere arrabbiati era stato davvero faticoso. E non era affatto una bella sensazione! I due amici promisero di non separarsi mai più dopo un litigio. Poi mangiarono il dolce al miele, sorrisero raggianti e chiacchierarono di tutto e di niente. Perché il loro mondo era finalmente tornato in perfetto ordine.»
Una
favola sul valore delle scuse, sulle conseguenze (in questo caso
positive) dei fraintendimenti e su un raro caso in cui
un'informazione deformata non provoca un conflitto, ma conduce,
paradossalmente, alla riconciliazione.
Una splendida storia sull'amicizia, con i suoi alti e bassi, sui limiti e sulle possibilità delle parole.
Per dare vita alla storia di Andrea Tuschka, l’illustratrice, Rebekka Stelbrink ha composto le immagini con grande cura artistica, assemblando moltissimi piccoli ritagli, successivamente colorati con acquerelli e colori acrilici. Ha creato, così, originali, coloratissimi e delicati collage capaci di immergere il lettore in suggestivi mondi tridimensionali con un delicato effetto simile a un diorama.
Andrea Tuschka, Rebekka Stelbrink (ill.), Anna Becchi (trad.)
Telefono senza fili.
Nomos, 2026, p. 32
Età 4+

















