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martedì 19 maggio 2026

Decisioni prese con rabbia - ME NE VADO! - Lapis

MimHéloïse Solt (ill.), Davide Calì (trad.)

Me ne vado!

Lapis, 2026. 32 p.

età 4+

 

 

Le storie di “vita bambina” sono, insieme con le storie da ridere, quelle che più vengono apprezzate dai bambini. Lapis Edizioni ce ne propone una in questo divertente quanto verosimile albo illustrato.

Mattia è un bambino. E come tutti i bambini, a volte si arrabbia. Oggi è per lui proprio una brutta giornata: a scuola bisticcia con i compagnie e la maestra lo sgrida perché urla forte, troppo forte. Arrivato a casa è più arrabbiato che mai. Si chiude in camera e cerca qualcosa da fare, ma non ha voglia di nulla. Dopo un po’ gli viene l’idea di disegnare con i pennelli e i colori, ma la sua mamma gli dice che è ora di cena e quindi troppo tardi per mettersi a dipingere. Allora, Mattia urla ancora più forte! Sempre più arrabbiato prende una decisione drastica ed esclama: “Basta, me ne vado”.
 Con nello zaino i giochi preferiti, Mattia pensa di andarsene, di lasciare la casa, la sua mamma, la maestra e i compagni. Peggio per loro … . La sua meta è l’Africa! Mattia si prepara con cura, ma la sua mamma trova il modo di fargli pensare ad altro e rimandare il proposito. Perché dietro ogni grande fuga c’è quasi sempre un bambino arrabbiato che ha solo bisogno di sentirsi capito. Al piccolo lettore, che non potrà non riconoscersi negli scatti d’ira di Mattia, non resta che mettersi a ridere insieme con i grandi che leggono con lui.

Un albo illustrato divertente e colorato. Le illustrazioni con le esilaranti espressioni facciali di Mattia e l’avvolgente la dolcezza con cui la sua mamma lo guarda, coinvolgono bambini e adulti con simpatia e ironia. Come il testo, anch’esse sono perfettamente all’altezza della situazione che raccontano. Una storia dal tono tenero, dedicata a quei grandi scatti d'ira che i bambini non riescono a gestire e che possono sopraffarli fino a spingerli, a volte, a prendere decisioni esagerate. La mamma di Mattia, però, sa affrontare la situazione con strategica dolcezza e benevolenza e, perciò, in questo libro che ben si inserisce nella quotidianità familiare, permette anche ai genitori di riconoscersi nella gestioni di momenti di tensione come questo. Un duo di autrice e illustratrice di talento che esprimono qui appieno la loro abilità nel trasporre, in immagini e parole, le emozioni e nel creare un realismo che parla a tutti.


Mim, Héloise Solt (ill.), Davide Calì (trad.)

Me ne vado!

Lapis, 2026. 32 p.

età 4+

 

mercoledì 17 dicembre 2025

Divagazioni: PERDERSI E RITROVARSI. Sentieri – Kite


Sentieri. 

Guia Risari, Andrea Calisi (ill.)

Kite, 2025. – 40 p.

Per gli adulti


Una poesia per un camminare che è scoperta di sé. Una poesia per un camminare che è incontro con l’altro. Una serie di suggestioni visive che metaforicamente rimandano ad un bisogno che ognuno ha di trovare una direzione nella propria vita anche se la sensazione è quella di essersi persi in un luogo difficile da attraversare.

Questo è il bellissimo libro illustrato di Guia Risari e Andrea Calisi. Ma non solo. La sua ricchezza di testo e di immagini è talmente grande che ogni (ri-)lettura diventa un’esperienza nuova.

Non c’è una trama, non c’è una storia, perché queste pagine sono la trama e la storia di ogni lettore.

Parole e immagini creano ad ogni pagina un quadro che rappresenta un momento del cammino di ciascuno di noi, del suo perdersi, del suo ritrovare la strada, del suo incontrare qualcuno per proseguire insieme sul sentiero.

Pur apparendo come un albo illustrato, in realtà, tecnicamente non lo è. Ma non vuole neanche esserlo. E’ un libro illustrato che abilmente accompagna le parole con quadri che fanno pensare, senza ovviamente volerle imitare, a opere d’arte bellissime quali i lavori di Monet e di Gauguin. In essi la potenza della natura unita a quella delle parole, dei pensieri, dell’animo umano tutto, puntano ad una risonanza profonda e potente espressa da versi come “A volte lotto contro il vento e sfido il tempo col mio corpooppure “tutti i giorni imparo a perdermi e a ritrovare la strada”, oppure “Cammino seguendo le meraviglie che abitano il bosco”.

Un libro per i grandi da leggere e rileggere come una poesia, osservare e rio-osservare come un quadro, soffermandosi su ogni pagina, scritta o illustrata che sia. Un viaggio introspettivo sul sentiero della vita che si sviluppa dal primo interno di copertina a quello finale, seguendo la linearità dell’esistenza e la circolarità del pensiero che continua a tornare su se stesso approfondendo la conoscenza dell’essere umano che lo concepisce.

Non è un libro semplice, né immediato e il suo valore sta sia nella contemplazione gratuita della bellezza che propone, sia nell’impegno di un’eventuale lettura interpretativa che richiede.

 

Sentieri.

Guia Risari, Andrea Calisi (ill.)

Kite, 2025. – 40 p.

Per gli adulti


mercoledì 22 ottobre 2025

IL MONDO AL LIMITE - La ragazza pesce - Camelozampa

La ragazza pesce.

Søren Jessen, Eva Valvo (trad.)

Camelozampa, 2025. 116 p.

Età 10+


Non è un classico libro di narrativa illustrata, non è una graphic novel in senso stretto, non è un albo illustrato, non è un libro con le figure. E’ un po’ di tutti questi. Sto parlando di “La ragazza pesce” del pluripremiato autore e illustratore danese Søren Jessen proposto da Camelozampa.

Sicuramente è un libro che cattura e avvolge il lettore sia per come è costruito, sia per la storia che racconta. La storia è quella di Frede e di sua sorella maggiore, di cui non il lettore non conoscerà mai il nome, raccontata da quest’ultima in prima persona. Frede è un ragazzino neurodivergente, probabilmente autistico e di lui si prende cura la sorella dal momento che i loro genitori non sono con loro. Una forte tempesta d’acqua ha, infatti travolto e allagato tutto il circondario, salvando, per fortuna, la loro casa che si trova su una collina. I due ragazzini, però, non sanno nulla dei loro genitori usciti prima del disastro per andare al lavoro. Avvolti dal buio, dal vento e dall’acqua, senza telefono, aspettano chiusi in casa il loro ritorno e l’arrivo dei soccorsi. Frede ha una forte passione per i dinosauri ed è attraverso un modellino di brachiosauro che esprime le sue emozioni. La sorella lo sa è cerca di distrarlo giocando con lui sotto il tavolo dove sembrano essere più protetti, mentre l’acqua fuori continua a salire. La ragazza racconta al lettore ciò che sta succedendo, ma al contempo lo fa partecipe dei suoi pensieri, dei suoi tentativi per farsi aiutare, delle sue emozioni in un crescendo di tensione che tiene incollati alle pagine. Finchè un elicottero non sorvola la zona. Ma come farsi notare?


Ambientata in un mondo distopico, la storia è il racconto della rivalsa della natura sull’uomo che l’ha messa a dura prova. E’ la presa di coscienza di quante cose sono (o sembrano) essenziali alla vita e alla salvezza dell’uomo. E’ una descrizione di un futuro, neanche troppo lontano, in cui il cambiamento climatico arriva alle sue estreme conseguenze. Allo stesso tempo, leggendo, viene spontaneo collegare ciò che avviene nel mondo esterno ai pensieri e ai cambiamenti che si muovono dentro la ragazza e sul coraggio che lei deve possedere per affrontare tutto ciò che succede dentro e fuori di lei, con in più la responsabilità verso gli altri, il suo fratellino in primis.

Una storia angosciante e potente con un finale comunque positivo, che apre alla speranza.


Tecnicamente la storia è resa dal sapiente dosaggio di testo e di illustrazioni. Un’alternanza irregolare dei due codici che non permette al lettore di abbandonare l’attenzione. Il testo è chiaro, diretto e preciso, evocative, ma anche perturbanti le illustrazioni, che con le tonalità dell’azzuro-blu e del verde-nero, rendono bene questo mondo fuori dal mondo.

Ma c’è anche molto di non detto, molto lasciato al “lavoro” del lettore, ed è in questo spazio che prende forma un’altra storia, diversa per tutti. Un contenuto che si mette in diretto contatto con ciò che ognuno porta dentro di sé, nel suo bagaglio di esperienze, nel suo mondo emotivo.

 

La ragazza pesce.

Søren Jessen, Eva Valvo (trad.)

Camelozampa, 2025. 116 p.

Età 10+


venerdì 8 agosto 2025

Divagazioni: IL VALORE DEI PICCOLI-GRANDI GESTI. Le grandi mani di mio padre - Quinto Quarto

 

Choi Deok-Kyu

Le grandi mani di mio padre. 

Quinto Quarto, 2024

per gli adulti

 

Le mani dei padri hanno da sempre occupato un ruolo centrale nelle narrazioni. La loro forza, unita a una durezza solo apparente, crea una potente immagine metaforica quando viene accostata alla delicata fragilità di un neonato: strumenti di lavoro che si trasformano in veicoli di cura e tenerezza. Come il titolo chiaramente anticipia è su questo tema si sviluppa il capolavoro “Le grandi mani di mio padre”, raffinato libro del coreano Choi Deok-Kyu.

 

Il libro racconta una storia centrata sul tema del proteggere e del prendersi cura. Una storia di sole immagini che, seguendo un duplice filo, di pagina in pagina sviluppa parallelamente la descrizione della profonda relazione che c’è tra i due protagonisti. Sul lato sinistro, le illustrazioni sono racchiuse in un cerchio come fossero guardate attraverso un cannocchiale metaforicamente puntato sul passato. A destra, invece, immagini a tutta pagina che attualizzano e amplificano la portata narrativa. Da una parte, il padre si prende cura del proprio neonato; dall’altra, la prospettiva si ribalta e mostra il figlio adulto che si dedica alle attenzioni verso l’anziano genitore.

Un libro attentamente studiato sia nella scelta dei colori sia nei particolari ricorrenti come per esempio gli occhiali che fanno da trait d’union tra le due storie. Il bambino cresce e diventa uomo e da oggetto di attenzioni diventa attore di gesti d’amore che vanno oltre ogni tempo come allacciare le scarpe, aiutare a lavarsi, dar da mangiare, abbottonare la camicia. Semplici gesti che alimentano la profonda intimità tra i due personaggi e sottolineano la generosa apertura dell’uno verso l’altro.

L’evoluzione della relazione tra padre e figlio è rappresentata nella sua ideale continuità di amore intergenerazionale e, nonostante si parli anche di perdita e di dolore, non si cade nel fatalismo. In queste pagine, inoltre, non c’è una figura materna, tuttavia non se ne sente la mancanza: la relazione tra padre e figlio è esplorata nella sua intensa e specifica esclusività e la sensazione è che una mamma da qualche parte c’è, ma questo, senza volerla per qualche motivo escluderla, non è il suo spazio.

Il fatto che si tratti di un libro senza parole ne amplifica la portata perché universalizza la narrazione e ogni lettore può fare la sua lettura personale e trovare spunti di riflessione individuale. Anche per questo il libro, nella sua dolcezza, può risultare anche molto forte, può risvegliare ricordi piacevoli, ma anche molto dolorosi, può evocare situazione di grande amore, ma anche grandi sensi di colpa. Si tratta, quindi, di un libro che, se pur leggibile anche con i bambini, è dedicato, soprattutto, ai lettori adulti perché, nel suo fulcro di significato tocca corde profonde sul tema universale della cura affettiva e delle responsabilità familiari. Le illustrazioni (e qui ricordo di non dimenticare di osservare copertina, interni di copertina e la pagina del colophon), rappresentando momenti di quotidianità, diventano potenti contenitori di emozioni profonde: gioia, tristezza, amore e senso di responsabilità.

 

venerdì 13 settembre 2024

Divagazioni: LEGGERE A OGNI ETA'

Dietro la lavagna

A cura di Elisabetta Vanzetta

Illustrazioni di Anna Formilan

Erickson, EricksonLive, 2024 – 64 p.

per tutti

Non è senza imbarazzo che mi permetto di scrivere su questo blog di un un lavoro che ho curato io. Perdonatemi la presunzione, ma credo sia importante pensare e diffondere l’idea che ascoltare, narrare e leggere storie è fondamentale e, soprattutto un piacere, ad ogni età e in qualsiasi occasione e condizione. Per questo desidero scrivere di questo libro illustrato pensato per le persone anziane con le storie scritte dal gruppo di anziani del Centro d’Incontro “Star ensema” della val di Fassa (TN), con la collaborazione degli operatori della Cooperativa Sociale Le Rais e i volontari dell'Associazione Rencureme, durante una serie di appuntamenti di laboratorio di narrazione condivisa che ho guidato all’inizio di quest’anno.

Si tratta di quattro storie inventate sulla base di ricordi di scuola. Storie semplici raccolte in un libro illustrato che vuole offrire un momento di piacevole passatempo alle persone anziane, anche fragili, e a chi sta loro vicino, ma anche dei materiali di lettura sui quali lavorare in contesti vari di cura e di aggregazione per allenare ricordi, condividere altre narrazioni, per sollecitare competenze cognitive, emozionali, sociali e relazionali.

Spesso nei laboratori di lettura con le persone anziane vengono usati libri illustrati pensati per i bambini. Questo ha voluto nascere come libro illustrato scritto per e con gli anziani, con dei contenuti che possano avvicinarsi al loro vissuto e in cui loro possano ritrovare momenti del loro passato.

Gli autori di queste storie sono Adriana, Annamaria, Elsa, Enrica, Fortunata, Gemma, Giovanna, Giovanni G., Giovanni P., Giovanni S., Giulietta, Giuseppina, Lina, Maria Assunta, Maria Loreta, Maria Maddalena, Mariangela e Rita, oltre agli operatori della Cooperativa Sociale Le Rais e dei volontari di Rencureme. Anna Formilan ne ha curato le bellissime illustrazioni.

L’idea di scrivere queste storie è venuta a me e alla psicologa Martina Volcan, che segue il Centro, come alternativa ai laboratori di lettura che conduciamo mensilmente. Partendo dal tema comune della scuola e dai ricordi dell’esperienza di ciascuno, in cinque incontri, gli anziani hanno lavorato in piccoli gruppi e inventato le quattro storie presenti nel libro. Scrivere le storie è stato un importante percorso di stimolazione per queste persone che hanno lavorato insieme e il loro entusiasmo né stata testimonianza.

L’illustratrice Anna Formilan ha studiato le immagini appostamente per un libro dedicato ad un pubblico di anziani e di adulti. Illustrazioni che accompagnano il testo, senza ripeterlo pari pari, ma interpretandolo in maniera molto creativa e, pur con elementi molto realistici, lasciando spazio all’osservazione e alla fantasia del lettore. Per facilitare anche chi ha problemi di vista si è deciso per una font ad alta leggibilità e dei caratteri molto grandi e spaziati, in un formato arioso, ma anche maneggevole.

Il libro è stato pubblicato con il sostegno dell’Associazione Rencureme, del Comun General de Fascia e Spazio Argento. Il libro si può richiedere a rencureme@gmail.com o è acquistabile e scaricabile su EricksonLive

Cosa sono i Centri d’Incontro?

Il progetto “Centri d’Incontro Fiemme e Fassa” è una proposta rivolta alla fascia di popolazione anziana e, nello specifico, a chi presenta particolari fragilità come isolamento, solitudine, depressione o livello iniziale di decadimento cognitivo. Il progetto è portato avanti in sinergia da numerose realtà presenti sul territorio tra cui la Comunità territoriale della Valle di Fiemme, il Comun General de Fascia, l’APSS, l’Associazione Rencureme ODV e la Cooperativa Sociale Le Rais.

I Centri d’Incontro “Star ensema” in val di Fassa (TN) e “I sempreverdi” in Val di Fiemme (TN), arricchiscono dal 2021 i servizi già presenti sul territorio, offrendo un intervento psicosociale a bassa soglia con un approccio integrato volto a fornire supporto professionale sia alla persona anziana con principio di demenza sia al suo caregiver.

La proposta si basa sul programma MCSP - Meeting Centres Support Programme - nato in Olanda per supportare le persone anziane nelle fasi iniziali della malattia e i loro familiari. Nel complesso si tratta di luoghi di aggregazione psico-sociale le cui attività seguono un protocollo d’intervento validato scientificamente.

Tutte le attività dei Centri d’Incontro di Fiemme e Fassa vengono proposte secondo il modello CST (Terapia di Stimolazione Cognitiva) dell’Università degli Studi di Padova con un approccio centrato sulla persona che permette di riconoscere il valore e le risorse dell’individuo, al di là dei sintomi con cui il suo disturbo si manifesta. Scopo degli incontri è favorire, attraverso stimolazione cognitiva, musicoterapia, biblioterapia, ginnastica dolce e altre attività creative, il linguaggio, la partecipazione e lo stare insieme, valorizzando le risorse cognitive residue della persona, così come le sue competenze emotive, sociali e relazionali, assicurando la sua crescita personale, una buona qualità di vita e, in generale, il suo benessere.


 

lunedì 26 febbraio 2024

SCOPRIRE L'AMICIZIA

Davide Calì, Richolly Rosazza (ill.)

E’ primavera Signor Alce!

Kite, 2024. 32 p.

Età +5


Davide Calì, Richolly Rosazza (ill.)

Il Signor Alce

Kite, 2021. 36 p.

Età +5

 

Il Signor Alce è un tipo solitario e molto abitudinario. Lo abbiamo conosciuto qualche anno fa quando, nel prepararsi all’inverno, ha scoperto che le tarme avevano distrutto il suo maglione rosso. Non potendolo aggiustare, ha deciso con fatica di andare a comperarne un altro. Andare tra la gente, soprattutto chiacchierona e invadente, è per lui una vera tortura. Così, arrivato al negozio, si guarda velocemente in giro e compra un maglione identico a quello che aveva. Veloce torna a casa e, solo come sempre, torna alle sue occupazioni. Un giorno, mentre è nell’emporio per dei croccantini per la gatta, viene a sapere che il Signor Bruno, l’orso carpentiere, si è rotto una gamba ed è costretto a stare a casa. Per fortuna alcuni abitanti del villaggio si sono offerti di andarlo ad aiutare, e così anche il Signor Alce inizia a fargli visita. In realtà gli altri non vanno a casa di Bruno con grande assiduità, mentre Alce sì e, pian piano, tra loro nasce una timida amicizia.

Da allora il Signor Alce è un po’ meno solitario e la sua routine fatta di vita in casa con la gatta Morgana a occuparsi delle sue cose e mangiando torta di cipolle, biscotti, castagne, crostate, funghi e strudel, è solo un lontano ricordo.

Con il signor Bruno, infatti, sono diventati migliori amici e si fanno visita quotidianamente spartendo il tepore del focolare casalingo di uno o dell’altro, te e biscotti, qualche parola e molti silenzi. Alce e Bruno, infatti, non hanno molto da dirsi. La loro amicizia, però, è comunque sincera perché tra loro ogni cosa non ha bisogno di spiegazione e nasce dal cuore.

Nessuno dei due avrebbe mai detto, che dopo una vita in solitudine avrebbero scoperto la bellezza dell’amicizia.



Nel secondo libro appena pubblicato si racconta di Alce e di Bruno che in vista della bella stagione pensano di andare a pescare insieme. Alce ricorda di avere due canne da pesca nel suo magazzino, ma c’è troppo disordine e non riesce a trovarle. I due amici iniziano, così, a riordinare il capanno: c’è così tanta roba che non ci si muove. Pian piano tutto entra nelle scatole o viene buttato e, alla fine, ovviamente, le canne da pesca saltano fuori.

Le storie “Il Signor Alce” e “E’ primavera Signor Alce!” sono due storie lineari con una narrazione scorrevole accompagnata da illustrazioni dai colori tenui e caldi. L’atmosfera che si percepisce leggendo e osservando queste pagine è un’atmosfera di pace e tranquillità. La vita dei due scorre lenta e senza grandi scossoni, non si agitano, non perdono la pazienza. Anche l’ambiente dove vivono è pacifico. Difronte a tanta calma, i lettori non possono rimanerne staccati. Pagina dopo pagina, infatti, questo stato di quiete si trasmette anche a loro, a chi legge per sé, a chi legge ad alta voce per gli altri, a chi ascolta.

Anche la natura riflette in queste storie due momenti di particolare tranquillità nel corso dell’anno quali sono l’arrivo dell’autunno, nel primo libro, e quello della primavera nel secondo. Autunno e primavera, infatti, sono due stagioni di passaggio, dalle caratteristiche meno definite e impattanti della calda estate o del freddo inverno. Rappresentano rispettivamente un momento di abbandono verso il sonno e il riposo dell’inverno e il momento del risveglio verso l’estate. E la vita di Alce e di Bruno segue i ritmi lenti e cadenzati delle stagioni, rispecchiandone l’atmosfera.

Le illustrazioni di Richolly Rosazza con il suo tipico stile onirico e sognatore, sono perfette per queste narrazioni. L’uso delicato del colore è attento e studiato per sottolineare le sfumature delle stagioni, del carattere dei personaggi, delle relazioni tra di loro, delle loro emozioni. Un approccio ben diverso dalla standardizzazione dei colori delle emozioni e degli stati d’animo che si ritrovano in tanti libri tutti uguali per la gamma cromatica piatta troppo facilmente riconoscibile in tutti. Come l’uso dei colori, anche la realizzazione grafica di Rosazza è molto incisiva. Si tratta di figure suggestive, fantastiche e meravigliose che narrano col testo di situazioni reali e concrete. Figure bizzarre e inconsuete, curiose e attraenti, ricche di potenza comunicativa.

Quelle del Signor Alce sono due storie perfette per un momento di coccola, per una pausa dal caos della giornata, per avvicinarsi al momento della nanna.


mercoledì 9 agosto 2023

TANTO AMORE NON PUO' MORIRE


Moni Nilsson, Samanta K. Milton Knowles (trad.)

Tanto amore non può morire

Uovonero, 2023 – 138 p.

Età: 11+

 La prima cosa che colpisce di questo libro è la copertina. Ci vuole coraggio a mettere una bara, se pur tutta decorata, sulla copertina di un libro per ragazzi. Non sulla copertina di una storia di paura o un giallo, ma di una storia “seria”, una storia che potrebbe benissimo essere vera. Ci viene da pensare che solo gli autori che provengono dal profondo nord, di solito, hanno la capacità e la forza di affrontare di petto gli argomenti più difficili nei libri per i ragazzi e di farlo in modo quasi spiazzante per onestà e diretta concretezza. Sicuramente è il caso di questo libro che parla di morte, di distacco, di lutto. E sicuramente è un libro uscito dalla penna di una scrittrice nordica, svedese per la precisione. Però la copertina è un progetto grafico tedesco elaborato per la sua traduzione. La copertina originale dell’edizione svedese, invece, è quasi “anonima”, e comunque molto meno impattante di questa. Interessante, però, il lavoro tedesco, come se il coraggio di cui parlavo prima, in qualche modo cominciasse (giustamente) a diffondersi.

Tutto questo preambolo per dire che un libro per i ragazzi dagli 11 anni può parlare anche di morte e della morte forse più dolorosa di tutte, quella della mamma. E, se vuole rendere questo evento ancora più doloroso, può raccontare passo passo come ci si avvia, passo dopo passo, ad accompagnare la mamma verso quello che sarà il suo ultimo viaggio. Ed è di ciò che ci racconta Lea, la ragazza al centro, con il padre e il fratello, di questa storia. Una storia che non risparmia nulla al lettore, come nulla risparmia ai suoi protagonisti, a partire dal modo in cui la ragazza viene a sapere che per la sua mamma non c’è più molto tempo: a scuola tutti lo sanno, tranne lei che lo sente durante la ricreazione mentre qualcuno ne parla ad alta voce.

Il resto della sinossi si trova facilmente in rete, per esempio sul sito web dell’editore Uovonero, qui mi preme di più fare alcune considerazioni da una parte sull’opportunità di libri diretti come questo per i ragazzini della secondaria di primo grado, dall’altra sul modo in cui questa storia è raccontata.

Una delle tante caratteristiche delle letture di qualità, è quella di contenere la vita, e quindi anche quelle situazioni difficili e particolari. Temi “sensibili” come morte e lutto possono (devono) essere raccontati nei libri per ragazzi. In quelli “buoni”, quelli ispirati, quelli veri, non in quelli di mestiere, scritti ad hoc su commissione. In ogni caso, mentre da una parte non si dovrebbero fare censure riguardo a temi e tipologie, dall’altra, però, è importante conoscere di prima persona ciò che si propone per la lettura per non farsi sorprendere e trovarsi a Leggere l’inattesoper usare l’espressione titolo del libro di Irene Greco su questi argomenti, o per non rischiare di proporlo in momenti forse non opportuni. Le tematiche, anche le più sensibili, possono (devono) entrare nei libri per i più giovani, ciò che, eventualmente, si può fare è valutare il momento in cui proporle e prepararsi ad affrontarle insieme con loro. Del resto, delle tematiche forti e sensibili, come la morte, appunto, tutti i lettori hanno bisogno e le cercano.

A questo punto subentra il secondo punto della mia riflessione: tanto più il tema è delicato, tanto più si deve prestare attenzione al modo in cui il libro è scritto e a come la tematica è veicolata.

Moni Nilsson riesce egregiamente a tener alta la qualità del suo scrivere per i ragazzini di questa età che hanno ancora tanto bisogno di essere educati alle emozioni, anche quelle più faticose da provare.

Tanto amore non può morire è un romanzo che racconta come una cronaca gli ultimi mesi di questa mamma e della sua famiglia, al contempo, però, tocca punte di alta poesia nel costeggiare con delicata attenzione gli alti e bassi emozionali che vivono i protagonisti.

La qualità di questo romanzo sta nella totale assenza di didascalismi, moralismi o artificiosità: è una storia che si sviluppa spontaneamente nel racconto in prima persona di Lea. Storia e personaggi sanno di autentico, tanto i dialoghi, quanto le descrizioni sono sobri e composti, privi di esagerazioni fittizie. Anche nei momenti più intensi, non compare mai la retorica, né vengono trovate soluzioni narrative scontate.

I personaggi vivono questi momenti, Lea li racconta e il lettore ne fa esperienza con loro, emozionandosi, e, al contempo, potendosi sentire dentro e fuori la storia, lasciandosi, cioè, coinvolgere tantissimo, ma prendendo anche le giuste distanze permesse dalla lettura. Al contrario, poi, può permettersi anche di immergersi in essa come in uno specchio parallelo di ciò che vive, e quindi di provare senza bisogno di nasconderle o di negarle, emozioni forti come la tristezza, la rabbia e il dolore.

Quella di Lea e della sua famiglia è una storia delicata e l’intuizione narrativa di Moni Nilsson ne esalta l’intensità, evidenziandone, come in un caleidoscopio, tutte le possibili reazioni, senza emettere nessuna sentenza, senza mai esprimere giudizi. La morte fa parte della vita e nulla, se non l’onestà del racconto, permette di presentarla ai ragazzi. Quello di Moni Nilsson è un approccio laico, ma che non esclude le voci diverse di tutti coloro che gravitano intorno a questa famiglia. E’ una storia dolorosa che nulla nasconde del travaglio psicologico dei suoi protagonisti, di Lea in particolare, ma che sa mantenere pagina dopo pagina un importante equilibrio narrativo e che, alla fine, apre alla speranza, alla solidarietà, alla vicinanza, al ricordo, alla vita. Lea e la sua famiglia affrontano insieme e insieme a chi li circonda questo triste momento, consapevoli però che poi la vita, nonostante tutto, continua senza dimenticare.


Moni Nilsson, Samanta K. Milton Knowles (trad.)

Tanto amore non può morire

Uovonero, 2023 – 138 p.

Età: 11+

sabato 4 marzo 2023

Strumenti del mestiere: LEGGERE L’INATTESO

LEGGERE L’INATTESO: cambiamenti, distacco, morte e lutto narrati negli albi illustrati
.

Irene Greco con Anna-Maria Brusaferro

Il Leone Verde, 2022. 218 p.

Nei libri per i bambini, albi illustrati in primis, sono trattati tutti i temi che ruotano intorno all’esistenza umana. Anche quelli “difficili”, quelli che a volte costituiscono dei tabù (per gli adulti, più che per i bambini), quelli delicati che gli adulti a volte temono di affrontare per non turbare i piccoli. Siamo tutti consapevoli, però, che non è evitandoli che si affrontano i temi. Soprattutto quando poi sono i bambini stessi che con le loro domande o i loro comportamenti ce li mettono davanti ed esigono risposte.

Cambiamento, distacco, morte e lutto sono alcuni di questi temi che possono far paura. E sono anche i temi che Irene Greco affronta in questo libro presentando possibili approcci che gli adulti possono assumere nel loro parlarne con i bambini.

Il libro parte dal presupposto che tutto si può dire e raccontare ai piccoli importante è valutare bene come e quando. Conoscere le emozioni, proprie e dei bambini, imparare a interpretarle e gestirle è il secondo punto di partenza per affrontare determinate letture con i bambini. I libri, inoltre, costituiscono da sempre un ottimo mezzo per entrare in relazione, per condividere pensieri e sentimenti, per comunicare sinceramente. Gli albi illustrati lo sono ancora di più per la loro particolare conformazione di testo e immagini che si completano a vicenda e che insieme permettono di raccontare e interpretare la narrazione, condividendo ipotesi e ragionamenti.

Questo lavoro di Irene Greco è molto interessante per l’inquadramento teorico che propone prima di entrare espressamente nei temi. In questo modo contestualizza il discorso più specifico sugli argomenti proposti che poi elabora alla luce di esempi pratici e indicazioni bibliografiche precise, sottolineando il valore e la funzione della finzione narrativa e dell’immaginazione.

Il discorso di approccio al testo è inoltre arricchito dalle “parentesi” di Annna-Maria Brusaferro che lo intersecano in diversi punti affrontando dal punto di vista psicologico questioni come la gestione delle emozioni, il controllo, la nostalgia, il lutto … .

Si tratta di un libro molto interessante per chi lavora con i libri con i bambini. E’ un testo che aumenta la consapevolezza che i libri non sono medicine che risolvono i problemi e che non devono essere considerati tali. La lettura di libri e albi illustrati con tematiche sensibili, però, costituisce un allenamento ad affrontare le situazioni, ad essere preparati alle cose della vita, a sapere che determinate circostanze si verificano e quindi avere un’idea di come vi si può reagire. Ma come per le gare sportive, l’allenamento non può essere fatto nel momento della competizione, così, allo stesso modo, anche la lettura di temi “delicati” in via preventiva, in tempi “non sospetti”, lontano dal momento più acuto della situazione, è sicuramente più utile ed efficace.

 

 

domenica 17 luglio 2022

RESPIRO


Antonio Ferrara

Respiro

Einaudi Ragazzi, 2022. 64 p.

E+11 anni

Al centro di questo intenso romanzo breve ci sono la passione, l’amore, la poesia, il rapporto tra le generazioni, il valore delle parole per esprimere le proprie emozioni. E’ praticamente un condensato (non in senso negativo) di tutti i “grandi” temi della letteratura. I protagonisti principali sono Giulio, suo nonno e Agata. Ma ci sono anche Silvia e i genitori di Giulio, con un ruolo fondamentale, seppur meno presenti sulle pagine.

La parola “respiro”, che fa da titolo, entra a piè sospinto in tutta la vicenda. Giulio è asmatico e appena si stanca per un po’ di fatica gli viene a mancare il fiato. Il suo respiro si fa affannoso anche quando vive forti emozioni. In entrambi i casi torna a respirare normalmente solo quando si ferma, usa se necessario la bomboletta e si tranquillizza. “Respiro, però, è anche la poesia, quell’insieme di parole accostate in modo particolare che fa scorrere gli occhi, apre il cuore e porta altrove. E poesia” è l’altra parola chiave in questo libro. E’, infatti, una piccola poesia scritta su un foglietto caduto ad Agata, un’anziana signora che Giulio incontra al supermercato, a innescare l’intera storia. Agata e Giulio amano la poesia, la leggono e la scrivono, cosa non usuale, soprattutto, da parte dell’undicenne.

Alla parola “poesia” sembra fare da contraltare la parola “proverbio”. Il nonno di Giulio ha un proverbio per ogni situazione. Con un proverbio commenta ogni cosa che succede o che viene detta, con un proverbio chiude i discorsi quando non vuole più parlare. Giulio si diverte con questi proverbi, ma capisce anche che con i proverbi si può dire tutto e il contrario di tutto. Anche con la poesia si può dire tutto, ma è un modo diverso molto più intimo e personale per esprimersi, per parlare, per dire e non dire, per far capire. Nei proverbi le parole giocano allegramente sul loro significato più basilare, nella poesia le parole si fanno intense e amplificano il loro potenziale comunicativo.

Poi ci sono “Silvia” e “amore”, altre due parole importanti in questo romanzo e di cui si scrive poco, ma occupano, non viste, la parte centrale della storia, sono il motore di ciò che si narra in ogni pagina. Giulio è innamorato di Silvia, una sua compagna di scuola che, però, non lo vede nemmeno. Giulio affida alla poesia ciò che sente per lei, e alla poesia affida anche il compito di comunicarglielo. Non è facile, non è immediato, ma alla fine sarà potente.

Anche il nonno è (di nuovo) innamorato, ma, pur nella sincerità e profondità del suo sentimento, il suo atteggiamento di fronte a questo sentimento è diverso da quello di Giulio, ovviamente per età ed esperienza. Rispetto a ciò che sente e manifesta Giulio, l’amore che prova il nonno e il modo in cui lo vive sembra specchio di quell’uso dei proverbi che si oppone al leggere e scrivere poesia.

Il ritmo del cuore, il ritmo della poesia, il ritmo del respiro scandiscono il ritmo di ogni pagina dando vita ad un libro che si legge con il fiato sospeso, per vedere come va a finire. Un libro, che poi, però, chiama ad una rilettura con più calma e attenzione per cogliere tutte le sfumature di emozioni, di relazioni, di significati delle parole che ogni riga contiene.

Tutto ciò e molto altro in un “contenitore” fisico all’altezza del suo contenuto, dalla meravigliosa copertina di Alessandro Sanna, alla scelta del formato tascabile con copertina rigida. Un libro prezioso.

Leggendo queste pagine non ho potuto non pensare ad altri tre grandi romanzi per ragazzi sul tema della poesia e della scrittura e a una raccolta di poesie:

Bernard Friot, Dieci lezioni sulla poesia, l’amore e la vita. Lapis 

Anet Huizing, Come ho scritto un libro per caso. La Nuova Frontiera 

Beverly Cleary, Caro Mr. Henshaw. Il Barbagianni 

Chiara Carminati, Viaggia verso. Poesie nelle tasche dei jeans. Bompiani 

Concludo con le parole di Erri De Luca che, oltre ad essere un intenso manifesto del “parlare d’amore”, sono anche essenza di ciò che è la scrittura, soprattutto la scrittura di emozioni, sia in prosa sia in poesia.

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.

Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta nell’evitare.

Distràiti dal vocabolario solenne, già abbuffato,

punta al bordo, costeggia,

il lanciatore di coltelli tocca da lontano,

l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di mancarlo."

Nota: Ho trovato questa poesia di Erri de Luca per caso in rete. La si legge in numerosi siti diversi, in nessuno, almeno nei tanti che ho visitato io, c’è indicata la raccolta in cui è stata pubblicata. Cercherò ancora e quando (e se) la troverò, sarà mia doverosa cura scriverlo qui.