PONY
R.J. Palacio - traduzione di Mario Sala Gallini
Giunti, 2022. p. 321
Età +12
Siamo nel 1860. Silas Bird ha 12
anni e vive con suo padre, un immigrato scozzese fabbricante di
stivali e fotografo sperimentale, nei pressi della città immaginaria
di Boneville, nell'Ohio. Con loro c’è anche Mittenwool, un
fantasma che solo Silas può vedere, ma di cui anche suo padre
accetta l’esistenza. Una notte, tre uomini armati si presentano a
casa e insistono perché il padre di Silas vada con loro per
concludere certi affari. Lui accetta e promette di tornare al massimo
entro una settimana e si allontana a cavallo con gli sconosciuti. Il
mattino dopo, però, quando un pony che uno degli uomini stava
conducendo, torna alla fattoria, Silas decide di seguirlo, sicuro che
lo porterà dal padre. Per Silas non è facile decidere di seguire
l’animale, perchè questo significa affrontare l'antico terrore che
ha della foresta, incontrare i fantasmi che ci vivono e fare i conti
con le sue molte altre paure. Ma lui parte lo stesso, accompagnato da Mittenwool.
La
storia si sviluppa in una serie di capitoli pieni di avventure e di
colpi di scena, con fantasmi che appaiono spaventando Silas oppure aiutandolo, mentre
uomini buoni si prendono cura di lui e altri, più malvagi, cercano
di fermarlo nella sua impresa. I capitoli sono introdotti da veri
dagherrotipi e vere vecchie fotografie in bianco e nero che, come
dice l’autrice nelle note finali, danno un possibile volto ai vari
personaggi, aiutando il lettore nell’immaginare i protagonisti
della storia. Sulla copertina, uguale a quella della versione
originale americana,
si vede Pony, il
cavallo altro protagonista importante della storia, insieme a Silas.
La
narrazione degli eventi è accompagnata da dettagliate descrizioni
degli ambienti delle
foreste e delle praterie del Far West americano
dove si svolgono, e da momenti di riflessione di Silas che, un po’
parlando con Mittenwool, e un po’ pensando tra sé e sé,
cerca di dare un senso a ciò che gli sta succedendo e di
interpretare ciò di cui fino ad ora, nella sua breve vita, gli è
toccato fare esperienza.
La
scrittura di R. J. Palacio è
piacevole e scorrevole, con dettagli interessanti e passaggi
molto coinvolgenti. La trama è intrigante e alla fine tutti i
tasselli trovano il loro posto, anche se per alcuni un po’
forzatamente. Oltre a questo,però, ci sono alcuni altri aspetti che
lasciano perplesso il lettore più sensibile ed attento. Silas, per
esempio, nelle sue riflessioni e nel suo descrivere i fatti, a volte
sembra molto più giovane dei 12 anni, che dice di avere, e altre
volte molto più maturo. Anche la presentazione dei fantasmi è
incoerente: alcuni si possono vedere, altri no e con alcuni Silas fa
confusione, non riconoscendoli come tali o, al contrario, credendo
che persone vive siano fantasmi.
Lo stesso
Pony, protagonista assoluto di diversi punti della trama, non sembra
un vero cavallo, ma un essere quasi magico. Si potrebbe anche
puntualizzare sulle improbabili lunghissime cavalcate di Silas anche
se è alle prime armi come cavaliere. Inoltre, né Silas né Pony
mostrano segni di stanchezza dopo l’epica impresa clou della
storia.
J. R. Palacio ha voluto mettere molta (forse troppa) carne al
fuoco dentro questo romanzo, appesantendone e rallentandone la
narrazione. Ci troviamo, infatti, elementi di storia americana,
storia della fotografia, spiritismo, contraffazione, cultura
materiale dei primi coloni e degli indigeni, passione per i vecchi
strumenti musicali, … . Lei stessa inizia la sua “Nota
dell’autrice” scrivendo: “Ho passato molti anni a fare
ricerche per questo libro, ma spero che leggendolo non ce ne si
accorga”. Purtroppo non è così.
Nel
complesso “Pony” è una storia di crescita, di amore, di amicizia
e di giustizia, che si apprezza più per la trama e per il livello
linguistico con cui è raccontata, piuttosto che per tutto il
costrutto in cui l’autrice l’ha inserita.