venerdì 21 marzo 2025

QUALCHE VOLTA SI CADE - Provaci ancora, cucciolo - Terre di Mezzo


Randall de Sève, Kate Gardiner (ill.), Gioia Sartori (trad.)

Provaci ancora, cucciolo.

Terre di Mezzo, 2025. 40 p.

Età 3+


Mamma orso è rannicchiata tra i rami di un albero e sgranocchia una succosa prugna viola. Dal basso, il piccolo la guarda con desiderio, preoccupato di graffiarsi le zampe e di urtare il naso; soprattutto, il piccolo ha paura di cadere a terra. Alla fine l'orsetto cade, “può capitare. E va bene lo stesso”.

Una sana verità di vita.

Il piccolo lettore che sente questa storia e osserva le illustrazioni, comprende rapidamente il gioco di alternanza, tra i tentennamenti dell’orsetto e le risposte incoraggianti di mamma orsa e indovina subito ogni passo successivo, ipotizzando, assieme al protagonista che la risposta della madre non varierà molto. E da questo entrambi i cuccioli (l’orso e il bambino) prendono coraggio.
Il testo, che si limita al dialogo tra mamma e cucciolo, non lo dice, ma le immagini mostrano che piccolo orso sta progressivamente superando le sue apprensioni e si avvicina sempre più alle prugne. E il frutto, descritto con aggettivi sempre più intensi (maturo, succoso, profumato, ...) ad ogni pagina appare più appetitoso.

Randall De Sève ritrae sapientemente mamma orsa come un'amorevole genitore che, con saggezza e incoraggiamento, guida il piccolo orso dall'alto, pur lasciandogli la libertà di commettere errori e di essere anche un po' maltrattato lungo il cammino. E ciò che segue è una gustosa ricompensa: il piccolo orso ottiene la sua prugna viola.

Le illustrazioni di Kate Gardiner rispecchiano la morbida eleganza del testo con una tavolozza tenue piena di violetto lavanda, marrone chiaro e marrone intenso. Gli orsi sono disegnati in modo semplice ma espressivo, come, per esempio, dove l’orsetto è ritratto con le orecchie all'indietro mentre inizia ad arrampicarsi.

Una bella storia di genitorialità e di infanzia, di come spianare la strada senza appianarla.

Un albo illustrato semplice ma estremamente efficace. La tranquilla sicurezza della mamma è contagiosa e non sorprende vedere il suo piccolo superare una paura dopo l'altra.

Un libro morbido e tenero per bambini piccoli, perché sì, crescere significa rischiare, affrontare le paure e superare i propri limiti. I piccoli lo fanno ogni giorno, anche se sanno che a volte si può cadere.

In chiusura una considerazione sulla traduzione del titolo che non vuole essere una sterile critica, ma uno spunto di riflessione.

Il titolo originale di questo libro è “Sometimes we fall” che viene offerto in italiano con Provaci ancora, cucciolo”. Questa versione, secondo me, cambia il punto di vista sulla narrazione. Nella versione inglese il focus è sulla possibilità che ognuno ha di cadere, di fallire, in quella italiana è sull’invito a tentare di nuovo. La narrazione assume, quindi, una portata diversa che nel titolo italiano mette in mano al cucciolo la possibilità di riuscirci, se continuerà a provare, mentre in quello inglese sembra esserci maggiore accettazione che si può anche fallire. Una sottigliezza? Forse.


Randall de Sève, Kate Gardiner (ill.), Gioia Sartori (trad.)

Provaci ancora, cucciolo.

Terre di Mezzo, 2025. 40 p.

Età 3+

mercoledì 12 marzo 2025

INSIEME VERSO IL FUTURO - Il mondo che verrà - Giralangolo

Robert MacFarlane, Johnny Flynn, Emily Sutton (ill.), Anselmo Roveda (trad.),

Il mondo che verrà

Giralangolo, 2025. 32 p.

Età 6+

In occasione della festa del papà possiamo pensare ad una poesia come regalo. Una poesia che è il testo di un libro illustrato e che è una metafora della vita Questo libro illustrato pubblicato da Giralangolo è “Il mondo che verrà”. Si tratta di un bel lavoro arricchito da illustrazioni vivaci e colorate. Le parole sono frutto della collaborazione tra il cantautore Johnny Flynn e l'autore naturalista Robert Macfarlane, mentre le immagini sono realizzate dalla talentuosa illustratrice Emily Sutton.

Le parole su queste pagine sono il testo della delicata canzone "The moon also rises", scritta a quattro mani dai due autori e il loro ritmo musicale e poetico si percepisce chiaramente alla lettura. Non si tratta di una storia vera e propria, ma della descrizione in poesia di una lunga passeggiata che fanno un padre e un figlio avventurandosi nel bosco. Seguendo il filo di un sogno, il loro camminare li conduce alla scoperta di un paesaggio in continua trasformazione, a esplorare un mondo sempre nuovo, ricco e generoso, che promette un futuro colmo di speranza.

È un emozionante inno al fluire del tempo e alla sua magia, alla bellezza della natura in continuo cambiamento, e al forte legame che unisce padre e figlio.

 

 

Nel panorama che si trasforma e si evolve, proprio come i due protagonisti nel loro viaggio di vita, si avverte un nuovo canto, un futuro ricco di sole e fiori, di silenzio e tuoni, di momenti condivisi, di una positività che si alimenta e diventa quasi tangibile grazie alle splendide e dettagliate illustrazioni.

Un testo dolce e coinvolgente da leggere ad alta voce per assaporare il ritmo delle parole, ma da osservare anche in silenzio per lasciarsi trasportare dai dettagli nella meraviglia delle immagini che insieme compongono.

 

 

 

mercoledì 12 febbraio 2025

PAROLE COME PEPITE D'ORO - La cura delle parole. Cristina Bellemo, Edizioni Messaggero


Cristina Bellemo

La cura delle parole

Edizioni Il Messaggero, 2023

 

ORMEGGIO

(…) Ho pensato a quanto è bella e delicata, la parola ormeggio, anche nel suono. Un ormeggio ti offre di stare al riparo, e di riposare, protegge la storia che porti senza vincolarti a rimanere: puoi ripartire quando lo desideri. Che sollievo potersi sentire al sicuro, deporre le armi, sostare e di nuovo andare, quando si è pronti.

Ecco, pensavo che forse quello che la gente di mare fa con gli ormeggi chi scrive cerca di farlo con le parole: accogliere una storia, qualunque essa sia quando arriva, tenerla al riparo, custodirla, desiderare che prenda il largo, lasciarla andare.” (p. 130)

Ho deciso di cominciare con un una citazione, difficilissimo è stato scegliere quale, la presentazione di questo libro speciale. Un libro dedicato alle parole, al valore delle parole, alla forze e alla fragilità delle parole. Un libro “accogliente” che si mette a servizio della parola, se ne prende cura, la conserva e la tiene pronta per essere usata. E, la parola, a sua volta, si mette al servizio di chi la cerca, la sceglie e la usa. “Aver cura delle parole nelle relazioni è un gesto di umanità, di responsabilità e partecipazione”. Una parola non vale l’altra. Scegliere bene quali parole usare contribuisce a cambiare il proprio mondo e il mondo in genere. “La cura delle parole può restituire parole che si prendono cura di noi, anche se la reciprocità non è così lineare e automatica” (p.11).

Da qui l’idea di base di questo libro: raccogliere parole come pepite d’oro che, intessute, custodite, avvicinate e combinate tra loro raccontano storie, le conservano e rendono presenti e vive le persone che le narrano. Le parole possono essere leggere e lievi o pesanti, taglienti, opprimenti. Le parole possono illuminare o gettare nel buio. Le parole possono essere misteriose e intriganti, o sciatte e banali. Sta a chi le usa porre attenzione nello sceglierle e abitarle.

Questo libro non è un saggio, non è neanche narrativa, non è poesia. E tutto questo insieme. Strutturato come un dizionario strettamente non in ordine alfabetico propone un’ottantina di parole attraverso storie, aneddoti, pensieri, esperienze personali, riflessioni, poesie, citazioni, voci diverse che danno loro vita, andando nel profondo del loro valore.

Un libro che si può leggere di seguito o “spizzicare” qua e là scegliendo il termine che più ci attira, con l’avvertenza che lette le pagine relative a una parola, non si può non leggerne altre e poi altre ancora, in un procedere quasi narrativo che avvolge e coinvolge.

Cristina Bellemo

La cura delle parole

Edizioni Il Messaggero, 2023

 

giovedì 30 gennaio 2025

QUANDO CONVIENE ESSERE SE STESSI - L'abito non fa il lupo - Giralangolo

L’abito non fa il lupo.

Sid Sharp, Miriam Pedata (trad.)

Giralangolo, 2024

Età 7+

Mettersi nei panni, o meglio, nella pelle degli altri di solito è un buon esercizio. Non, però, nella storia raccontata da Sid Sharp in “L’abito non fa il lupo” edito da Giralangolo.

Si tratta della vicenda di Greg Depecoris, una dolce pecora amante dei fiori e delle more, che non desidera altro che vivere in tutta tranquillità nella sua casetta passando il tempo cucendo trapunte colorate. Purtroppo, però, ogni tanto deve uscire per procurarsi del cibo e, ogni volta, rischia di diventare il pranzo di qualcun altro. La foresta intorno alla sua casa, infatti, è piena di lupi e ogni uscita potrebbe essere l’ultima. Così, un giorno, stanco di vivere nella paura, a Greg Depecoris viene l’idea di mettere in campo le sue abilità sartoriali per cucirsi un abito da lupo. Detto fatto, il costume è presto cucito con tanto di orecchie a punta, naso lungo e coda pelosa. Travestito e sicuro di sé, Greg esce per rendersi conto, però, che essere lupo lo mette di fronte alla situazione di agire da lupo a sua volta e, soprattutto, di dover interagire con gli altri lupi. Così mascherato, però, non può esimersi dal fare il lupo e finisce con l’accordarsi con gli altri per trovarsi la sera a ululare insieme alla luna.

Muovendosi tra i cespugli della foresta, però, il costume da lupo incomincia a scucirsi e a lasciar vedere la lana bianca. La situazione sembra senza uscita, ma in realtà svela una piacevole sorpresa.

Questa di Greg è una storia divertente e simpatica. Raccontata a fumetti e divisa in quattro capitoli, è adatta ai bambini intorno ai 7 anni, quando incominciano a leggere da soli e cercano storie un po’ “corpose” ma non “troppo scritte”. In questo libro la trama non è banale né subito risolta, ma allo stesso tempo il testo non sovraccarica le coloratissime tavole che lo aiutano nella narrazione della vicenda che, in questo modo, può godere di tutto lo spazio di cui ha bisogno. Greg Depecoris è un personaggio ben delineato e ogni fase della sua storia è ben articolata, il tutto senza compromettere il ritmo sostenuto della storia.

Interessante lo stile delle illustrazioni che sono semplici ma non banali, con dettagli sufficienti a mantenere il lettore visivamente impegnato, anche perché importanti per lo svolgimento della trama.

Una grafica accattivante, non troppo spaventosa (considerato che il libro può essere proposto anche in lettura condivisa ai bambini un po’ più piccoli), in alcuni punti abbastanza realistica (soprattutto le espressioni del viso di Greg) e capace di rendere la visione dei lupi divertente per il lettore e molto vicina a quella che si può presumere abbia una pecora spaventata.

Sid Sharp usa l'ironia per sbeffeggiare il timore degli altri, mettendoci di fronte alle maschere che indossiamo per paura di non essere accettati. E tra una risata e l'altra, sarà bello chiedersi: ma noi, veramente, chi siamo?

Nel complesso un libro che si apprezza per il modo diverso di rappresentare pecore e lupi e per, sotto sotto mostrare, che le maschere che a volte le persone indossano per essere accettate, non sempre funzionano. Anzi, per trovare dei veri amici è molto meglio essere se stessi. Quando, poi, ansie, paure e difficoltà si affrontano insieme, tutto sembra meno spaventoso e difficile. Anche perché, forse, non tutti sono lupi come sembrano.

Un umorismo intelligente che, evidenziando le pressioni del conformismo, ribalta la più “comune” immagine del lupo travestito da pecora.


Sid Sharp, Miriam Pedata (trad.)

L’abito non fa il lupo.

Giralangolo, 2024

Età 7+

domenica 12 gennaio 2025

FINCHE' SI E' UTILI ... - Ferdo, il gigante alato - Caissa Italia Kids

Ferdo, il gigante alato

Andreja Peklar

Caissa Italia Kids, 2025 . 32 p.

età 5tol+
 

E’ tutta una questione di dimensioni quella cui ruota intorno la storia di “Ferdo, il gigante alato”, un grosso uccello grigiastro uscito dalla matita di Andreja Peklar. Dimensioni che simboleggiano, in fondo, la sua diversità e la sua difficoltà a trovare un posto nel mondo degli uomini dove, uscito dalla foresta, Ferdo si avventura e prova a vivere. Non basta, infatti, la sua disponibilità ad aiutare tutti, a far giocare i bambini, a alleviare le fatiche di lavoro pesanti per farlo accettare: finchè è “utile” tutti tollerano la sua presenza e gli stanno vicino, ma nel momento in cui una sua debolezza crea disagio a qualcuno, Ferdo viene sgridato e cacciato in malo modo. La sua tristezza e solitudine riempiono di grigio tutta una doppia pagina e la narrazione della storia sembra proprio non volgere verso un finale positivo. Per fortuna, però, non tutti gli esseri di “dimensioni e colori normali” (cosa voglia dire normali, poi è un’altra questione) sono uguali e Ferdo, grosso e grigio, trova sostegno in un piccolo uccellino rosso che gli suggerisce un’inaspettata via d’uscita.

Questa è la storia che raccontano le belle e originali illustrazioni di questo albo illustrato senza parole pubblicato da Caissa Italia Kids. Una storia a cavallo tra tradizione (quelle di cui l’autrice è esperta e dalle quali trae ispirazione) e contemporaneità (tema e valori dell’accettazione del nuovo, del diverso, della tolleranza e dell’empatia) resa attraverso un design particolare e interessante, dalla forte carica comunicativa. Un albo senza parole che lascia spazio all’osservazione e all’interpretazione che può dare ogni lettore, ma che, comunque, sotto sotto, come una sceneggiatura, guida la narrazione verso un finale preciso. Per narrare la storia, è, però, assolutamente importante che il lettore osservi i dettagli delle illustrazioni e le osservi bene tutte, a partire da quella iniziale che è posta prima del frontespizio, fino all’ultima che sembra essere posta dopo la fine della storia. Queste due immagini, infatti, creano la cornice narrativa che dà significato a tutte le altre.

In questo libro l’espressività di occhi, volti o musi e gesti veicola concetti universali che, rappresentati su fondo bianco, non sono legati ad un tempo o ad un luogo precisi.

Come è noto, la capacità di guidare il lettore senza imporre è caratteristica di valore dei silent books e questo né è indubbiamente ricco.


giovedì 2 gennaio 2025

LA MAGIA DEI NONNI - Kate che voleva diventare un nonno - Sinnos

Kate, la bambina che voleva diventare un nonno

Signe Viska, Elina Braslina (ill.)

Sinnos, 2024. 36 p.

Età 5+

Si sa che il rapporto tra nonni e nipoti è sempre speciale. Il nonno è una figura affascinante che, raffrontato al genitore, di solito ha per il bambino un impatto diverso. Il nonno è permissivo, sa tante cose, racconta storie e nelle sue tasche c’è sempre qualcosa di speciale. Sono queste e molte altre le motivazioni che portano Kate a rispondere “il nonno” alla domanda “cosa vuoi fare da grande?”

Kate, bambina dal forte carattere, passionale e determinata, è la protagonista di questo albo illustrato interessante e originale. La sua ambizione è sostenuta da ciò che vede nel nonno, una persona tranquilla che vive una vita calma e pacifica. Il mondo del nonno è semplice e per questo attraente e Kate pensa che per entraci si debba assomigliare esteriormente al nonno. Così si ingegna per avere mani grandi, tasche capienti e capelli bianchi. Il nonno sta al gioco e fa sentire la bambina un “vero nonno”.


Il valore di questo libro, oltre che nell’originalità della storia, sta anche nella sua narrazione che risulta da un equilibrato rapporto tra immagini e parole. Il testo è divertente e incalzante, facile per la lettura autonoma, ma non semplicistico. Il font di grandi dimensioni e le caratteristiche
di alta leggibilità lo rendono adatto per i primi lettori impegnati nel complesso passaggio dall’ascoltare al leggere, dai libri con tante figure a quelli che progressivamente passano alla sola parola scritta. La caratterizzazione grafica di Kate, poi, è molto azzeccata nella sua unicità e vividezza. Anche la tecnica a matita colorata è interessante e rende le figure molto dinamiche, oltre che farle risultare una sorta di invito per i bambini a copiarle per far sì che questa storia entri ancora di più nel loro immaginario e la possano poi rielaborare in autonomia.